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Soave Versus: una “soave” esperienza

di Vincenzo Zappalà

SOAVE (VR) – Il 6, 7 e 8 settembre si è svolta a Soave la manifestazione Soave Versus, grande incontro con i vini, la cultura, la gastronomia e le radici di uno splendido territorio. Eccovi una breve relazione da parte di un semplice appassionato, che n’é rimasto folgorato.

Il suono delle campane che segnano il mezzogiorno a volte sembra estremamente lungo, quasi non volesse finire mai. E’ così che Soave accoglie la nascita di un nuovo bambino e lo comunica con gioia a tutta la cittadinanza. Con questa toccante tradizione il vostro animo si rallegra immediatamente e sarete perfettamente pronti ad immergervi nello spirito di amicizia, gentilezza e cordialità della piccola e meravigliosa cittadina veneta. Le alte mura la cingono in un abbraccio stretto, come se non volessero farla scappare, mentre il castello la domina dall’alto di un colle, benevolo e protettivo.

In questo scenario d’altri tempi si svolge Soave Versus, una bellissima manifestazione in cui il vino simbolo del luogo è il veicolo trainante per far conoscere la storia, la cultura, la geografia, le tradizioni di un territorio particolarmente baciato da Madre Natura. Gli stessi colli di origine vulcanica, che ci hanno regalato i fantastici pesci fossili di Bolca (una visita al Museo non si può tralasciare!), veri gioielli della fatica del nostro pianeta, ci donano oggi un vino eccezionale per freschezza, mineralità e sapidità, un vero “re” dei bianchi. Le colline da un lato digradano dolcemente verso la pianura veronese, e dall’altro iniziano ad inerpicarsi verso le vette dei Monti Lessini. Solcate e divise dai torrenti che scendono a valle, donano scorci di rara poesia e tranquillità. Una pace davvero opposta ai violenti sconvolgimenti del suolo terrestre che le ha create. Le distese di vigne, per lo più a pergolato, addolciscono l’insieme, da cui svettano i campanili delle chiese ed i castelli dei vari borghi. Una Natura da scoprire lentamente, oziando e visitando, ascoltando la dolce parlata veronese e immergendosi in prima persona nel calore umano che domina il tutto.

Conosciuto nelle sue migliori versioni al riuscitissimo meeting di Pisa (Il Soave incontra il mare) dello scorso febbraio, non ho voluto mancare alla presentazione svoltasi “in casa”. E sono stati tre giorni di gioia ed allegria, grazie alla perfetta organizzazione del Consorzio, alla gentilezza e disponibilità dei produttori, al livello sempre più alto dei vini, alla selezione dei piatti tipici di gastronomia locale, allo splendido olio delle colline veronesi. Ma più di tutto, grazie all’amicizia vera e sincera che si respirava nella suggestiva cornice del cortile del Palazzo Comunale. Un’immersione totale che mi ha lasciato non poca nostalgia e che già mi sta convincendo a tornare quanto prima.

I banchetti con le delizie gastronomiche (veramente molto buone) erano allestite all’esterno del cortile, mentre all’interno vi erano gli oli ed i dolci. Lungo tutto il porticato, sopra eleganti ripiani circolari di vetro, facevano bella mostra i veri “principi” delle serate: i vini con il loro “maestri” pronti a farli degustare ed a spiegarli in dettaglio. L’andare e venire dei moltissimi visitatori era sempre permeato di calore e di passione. Si scambiavano commenti, si facevano conoscenze, si chiacchierava e si discuteva in un clima rilassato e gioioso.

Non ho alcuna intenzione di descrivere tecnicamente i vini assaggiati, non ne sarei certo in grado e sarebbe forse fuori tema, ma posso dire che le emozioni trasmessemi da Gini, Monte Tondo, Tamellini, Coffele, Fasoli, Ca’ Rugate, Pra’, Corte Farfarini, Le Battistelle, e molti altri, non si dimenticano facilmente. I freschi e tenui profumi di fiori si scatenano in una bocca di grande struttura, dominata dal finale sapido e salino che ci riporta alla complessa e violenta storia geologica del territorio. E non si possono certo dimenticare i Recioto di Soave, passiti realmente unici nel panorama nazionale. I loro profumi estremamente variegati conducono ad una bocca sempre fresca, in cui l’armonia e l’eleganza vincono sulla forza e la concentrazione, e l’acidità e mineralità bilanciano perfettamente la giusta dolcezza. Vini che non si “tagliano col coltello”, ma che si bevono con piacere e che ti lasciano un sapore veramente “soave”.

Non posso poi tacere la splendida ospitalità ricevuta nell’agriturismo Corte Tamellini, un vero gioiello immerso tra le vigne, i cui proprietari, ormai “veri” amici, sono persone di una simpatia, sincerità e solarità davvero speciali. E lo stesso vale per l’azienda I Stefanini, che ad un vino prodigioso uniscono un calore ed una immediatezza umana coinvolgente. Parimenti emozionante l’incontro con Mirko Sella dell’Azienda San Cassiano ed il suo stratosferico olio. Molto belle anche le presentazioni più “ufficiali”, sia quella dedicata al nuovo ricco e curato libro sui grandi Crù del Soave, che quella riservata alla degustazione alla cieca di dieci Recioto che coprivano un arco di cinque anni.

Un sincero e particolare grazie va infine alla splendida Lucia che alla bellezza unisce una competenza e professionalità invidiabili (sempre in prima fila a “manovrare” le operazioni), a tutto il Consorzio ed ai tanti aiutanti, sempre gentili ed allegri, che “dirigevano” il traffico. E grazie anche a questo sito che con “il Soave incontra il mare” mi ha fatto conoscere un mondo di vino, cultura ed umanità imperdibile.

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