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Una birra in Versilia. IV° Concorso per homebrewers a stile libero

di Leonardo Mazzanti

MASSAROSA (LU) – Se c’è una cosa che ho sempre ammirato nelle persone che fanno la birra, è l’estrema voglia di socializzare, il clima di festa che respiri alle gare o semplici degustazioni che siano. Non trapela mai una goccia di invidia, di alterigia tra i “produttori”, ma è tangibile uno spirito goliardico fraternizzante che alterna momenti giocosi, quando non perdono occasione per osannare e denigrare le rispettive birre, ad altri più seri, quando dal reciproco confronto e dalle rivelazioni di piccoli segreti di aspirante mastro birraio sperano di trovare l’agognata via per il traguardo più ambito: una birra che entusiasmi.

Il IV° concorso “Una birra in Versilia”, puntualmente organizzato dallo staff di Birramia ed egregiamente spalleggiato dai ragazzi dell’Ars Birraria, non poteva smentire tali premesse, essendo ormai un appuntamento imperdibile per gli “artigiani” della birra. Uomini, donne e ragazzi, alcuni poco più che maggiorenni ma già capaci di prodotti interessanti, hanno contribuito a raggiungere la partecipazione record, in Italia, di ben 59 birre!

Questa enorme adesione ha costretto alla composizione di tre giurie tutte molto qualificate, l’ordine di degustazione è stato deciso cercando di dividere tra le giurie gli stili per nazione e, internamente alla giuria, dagli stili meno intensi fino ad arrivare ai più carichi. Le prime due birre di ogni giuria sono state poi giudicate dalle altre due, questo per bilanciare eventuali scostamenti di voto fra le varie giurie. Stilata la classifica finale delle migliori sei birre è “toccato” al presidente/supervisore della giuria, Lorenzo Dabove – in arte Kuaska, ovvero il maggior esperto di birre italiano – degustarle e quindi suggellarle con un suo commento.

Kuaska, dall’alto della sua esperienza di giudice nei più importanti concorsi mondiali di birra, ha tenuto a precisare il metodo di giudizio seguito dalla giuria è stato più vicino a quello canadese, attento soprattutto alla piacevolezza della birra, che a quello americano, estremamente rigido nella corrispondenza della birra allo stile rappresentato.

Proseguendo ha sottolineato l’importanza ed il livello raggiunto dalla manifestazione, ad oggi la seconda in importanza (se non la prima) dopo quella di Piozzo. A rincarare la dose, sulle ali dell’entusiasmo, è intervenuto il dottor Giuseppe Lucchesi, vice sindaco del Comune di Massarosa patrocinatore del concorso, promettendo nei prossimi anni un impegno dell’Amministrazione Comunale tale da portare sicuramente questo evento culturale al vertice nazionale.

Chiunque abbia intenzione di cimentarsi in questa arte non ha che da rimboccarsi le maniche e provare, del resto è tutto a pronto uso (o quasi) e se una cotta va male pace, se ne fa un’altra senza sprecare un anno di lavoro come nel vino!

Imparare è facile, il corso base dura un giorno e l’attrezzatura per iniziare costa poco. L’Ars Birraria, associazione culturale toscana per la promozione della birra artigianale e dell’homebrewing, è particolarmente attiva nell’Alta Versilia; dal Gennaio 2006 ha tenuto due corsi l’anno e, grazie anche alle cene e degustazioni regolarmente organizzate, è riuscita a crescere fino ad avere un centinaio di iscritti in tutta Italia pronti a soddisfare le gole assetate di amici e parenti. Meno teorica ma ben più materiale è Birramia dato che nella sede, proprio a Massarosa, o sul sito internet, è possibile acquistare tutto l’occorrente per l’homebrewer.

Dopo un indispensabile quanto ottimo pranzo all’Agriturismo La Ficaia (dove il mangiare ha significato anche fare beneficenza) siamo arrivati alla premiazione. Solitamente è la parte meno piacevole ma un brillantissimo Kuaska, davvero in forma, ci ha fatto “pisciare” dalle risate (o forse erano le birre?!) premiando i partecipanti e commentando le loro fatiche dal voto più basso, sinonimo di “birra” a rischio avvelenamento, al voto più alto, indicativo di una birra degna di un birrificio qualificato. Come giusto tributo ecco riportati i nomi, stile di birra, voto e giudizio di Kuaska dei sei finalisti:

Classifica

Punteggio (50esimi)

Nome

Stile

Commento

40,3

Contini Ugo

Robust Porter

Naso appropriato, Morbida e vellutata in bocca con note tipiche da Porter: caffè, uva sultanina ed una piacevole punta di warming. Ricca completa ed equilibrata.

39,0

Serra Francesco

Oatmeal Stout

Una canonica Oatmeal Stout, morbida nel palato con una piacevole nota di pannacotta.

36,8

Zaini Paolo

Classic Rauchbier

Mi ha ricordato la Rauch Beer della Spezial di Bamberga, altamente beverina arricchita da note affumicate di caldarrosta.

36,3

Bianchini Marco

Export 80

Perfetto esempio di uno stile poco conosciuto, complimenti!

35,3

Manzi Tony

Brown Porter

Piacevole ed ammiccante col solo problema di non essere aderentissima allo stile.

34,8

Riccio andrea

Oktoberfest/Maerzen

Non vicinissima allo stile ma gradevole, con imponenti note fruttate e di esteri, un po’ esagerate per una Maerzen.

Chissà, il prossimo anno sarebbe simpatico trovare tra le finaliste una birra “AcquaBuona” tanto per allargare la famiglia oltre al vino di casa “Sorriso”… a buoni intenditori poche parole …

One Comment

  • Silvio ha detto:

    Buongiorno a tutti, volevo prima di tutto ringraziare il vostro sito per aver dato rilevanza all’avvenimento birrario che ormai da quattro anni viene organizzato in Versilia e diventato punto di riferimento per tutti gli appassionati a livello nazionale. In questo modo ci date un aiuto non indifferente per rendere sempre più visibile questo meraviglioso mondo della birra artigianale… In secondo luogo vorrei fare i complimenti a Leonardo Mazzanti che con questo articolo ha pienamente centrato quello che sicuramente è l’aspetto più bello e vissuto di questi incontri e delle serate di degustazione e cioè la voglia di socializzare e di scambiare opinioni e consigli da parte di tutti i partecipanti. Grazie ancora,

    Silvio
    Presidente Ars Birraria

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