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Noi altri e il vino

Presentato anche a Roma il capitolo Veneto del viaggio enologico ed umano di Andrea Zanfi

Credo di aver vissuto una gran bella esperienza, dato che nessuna regione mi ha ispirato l’idea di un acquerello sul quale dipingere quella sincera e naturale sensazione di aver sempre conosciuto questa …… … consapevole di non potermi mai sentire parte di un noialtri.

E’ toccante la poetica con cui Andrea Zanfi introduce il suo incontro con il Veneto, sesta tappa del suo viaggio meraviglioso nel mondo della produzione vitivinicola italiana.
Presentato anche a Roma lo scorso 7 febbraio nella suggestiva sede dell’hotel Forum, con il Foro Romano a fare da palcoscenico all’evento, l’ultimo volume della prestigiosa collana I grandi vini d’Italia edito dalla Carlo Cambi Editore, si apre con un’introduzione dell’autore che davvero colpisce nell’immaginario.

Incornicia il Veneto in una vibrante distinzione cromatica che accosta il rosa dei tanti campanili al celeste delicato e glaciale che fa da sfondo al loro slancio verso il cielo.
Un pallido verde smeraldo individua i corsi d’acqua della “piana” e sullo sfondo il grigio delle montagne costellate di rocche e castelli che fa da contrafforte alle vallate. Nei borghi il rosso mattone identifica le piazze, poi il bianco ed il blu delle cattedrali. Colori tenui, “tratteggiati con la lievità dell’acquerello” ma con riflessi e venature più vivide, a ricordare il rosso sugli zigomi dei contadini.

Già, fosse così facile tradurre in colori e forme le impressioni e le emozioni trasmesse da quei volti incontrati in tante interviste, dalle loro storie, dalle loro vite e dal senso di appartenenza al loro Veneto … alla famiglia. In questo aiutano certo le suggestive immagini di Giò Martorana che, ancora una volta, sostengono al meglio la narrazione e accendono nel lettore la fantasia necessaria per sentirsi coinvolto in prima persona nel viaggio.

E come fare a raccontare il senso di quel “noialtri” che indica nel gruppo, nel clan, nell’unione familiare, il vero fulcro e la forza motrice di queste due splendide anime? Due anime distinte, incisive, equamente importanti e peculiari di una realtà produttiva che all’apparenza mostra il contrasto fra l’identità industriale dei grandi imprenditori e quella artigianale dei vignaioli e dei piccoli produttori. Un dualismo affatto stridente invece, fatto comunque di uomini, che interpretano il territorio al meglio e lo rendono a noi attraverso grandi vini; una dicotomia che scompare, divenendo unità di intenti nella grande propensione di tutti a focalizzare nella vendita l’obiettivo primario in grado di premiare i grandi sforzi produttivi.

Zanfi è dunque umile e sottile, riconosce la difficoltà di un’opera pittorica cosi intensamente rappresentativa, ma ne descrive comunque contorni, colori, profili e sfumature, raccontando un quadro ideale e rendendo perfettamente l’idea di quanto abbia percepito nei suoi quasi quattro mesi di permanenza in Veneto e nelle oltre cento cantine visitate. Il suo stile inconfondibile, che lascia spazio alle parole degli intervistati, stimolati a promuovere il loro territorio, liberi di esprimere direttamente i loro ricordi e le loro visioni, lascia emergere appieno il carattere e la personalità degli stessi protagonisti.

Scopriamo così l’ottantenne Giuseppe Quintarelli, un uomo schivo e tranquillo, punto di riferimento per la produzione della Valpolicella, eppure ancora in grado di commuoversi. Racconta della sua famiglia e degli oltre cento anni di esportazioni in America, regalando uno spaccato di vita assolutamente unico. Incontriamo la famiglia Speri, in cui il “noialtri” si estende nel passato a cinque generazioni e si allarga nel presente a ben sei cugini; e raccogliamo il loro grido di dolore di fronte al degrado architettonico che negli anni ha fatto “scempio” della Valpolicella.

Apprezziamo quindi “l’approccio positivo alla vita” di Marilisa Allegrini, una fisioterapista che si è lasciata “incantare” ed oggi, scomparso papà Giovanni ed il fratello Walter, è donna di vigna e di marketing; donna della Valpolicella con un progetto a Bolgheri. “Ascoltiamo” anche Gian Matteo Baldi che racconta del suo incontro con la Bertani e ci narra di come i fratelli Bertani, fuggiti in Borgona ai tempi dei moti carbonari, vissero ed assimilarono il grande cambiamento enologico francese. Oggi quest’azienda è l’unica ad avere in listino 25 annate di amarone (io stesso ho potuto degustare annate come 1987, 1973 e 1968). Conosciamo poi la sconfinata realtà Zonin, con i suoi 1800 ettari vitati nel territorio nazionale e ben 11 doc a listino, per una produzione di 23 milioni di bottiglie commercializzate in 76 paesi nel mondo; ma anche questo colosso è fatto di uomini, di fratelli … e anche loro, raccontandosi, parlano di “noialtri”.

Un libro importante, consistente e piacevole. Un incontro con una terra e infiniti paesaggi, con due anime e decine di volti, sguardi, dettagli, chiaroscuri e colori. Un libro da leggere e da divorare con gli occhi, per la poetica della narrativa, la pertinenza degli approfondimenti, l’intensità dei racconti e non di meno per la bellezza delle immagini.

La conferenza di presentazione si conclude con una domanda che il presidente del Consorzio di Tutela Vini Soave rivolge all’autore: “Perché hai scritto – … non mi sento uno di noi altri?”

“Ora non lo so, il tempo saprà dire se potrò sentirmi uno di noialtri.”

5 marzo 2008

Il Veneto – noi altri e il vino
di Andrea Zanfi, fotografie di Giò Martorana

con i contributi di: Fabio Piccoli, Antonio Calò, Daniele Accordini

Carlo Cambi Editore
Formato 30×30 – Pag. 360
Prezzo 70€

Immagini: Andrea Zanfi. La famiglia Speri

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