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Piccole orizzontali alle Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy

di Riccardo Farchioni

Nonostante la famiglia di Grésy possieda quattro aziende fra Langhe e Monferrato, la gemma che brilla più luminosa è senza dubbio Martinenga. Fu proprio qui, fra l’altro, che avvenne la svolta voluta da un giovane Alberto di Grésy quando nel 1973 decise che era venuto tempo di vinificare in proprio quel vero e proprio tesoro che erano le uve delle proprie vigne. Di vero tesoro si tratta anche e soprattutto perché, provengono da uno dei cru di grande classe come il Martinenga posseduto in esclusiva, cosa assai rara in un territorio prestigioso e blasonato come quello di Barbaresco, uno splendido anfiteatro di undici ettari esposto a sud-ovest e che confina con altre due vigne altamente evocative per chi ama il nebbiolo ai suoi massimi livelli come la Asili da una parte e la Rabaja dall’altra.

E se dal corpo centrale proviene l’omonimo Barbaresco, proprio dagli estremi sono tratte le selezioni: il Gaiun (prima uscita nel 1982) proviene dagli appezzamenti più prossimi alla vigna Asili con esposizione sud-est, mentre il Camp Gros (prima uscita 1978) trae la sua origine dai filari che guardano Rabaja, con esposizione sud-sud-est: la sua è una terra più asciutta, sottoposta a maggiori stress, che conferisce più struttura e tannini più vigorosi. Il clone presente nei vigneti (età media 40 anni) è il 111 che proviene dal rosé; più di recente sono stati messi a dimora due cloni nuovi che danno ai vini colori più intensi.

Nella bella ed elegante location della cantina, in compagnia degli enologi Marco Dotta e Jeffrey Chillcot (australiano neozelandese d’origine) che hanno saputo organizzare al meglio questo piccolo evento, ecco un rassegna di piccole “orizzontali” che ha egregiamente evidenziato l’eleganza e la generosità espressiva dei vini di questa azienda.

Barbaresco Gaiun Martinenga 2004
Di colore granato di media intesità mostra un naso elegantissimo, varietale, molto ampio ed “aereo”. Un bellissimo attacco fa da preludio ad un palato largo e saporito, che termina con una esplosione di sensazioni ed un finale in allungo. Straordinaria bevibilità unita ad una dinamica finale percussiva.

Barbaresco Camp Gros Martinenga 2004
Ancora un colore granato di media intensità; naso più “corposo”, spazialmente localizzato e di carattere più maturo. Partenza meno fulminante, passo più compassato che arriva ad un finale più statico ma ricco, saporito e contrastato e lunghissimo retrogusto.

Barbaresco Martinenga 2001
Naso impreziosito da sfumature di fungo, che punteggiano una bella frutta rossa matura. Dopo un attacco rotondo e levigato, la beva perde un po’ di mordente nel finale, mantenendo comunque sempre un bel carattere e chiudendo con un tannino fine e dolce.

Barbaresco Gaiun Martinenga 2001
Sensazioni di sottobosco, fungo, confettura di amarena, configurano un naso complesso e seducente di grande intensità ed ampiezza. La bocca parte compatta, dinamicamente crescente, spessa, coerente con il naso, con un finale percussivo che termina lungo. Lunghissimo retrogusto. Tannini di superba qualità. Molto bello.

Barbaresco Martinenga 1999
Il marchio del sottobosco e del fungo sono di nuovo molto leggibili, poi si avvertono sfumature floreali, e tanta brillantezza “classica” per questo vino che risulta evidente anche dopo dieci anni, poi una spruzzata vegetale… veramente complesso! Entrata al palato di grande impatto, forza, concentrazione, densità. Molto bello, finale brillante.

Barbaresco Gaiun Martinenga 1999
Naso polposo, pieno di frutta rossa, maturo, suadente, persistente, solare. Attacca potente, saporitissimo, e termina con un finale esplosivo spinto da un tannino ancora giovane.

Barbaresco Camp Gros Martinenga 1999
Anche qui un naso espressivo e caleidoscopico, pulito ed elegante, perfetto amalgama di fiori e caramella di frutta rossa, punteggiato da note fresche e penetranti. Bocca stratosferica e di andamento travolgente: attacco potente e compatto, un carattere che è la quintessenza del nebbiolo, tannino più diffusivo che nel corrispondente Gaiun.

Barbaresco Martinenga Gaiun 1997
Intenso, anche se non brillante come i precedenti, inizialmente ombroso e confuso, poi si chiarisce verso una fruttato carnoso e solare. Vino rotondo, equilibrato, dall’andamento di bocca piano e regolare, che termina con un tannino finissimo. Sullo sfondo, una coerenza aromatica piacevole e dolce.
Barbaresco Martinenga 1982
Naso fascinoso, nel quale spiccano la frutta secca, il tabacco, le spezie, il fungo, e a seguire la frutta rossa. Bell’attacco e prosieguo pimpante, saporito, solo leggermente asprino.

Nella prima immagine: Marco Dotta; nella seconda: Jeffrey Chillcot e Marco Dotta

8 Comments

  • vincenzo zappalà ha detto:

    conosco benissimo Jeffrey ed i vini della splendida cantina … però penso che sia neozelandese e non australiano. In ogni modo, approfitto per salutarlo, sperando che prima o poi si fermi nelle sue continue peregrinazioni di lavoro, ma anche di vacanza (Isole Vergini Britanniche … mica male!!).
    Ciao a tutti

  • Riccardo Farchioni ha detto:

    Caro Enzo, le tue parole sono oro colato e perciò ho corretto, come vedi, in “neozelandese”…. Un abbraccio!

  • vincenzo zappalà ha detto:

    perfetto Riccardo !! Sai queste persone degli antipodi sono sempre … contraria ..te! Battuta ignobile …. ammetto. Un abbraccio a tutti

  • Brian Larky ha detto:

    JEFFREY: What’s the difference between New Zealand and Oz anyway? They’re both islands and the both speak with an funny accent… Bravi tutto l’equipaggio !

  • Pasquale De Vico ha detto:

    Sono stato a visitare l’Azienda dei Marchesi de Gresy proprio l’anno scorso, dopo averne degustato i vini in una serata effettuata all’enoteca dell’Altafiumara Hotel di Villa S.Giovanni (RC) (sono un Degustatore Ufficiale A.I.S.).
    Debbo dire che, a parte l’ambiente molto piacevole, ho potuto apprezzare l’accoglienza e la professionalità del personale.
    Ho avuto modo di assaggiare buona parte dei vini prodotti e debbo dire che erano tutti al di sopra della media, a partire dai bianchi, passando per la Barbera Monte Colombo, fino ai grandi Barbareschi.
    Grandissime emozioni e sensazioni varie e complesse hanno accompagnato l’assaggio che mi ha lasciato un magnifico ricordo (che peraltro rinnovo ogni tanto con l’assaggio a casa di qualche loro bottiglia che mi sono premunito di portarmi con me).
    Complimenti a tutti.

    Pasqaule

  • Riccardo ha detto:

    Caro Pasquale, grazie per il commento. Devo dire effettivamente che la degustazione oggetto dell’articolo è stata l’unione ideale di calore e professionalità….

    PS: GRAZIE JEFFREY!!

  • Grazie Riccardo per il bellissimo articolo.Ci ha fatto piacere averti ospite e farti conoscere la realtà del grande vigneto Martinenga. Rinnoviamo l’invito per una prossima degustazione.

    Solo una precisazione: l’enologo della Marchesi di Gresy è Marco Dotta con la consulenza di Piero Ballario

    Cari saluti da tutto lo staff MARTINENGA.

  • Riccardo ha detto:

    Come avrete potuto vedere, il piacere è stato mio… grazie per la precisazione, e a presto!

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