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Stelle di Langa

di Riccardo Farchioni

Piazza Duomo, Alba. Chef, Enrico Crippa

Dove sta il Piazza Duomo di Alba? In piazza Risorgimento, che diamine. Ma hanno ragione loro, si chiamerà pure Risorgimento, ma nella piazza dove si affaccia questo elegante palazzo campeggia il duomo della cittadina capoluogo delle Langhe e del Roero. Il palazzo è dei Ceretto, nota famiglia di produttori; a piano terra, con dehor, c’è La Piola. Imboccato uno stretto vicolo si arriva ad una porta massiccia con una insegna semplice ma chiara: si citofona, si suona, si salgono le scale e si arriva in ambienti dai colori chiari, con dei curiosi dipinti che sembrano quasi animati e che si stiano pian piano arrampicando su muri e soffitti. Suggestivo indubbiamente l’affaccio (con tanto di balconcino) che domina il Duomo dall’alto.

Crema di patate, uovo di quaglia e Lapsang SouchongEnrico Crippa, look recente con baffi e pizzetto, è uno dei più talentuosi allievi di Gualtiero Marchesi, ed è significativo che nel menu ci siano quattro piatti dedicati agli agnolotti al plin. Fra presentazioni dai seducenti cromatismi e rimandi artistici può capitare di imbattersi in una Crema di patate che trae in inganno: la sua tonalità innocentemente chiara, contrastata solo dalla strisciata del tè cinese, prelude alla scoperta di un piatto forte e intenso (quasi da abbinamento con una Barbera). E qui, dovendo accoppiare il grande riso piemontese con il pesce non si guarda alle tante declinazioni del “nostro” Mediterraneo, ma a quello dei cugini d’Oltralpe, utilizzando la famosa zuppa di pesce marsigliese. Consueta padronanza nel trattamento delle carni e dolce, oltre che esteticamente da museo impreziosito da soavi toni di confetto.

Ristorante Piazza Duomo,
Piazza Risorgimento 4, Alba
Tel. 0173.366167; www.piazzaduomoalba.it
Menu: Crema di patate, uovo di quaglia e Lapsang Souchong; Merluzzo fresco di nostra salatura, accomodato al verde; Risotto Bouillabase; Agnello sambucano arrosto, latte di capra e limone; Minestrone di frutta e verdura.

Al Vecchio Tre Stelle, Barbaresco. Chef, Flavio Scaiola

Entrando in questo posto probabilmente la prima cosa che si pensa è: Ecco, è qui che porterei qualcuno a cui tengo. Tutto è morbido, sinuoso, soffuso: dai colori alle pareti, alle luci, alle curva disegnata dal mobile/vetrina che separa due ambiente con le bottiglie dei distillati incastonate che ne completano il fascino. Luogo quanto mai classico, dove si bada molto al comfort del visitatore e si vuole preservare la famigliarità dellaccoglienza, arricchendola ed aiutandola quanto basta con lo charme del contesto. Il brusio dai tavoli discreto fa sentire in buona compagnia.

Qui la lettura sembra chiara: dopo la tecnica, linventiva nella presentazione, i rimandi artistici ed esotici di Crippa, siamo invece allaltro polo, quello della cucina di una trattoria tradizionale resa pulita, sempre intensa e convincente. La Battuta al coltello è sublime, i Raviolini sono forse guarniti da una troppo generosa dose di erbe aromatiche a contrastare il denso fondo bruno. Il Capretto di Sardegna è eccelso. La pannacotta sfugge al luogo comune. Ci si alza pensando: in questo posto ci si sta bene.

Ristorante Vecchio Tre Stelle
Strada Tre Stelle 21/23, Barbaresco (Cn);
Tel. 0173.638192, www.vecchiotrestelle.it
Menu: Battuta al coltello su crema di sedano e su dadolada di peperoni gialli e rossi; Raviolini al plin al fondo bruno; Capretto di Sardegna cotto al forno sotto le erbe caramellate; Pannacotta con gelato al latte di capra

Locanda nel Borgo Antico, Barolo. Chef, Massimo Scamia

Dalla vecchia posizione al centro di Barolo la Locanda si à trasferita qui, fra le vigne. Il cambiamento è stato drastico: dalle antiche ristrettezze degli spazi si è passati a largheggiare addirittura con una veranda che si sporge direttamente sulla campagna dei vigneti a perdita d’occhio, dove si mangia nella bella stagione oppure è uno spazio per gli aperitivi e per il relax sui divani. Ma soprattutto c’è la grande sala, illuminata in modo un po’ trionfale, e che sembra non riuscire ad assorbire efficacememente i rumori di una compagnia allegra e vivace.

Anche qui, come al Vecchio Tre Stelle, ma a ben vedere anche al Piazza Duomo, la tradizione è ben presente, anche se si intuisce un gusto particolare a variarla e ripensarla, e a metterlo in evidenza nei titoli dei piatti. La maggiore libertà consentita da una cucina qui meno autoctona come quella di pesce, fa accoppiare un risotto di mare ad un popolare e “piadinesco” formaggio molle romagnolo. E poi, invece, al cuore della tradizione, quale perfezione nella sella di coniglio e forse ancora di più nei meravigliosi carciofi fritti che la accompagnano! Ultima immagine, la bella cantina trasparente della Cascina Lo Zoccolaio che ospita il ristorante.

Locanda nel Borgo Antico
Cascina Lo Zoccolaio località Boschetti 4 – Barolo (Cn)
Tel. 0173.56355; www.locandanelborgo.it
Menu: L’altro vitello tonnato; Risotto alla crema di pomodoro con mazzancolle e piccolo calamaro, mantecatura allo squacquarone; Sella di coniglio nostrano con carciofi fritti dAlbenga; T.I.R.A.M.I.S.U.; Caffè con piccola pasticceria

9 Comments

  • Burroni Otello Corrado ha detto:

    con mia moglie abbiamo avuto il piacere di provare il ristorante Piazza Duomo nell’aprile del 2007
    rimasti completamente soddisfatti per i cibi, i vini, il servizio e la cortesia
    i locali non sono proprio il massimo

  • Riccardo ha detto:

    Caro amico, effettivamente quei “dipinti” alle pareti possono dare una sensazione di eccentricità, e piacere o no, molto di più di uno dei tanti ambienti “classici” dei ristoranti premiati dalla Guida Michelin. Comunque, mi sembra diu capire che lei si collochi fra gli estimatori di Crippa!

  • Riccardo ha detto:

    Il lettore Edoardo ha lasciato un commento, però nella foto di Crippa, che riporto per chiarezza qui: “Articoli come questo, senza un riferimento al prezzo, ben poco valore hanno. saluti Edoardo”.
    Grazie, touché, anche se dire “ben poco valore” mi sembra eccessivo. Comunque, ripeto, è vero, specie di questi tempi, non proprio di “boom” economico, andrebbero specificati sempre i prezzi (come io più o meno sempre faccio, vedi http://www.acquabuona.it/mbud/annosette/oradaria.shtml, http://blog.acquabuona.it/2008/04/mangiare-bere-uomo-donna/mangiare-a-compartimenti-stagni
    http://blog.acquabuona.it/2008/02/mangiare-bere-uomo-donna/la-nuova-stella-lucchese
    ecc…)
    Allora rimediamo: Piazza Duomo, menu completo sugli 80, menu degustazione 100 euro; Vecchio Tre Stele, sui 60 con menu degustazione a 50 euro; Locanda del Borgo Antico, sui 60 alla carta, più o meno lo stesso il menu degustazione. Saluti!

  • vincenzo zappalà ha detto:

    caro Riccardo,
    ho avuto il piacere di andare in due dei tre ristoranti che indichi. Posso tranquillamente dirti che sono ottimi, soprattutto nel prezzo …, ma che in Langa (ed io ci abito da tanti anni) esistono trattorie che sono decisamente migliori per qualità. Non sarebbe ora di sfatare i soliti luoghi (ed intendo proprio “luoghi” fisici) comuni e recensire anche posti in cui con meno di 30 euro si mangia più e meglio? Forse molti lettori ne sarebbero contenti… E nota che non parlo delle solite trattorie di fuori porta, dove ti abbuffi come un disperato, ma di luoghi in cui il cibo è veramente all’altezza di ben più blasonati e famosi ristoranti. Non voglio fare pubblicità non richiesta…ma se me lo permetti te ne posso indicare almeno un paio… La mia ovviamente è solo una proposta, ma che penso possa essere utile a chi ama il cibo ed il vino. Tante volte certi ristoranti DEVONO essere trattati sempre bene (soprattutto dopo aver speso certe cifre da capogiro…), fino a che non esce fuori Fantozzi con la sua corazzata Potiomkin …. e poi magari a volte è meglio mangiare e bere da 9, spendendo 5, che mangiare da 10 e spendere 10 …
    un caro saluto a tutti

  • Riccardo ha detto:

    Caro Vincenzo,
    parole sante, santissime!… Moltissimi, in questo momento sono affamatissimi di trattorie ed osterie da scoprire o da lanciare, che siano evolute dal punto di vista cultural-qualitativo ma che riescano a contenere i prezzi, che poi è più facile per chi non ha uno staff numeroso in cucina. Allora ti chiederemo (in privato…!) un po’ di indirizzi da provare….. Ciao!

  • vincenzo zappalà ha detto:

    caro Riccardo,
    perfetto! quando volete sono a vostra disposizione… L’idea dei commenti è stata veramente grande!! ciao

  • Riccardo Farchioni ha detto:

    È la filosofia del web 2.0: commentate, gente, commentate!

  • Pasquale De Vico ha detto:

    Io sono stato l’anno scorso in Langa e ho mangiato benissimo in quasi tutti i locali scelti.
    Darei però una preferenza al “Centro” di Priolo, non soltanto per la cucina veramente squisita (forse anche troppo abbondante), ma anche per la affabile familiarità con cui siamo stati accolti.
    Veramente come sentirsi a casa.
    Un altro posto che mi sento di raccomandare si trova a La Morra, ristorante Belvedere. Ambiente con un’eleganza più classica, ma dotato di una cantina spettacolare (da visitare!) e ottime pietanze.

  • Fernando Pardini ha detto:

    Ehm, caro Pasquale, forse che si trattava del Centro di PRIOCCA?

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