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I Drink Pink… rosato di sera, buon vino e atmosfera!

di Riccardo Brandi e Franco Santini

ROMA – Appuntamento classico sulla terrazza della Città del Gusto in Roma, dove lo scorso 3 luglio il Gambero Rosso ha proposto la consolidata degustazione di inizio estate dedicata ai migliori rosati della produzione vinicola italiana, facendo seguito all’anteprima del 2 luglio tenutasi a Napoli. Una nuova formula ha caratterizzato questo evento, che nelle scorse edizioni associava alla degustazione la presentazione della Guida ai Vini Rosati edita dal Gambero Rosso, con l’attribuzione dei riconoscimenti alle migliori etichette già definite dal panel tecnico.

In questa occasione il Gambero Rosso ha smesso i panni dell’arbitro supremo ed ha affidato al giudizio di tutti gli intervenuti la valutazione sui vini proposti; ogni partecipante ha ricevuto una scheda con tutte le etichette selezionate ed ha così potuto assegnare il proprio insindacabile apprezzamento per l’etichetta preferita. Personalmente approviamo la scelta di avvicinare i favori della critica al gusto più schietto di chi poi il vino lo compra, in verità applicheremmo la stessa filosofia conservando anche l’anonimato delle bottiglie fino a votazione conclusa (e realizzare eventi di questo tipo regala sempre piacevoli sorprese). Ovviamente il confronto tra il responso della giuria popolare e le valutazioni dei palati più esperti e dediti ad esami più approfonditi, consente il miglior contraddittorio fra la pura piacevolezza di beva e la godibilità di sfumature sensoriali meno evidenti.

In questo senso è indicativa e meritata l’affermazione della Carpenè Malvolti, l’azienda di Conegliano Veneto che è uno dei simboli della produzione nazionale di bollicine. Il Brut Rosé (descritto di seguito insieme ai vini che abbiamo scelto per voi) coniuga al meglio una indubbia agilità ad un gusto integro e completo, mettendo così d’accordo un po’ tutti. Sulla stessa lunghezza d’onda abbiamo trovato il sempre più convincente Dubl della Feudi di San Gregorio, l’aglianico che Anselme Selosse confeziona con una “rotondità” davvero piacevole. Tra le bollicine ci ha colpito molto anche il fascino più discreto, ma assolutamente ammaliante, del Franciacorta Gran Cuvée Brut di Bellavista, un delicato quanto seducente concentrato di armonia e fragranze appaganti.

Come sempre, tra i rosati fermi, l’Abruzzo regala emozioni e sorprese con i Cerasuolo del maestro Luigi Cataldi Madonna e del suo Piè delle Vigne (ma consigliamo anche il base), l’inossidabile Villa Gemma di Masciarelli e quello della giovane Cantina Talamonti. Il primo sempre interprete esemplare e dinamico di una tradizione consolidata, il secondo ormai icona di eleganza e gustativa profonda ed il terzo sorprendente outsider fra le migliori etichette.

Il Lagrein Rosato 2007 della Cantina Convento Muri-Gries completa l’ottetto selezionato per i nostri ricordi di degustazione, insieme al solido Five Roses 2007 Anniversario 64° anno di Leone de Castris. Il primo interpretazione delicata e avvolgente di un vitigno anche scontroso, il secondo inossidabile caposaldo dei rosati salentini.

Alla fine una bella serata, come è facile vivere sulle terrazze della Città del Gusto durante l’estate Romana … bevendo del buon vino. Nel bilancio della degustazione non va comunque dimenticata l’assenza di etichette blasonate e vincenti come il Cerasuolo di Valentini, o quella di giovani leve ormai affermate come il Rosa-ae di Torre dei Beati; non c’erano nomi come Biondi Santi molto apprezzato lo scorso anno, né il decorato Rosa del Golfo. Non entriamo nel merito dei motivi che hanno spinto questi produttori a non aderire alla manifestazione, ma certo è che i rosati di questi ed altri personaggi non avrebbero davvero sfigurato.

Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Piè delle Vigne 2006
Luigi Cataldi Madonna
Loc. Piano – Ofena (L’Aquila)
Telefono 0862 954252 – Fax 0862 954839
cataldimadonna@virgilio.it

Luigi Cataldi Madonna sui rosati la sa lunga! Ogni anno i suoi vini raccolgono consensi, e fungono ormai da punto di riferimento per la tipologia. Oltre a un “base” didascalico, che dovrebbe essere preso ad esempio da chiunque si accinga a produrre questa tipologia di vino, è il cerasuolo Piè delle Vigne la punta di diamante. Elegante e buonissimo anche quest’anno. Ha un colore abbastanza carico, ma non esagerato, e profumi che preannunciano grande complessità di sapori: tornano i frutti rossi, impreziositi da una lieve nota erbacea in sottofondo. L’assaggio è pieno, ricco, e sostenuto da una decisa spina acida che stimola la bevuta. Finale lungo e piacevole.

Five Roses Anniversario 64° anno 2007
Leone de Castris
via Senatore de Castris, 26
Salice Salentino (Lecce)
Telefono 0832 731112 – Fax 0832 731114
www.leonedecastris.com

Altro punto di riferimento assoluto quando si parla di rosati. Lo si capisce dal nome stesso, che racconta delle 64 vendemmie passate dalla prima edizione. Proveniente da uve negroamaro e malvasia nera, ha il classico colore del cerasuolo brillante. Anche il profilo olfattivo è classico: frutti rossi, fragola, un po’ di lampone. In bocca è coerente, coniuga una struttura palpabile con una bella naturalezza di beva, e si allunga su un finale fruttato molto persistente. Una certezza!

Franciacorta Gran Cuvée Brut Rosé 2004
Bellavista
via Bellavista, 5
Erbusco (Brescia)
Telefono 030 7762000 – Fax 030 7760386
info@bellavistawine.it

Un millesimato di grande eleganza e complessità, proveniente da una delle zone d’elezione per gli spumanti a livello mondiale. Ottenuto da uve Pinot Nero e Chardonnay quasi in ugual misura, si presenta nel bicchiere con un colore rosato chiaro tendente all’arancio. Le sensazioni olfattive sono molto fini e delicate: si spazia dal floreale alle pesca, dalla dolcezza di crema pasticciera a più fresche sensazioni agrumate. In bocca entra con gran discrezione, e gioca sulle corde del perfetto equilibrio, sostenuto da una buona acidità e una bella persistenza. Veramente un bel vino, dal quale abbiamo fatto fatica a dispensarci.

A.A. Lagrein Rosato 2007
Cantina Convento Muri-Gries
p.zza Gries, 21
Bolzano
Telefono 0471 282287 – Fax 0471 273448
www.muri-gries.com

La Cantina Convento Muri-Gries è un vero pezzo di storia della viticoltura altoatesina e non solo, in mano fin dal 1845 ai frati benedettini che applicano il principio “ora et labora” tanto in vigna quanto in cantina. Questa bella realtà produttiva, ha proposto una pregevole versione di Lagrein, vitigno principe nella produzione aziendale, declinato in rosa. Un rosato semplice, beverino, ma tutt’altro che banale. I profumi sono molto delicati e freschi, con una base fruttata in cui si mette in evidenza la ciliegia. In bocca si lascia bere con gran naturalezza, capace di rilanciarsi sorso dopo sorso grazie alla sua freschezza e acidità. Persistenza nella norma.

Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Villa Gemma 2007
Azienda Agricola Masciarelli
via Via Gamberale, 1
San Martino sulla Marrucina (CH)
Tel. +39 0871 85241 – Fax: +39 0871 85330
www.masciarelli.it

Gianni Masciarelli non ha bisogno di presentazioni e la sua linea Villa Gemma costituisce un termine di paragone per chiunque voglia vinificare le uve protagoniste dei disciplinari abruzzesi. All’interno di questo progetto il Montepulciano Cerasuolo 2007 si colloca in perfetta sintonia con l’elevato standard qualitativo sia nella forma, sia nella sostanza. I profumi sono sempre molto complessi e raffinati, la frutta trova una naturale evoluzione su note speziate, rivelando il peculiare melograno e belle fragranze di erbe aromatiche; si avverte la chiosa minerale tipica. All’assaggio, rispetto la scorsa annata, troviamo qualche sfumatura in meno ed un po’ più di robustezza; ciliegia e note agrumate approcciano il palato con vigore, poi un lungo finale speziato. Pulito e intenso, piacevole e godibile.

Dubl Aglianico 2007
Feudi di San Gregorio Aziende Agricole
Località Cerza Grossa
Sorbo Serpico (AV)
Tel. +39 0825 986611
www.feudi.it

Ci troviamo ancora davanti ad un nome sinonimo di garanzia; la bontà di questo pregevole aglianico, spumantizzato secondo il metodo classico, che affianca nella produzione della linea Dubl una strepitosa falanghina ed un ottimo greco, è ormai consolidata. Gravitando intorno al banco di assaggio, non pochi sono stati i commenti positivi che abbiamo potuto rilevare … noi non siamo stati da meno. La spuma si offre pronta, alimentata da un perlage fitto e pingue che anima il calice e riempie il palato. Profumi fragranti di frutta fresca e matura in un bouquet di rose, introducono una gustativa piena, coerente e rotonda, di pesca e fragola; bella anche la persistenza.

Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Rosé 2007
Cantine Talamonti

C. da Palazzo – Loreto Aprutino (PE)
Tel. +39 085.82.89.039 – Fax +39 058.82.89.047
www.cantinetalamonti.it

Una gradita sorpresa il cerasuolo di questa giovane cantina, fondata sulle colline pescaresi, in quella terra “eletta” che è Loreto Aprutino, da 18 soci appassionati. Una sorpresa perché tra i nomi presenti in degustazione era forse quello meno conosciuto. E invece… E invece il loro cerasuolo ci è piaciuto, per lo stile corretto, lineare, senza fronzoli, ma comunque con una struttura ben palpabile. Classico il profumo di frutti a bacca rossa, con una prevalenza di ciliegia poco matura. In bocca è equilibrato e piacevolmente saporito. Non sarà un mostro di complessità, ma questo, si sa, per un rosato non è un limite.

Rosé Brut 2007
Carpenè Malvolti S.p.a.
via A. Carpenè, 1
Conegliano (TV)
Tel. + 39 0438 364611 – Fax + 39 0438 364690
www.carpene-malvolti.com

Siamo al protagonista della serata, la maggioranza delle persone presenti hanno votato questo Brut Rosé come il migliore fra quelli in degustazione. Non siamo certi che tutte le etichette siano state degustate, né che ciò sia avvenuto soppesando tutti gli aspetti organolettici del vino, fatto sta che è piaciuto ai più … e secondo noi questo è un valore. La Carpenè Malvolti può vantare una vera e propria storia aziendale basata sulla spumantizzazione, fatta di tanta passione, conoscenza, ricerca e sperimentazione; questo vino è un riuscito esempio di tanta maestria e, dote non indifferente, è vicino al gusto dei consumatori. Il colore è accattivante, un chiaretto intenso e ravvivato da un fitto perlage che sospinge in superficie una copiosa e persistente spuma. Bei profumi dal fondo floreale che liberano aromi di fragoline di bosco e bacche rosse; in bocca è fresco, pieno e gustoso, non brilla per complessità e lunghezza retronasale … ma questi sono tecnicismi ed il pubblico ha badato più al sodo.

Nella seconda immagine dal basso: la giornalista Marzia Morganti Tempestini

3 Comments

  • giulia cannada bartoli ha detto:

    ma qui a napoli il 2 sera ai drink pink c’èra un notevolissivo rosato da bombino nero di Torrevento, non è arrivato siin li?
    leggi mia degustazione….

    http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=4435

    baci e buone vacanze
    Giulia

  • Franco Santini ha detto:

    Alcune aziende erano presenti a Roma e non a Napoli, e viceversa…
    Mi sembra che il bombino di Torrevento non ci fosse…io certamente non l’ho assaggiato, anche perchè a Roma ce n’erano quasi una cinquantina e non si poteva provarli tutti!
    Comunque mi annoto la segnalazione.
    Un caro saluto e grazie.

    Franco

  • Riccardo Brandi ha detto:

    Cara Giulia,
    la Puglia era come sempre ben rappresentata a Roma. avendo una consolidata tradizione “rosata”, e secondo i miei appunti c’erano entrambi i prodotti di Torrevento (c’era anche il Primaronda). Personalmente li conosco entrambi, due rosati davvero piacevoli, e condivido la tua analisi sul Madrevite ” …il rosato che ti aspetti senza fronzoli per la testa ad un eccezionale rapporto prezzo qualità”.
    La mia attenzione è stata però catturata dal Five Roses Anniversario, che probabilmente, con la sua incisività, ha oscurato altri buoni vini pugliesi (come pure il Pungirosa di Rivera).

    E’ un bene comunque che ci siano opinioni e segnalazioni differenti, charamente tu hai segnalato il Madrevite perchè ti ha colpito, noi abbiamo messo insieme alcune fra le etichette che più ci hanno dato emozioni (e otto mi sembra già un bel numero) proponendole a chi voglia confrontare il proprio gusto con il nostro. Ciò non getta alcuna ombra sugli altri prodotti in degustazione, ma abbiamo impostato gli assaggi mirando ad una selezione piuttosto che ad una degustazione “globale”.

    Grazie per questo spunto di riflessione e a presto.
    Cordialmente
    Riccardo

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