La guida dei famosi

Di • 9 ott 2008 • Rubrica: Attualità e idee 25 commenti
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di Enzo Zappalà

Malgrado il mercato del vino presentasse periodicamente alti e bassi, nessun momento di pausa o di crisi aveva mai influenzato il numero delle guide del settore. Anzi erano in continuo aumento, pur senza mostrare nessun apparente miglioramento dei contenuti. Vi erano i soliti punteggi (espressi in bicchieri, bottiglie, stelle, sfere, tappi, cavatappi, grappoli, acini, foglie, pampini, ecc., ecc.), i soliti vini intoccabili, le solite descrizioni dei profumi e dei sapori (violetta comune, violetta sarda, violetta dei balcani, violetta marina, viola, violino, viola d’amore, ecc., ecc.), i soliti consigli per i consumatori, i premi speciali che a volte erano quasi numerosi come i vini premiati, e cose del genere. Spesso poi i vincitori erano gli stessi in tutte le guide, chiaro segno dell’oggettività delle degustazioni (ma allora perché tante edizioni diverse?).

A questo gruppo di guide cartacee, già di per sé abnorme, si dovevano sommare le guide-non guide, ossia quelle esistenti solo su internet ed infine gli innumerevoli blog, a volte con un solo lettore: il creatore stesso. Anche lì spesso e volentieri piovevano punteggi a non finire o, almeno, commenti ultra specializzati (profumo di sassomoro -e chi non lo conosce?-, aspetto ruscellante, sapore di antibiotico scaduto, e via dicendo). Il guaio è che molti, troppi, prendevano tutto ciò veramente sul serio. La mancata premiazione del vino Piripicchio dell’Azienda Piripocchia diventava un caso eclatante, un’offesa, una santa condanna, una liberazione, un problema politico, e chi più ne ha più ne metta. E via discussioni a non finire, insulti, tentativi di linciaggio, roghi improvvisati, suicidi singoli o di massa, e così via.

Meno male che quasi tutte riportavano i risultati finali nello stesso periodo di tempo. Infatti le settimane ed i giorni che precedevano le anticipazioni erano palpitanti e terrorizzanti per un’enorme folla di appassionati. Alcuni non mangiavano e non dormivano più per essere i primi a leggere i verdetti e poter correre su una dozzina di blog a gridare allo scandalo o al trionfo. Gli editori delle guide godevano di tutto ciò. Come nelle migliori trasmissioni televisive di quiz milionari la “suspense” era fondamentale per guadagnare popolarità. Il pubblico più affezionato ricordava ancora benissimo le due ore e quarantatre minuti di silenzio (record mondiale eguagliato) che il conduttore di “Milionari in un baleno” aveva imposto allo show prima di accettare come valida la risposta del concorrente. Che poi quest’ultimo fosse stato nel frattempo ricoverato in ospedale e avesse subito un trapianto cardiaco, non aveva fatto che portare ulteriore fama e gradimento al telequiz.

E così cercavano di fare anche le guide. Cominciavano a far trapelare circa un mese prima che forse il vincitore assoluto, il vino dell’anno, sarebbe stato o un bianco, o un rosso, o un rosato, o uno spumante o un passito, in modo da indirizzare verso la soluzione i tremanti ed ansiosi appassionati. Poi decidevano il giorno ed l’ora della comunicazione della lista finale, ma senza indicare ovviamente dove la si sarebbe potuta trovare. Spesso cambiavano la data all’ultimo momento, rimandandola di un paio di giorni. Gli effetti erano devastanti per la psiche dei lettori e per la sopravvivenza delle loro mogli e dei loro bambini.

Quando la corda era tesa a sufficienza si riuscivano finalmente a sapere i risultati. Pianti, scene di isterismo, urla concitate, ma anche la flemma dei più esperti: “esattamente la lista che avevo pensato io: qualcuno mi ha forse spiato mentre la scrivevo sul mio diario?”. Le guide facevano poi a gara per ottenere effetti speciali e per attirare l’interesse di un numero sempre crescente di lettori. Si era arrivati al punto di dare in regalo un Magnum del celebre e grandissimo Tizio a chi avesse comprato il maggior numero di copie della Guida. Ovviamente bisognava spendere almeno dieci volte il prezzo della mitica bottiglia. Senza parlare delle 75 copie che i produttori erano gentilmente obbligati a comprare per potere ricevere l’ambito premio: una pergamena ingiallita, un tastevin di cartone idrorepellente, un tappo non usato pitturato d’argento, un anello di plastica, uno scettro di latta, ecc., ecc. Per sole poche centinaia di Euro si potevano anche assaggiare tutti i vini premiati e per qualche decina vederli all’interno dei bicchieri. La gente faceva a pugni per partecipare.
Tuttavia, nessuna delle guide riusciva ad avere veramente il sopravvento sulle altre. In fondo non copiavano tra loro solo i risultati, ma anche le strategie di preparazione, di presentazione e di pubblicità. Per ottenere ancora di più e per battere la concorrenza bisognava avere l’idea del secolo, quella da KO. Centri di ricerca specializzati passavano il tempo a pensare, a provare, a simulare, senza un vero risultato.

Fu un umile e dimesso giornalista di quarta linea (quelli che non erano mai invitati a parlare e commentare) che ebbe la folgorazione. Stava guardando uno dei tanti “reality show” che la TV propinava con tanta saggezza, magnanimità ed intelligenza, quando il suo modesto cervello fece 2+2 ed ottenne 4. Fece il conto varie volte ed ebbe sempre lo stesso risultato. Non era poi stato così difficile. Qual’era la vera forza di una guida? Non certo la pubblicazione dei risultati, come sembrava ovvio. No, perché a quel punto, dopo un po’ di lotte, battaglie, imprecazioni, si sarebbe già cominciato a pensare all’anno dopo, tenendo conto che la vendemmia del famoso Caio era stata leggermente guastata dalla grandine (12 chicchi accertati), mentre quella del celebre Sempronio aveva dovuto sopportare una temperatura di 0,4°C superiore alla media degli ultimi duecento anni. Il loro vino sarebbe stato all’altezza? “Sicuramente no”, i critici cominciavano già a declamarlo senza ovviamente averlo mai assaggiato. Forse tutta l’annata non era all’altezza.

No, non era quello che faceva veramente fremere i lettori, bensì l’attesa del risultato, la smania di centellinare la scoperta finale, piano piano, come una scala reale in un piatto di poker milionario. E allora perché non dargli quelle vibrazioni. Ma non solo per pochi giorni, come già capitava, ma per tutto l’anno, giorno per giorno, ora per ora. Bastava mettersi d’accordo con una stazione televisiva ed il gioco era fatto.
Ogni ora si poteva decidere l’eliminazione di un concorrente davanti agli stessi spettatori. Fece in fretta i conti. Se ogni 60 minuti si fossero presi in considerazione due vini scelti con una qualsiasi regola (stessa tipologia, stesso territorio, stesso prezzo, o quello che si voleva) e si fosse eliminato il peggiore, sarebbero bastati sei mesi per mettere a confronto circa 8760 bottiglie, a due a due. Poi si sarebbe passati alla fase successiva con le 2190 coppie finaliste che si sarebbero scontrate all’ultimo sangue nei successivi tre mesi, poi con le residue 1096 in altri 45 giorni, con le rimanenti 548 in 23 giorni, ed infine con le fantastiche 274 coppie della finalissima e la proclamazione lenta e graduale dei 274 vincitori. Praticamente ogni giorno dell’anno ci sarebbe stato uno spettacolo assicurato. Il titolo della fantastica trasmissione enologica sarebbe stato La Guida dei Famosi, un nome, un programma, una sicurezza …

Buone degustazione a tutti !!

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25 commenti »

  1. […] così il nuovo racconto di Enzo Zappalà, pubblicato oggi su Acquabuona: Enzo, tra le tante passioni ha anche quella della scrittura di racconti brevi è questo è una […]

  2. Caro Enzo,
    quanta verità nelle tue parole.
    E’ veramente una rincorsa continua a chissa cosa.
    Con la giusta informazione e cultura sul vino forse riusciremo a mettere da parte questa “pazzia” sale nella testa di tutti.
    Questo è quello che fà Acquabuona ed è quello che cerco di fare anch’io con Terra dei Vini.
    Buon lavoro a tutti.
    Davide

  3. ti ringrazio Davide e ovviamente ti do ragione….

  4. sacrosante parole……………….
    io vivo da anni all’estero e quest’anno torno a vivere in italia,comunque questa realta delle guide e vera,pero all’estero e su di tutti la SPAGNA la situazione e’peggiore,in spagna si vedono e si leggono delle cose che farebbero spaventare un morto…….e degli strafalcioni sui vini che a volte dopo tanti anni non riesco ancora credere che possano scrivere certe esperti di vino.

  5. @Walter
    Davvero? Io sono piuttosto spesso in Spagna, conosco quella del Club Gourmet (mi sembra). Ti riferisci anche a quella? Ne ho un paio di edizioni, non ho notato nulla di particolare…..

  6. Il racconto è estremamente divertente, neorealista quasi…e mi ricorda un articolo di Michele Serra uscito qualche anno fa su La Repubblica, delle mie risate sento ancora l’eco, come ora.
    Ecco la mia piccola riflessione personale: il produttore che sottopone il proprio lavoro al giudizio della critica deve accettarne anche le conseguenze. Non si può fare sempre vini stratosferici perchè la natura non ci dà- e per fortuna- la possibilità di fare vini sempre uguali. Viceversa è triste anche il meccanismo di assegnazione dei punteggi oltre i giudizi e personalmente i punteggi da soli mi interessano sempre di meno, mi piace leggere le storie e capire che chi degusta conosce veramente le aziende e i vini che le aziende producono e che mi possa trasmettere curiosità e voglia di degustare quel vino.
    Non credo siano necessarie tante agitazioni da parte di nessuno e di gente seria che degusta in giro per fortuna ce n’è. Sono d’accordo sulla diffusione della conoscenza che è l’unico modo per farsi un’idea personale del proprio gusto e spero sempre di non leggere nei commenti di “sentori di cavalli sudati al galoppo….” ma per fortuna mi succede sempre di meno.

  7. @MIchela,
    tu dici? Ultimamente ho avuto brutte esperienze su profumi e gusti assurdi…E anche da parte di chi cura proprio una guida … E poi prova a leggere un famoso blog (forse il più famoso, ma non voglio fare nomi) …Vedrai commenti, riflessioni, invenzioni che hanno veramente dell’assurdo. E poi voti, voti , tanti voti! Mi sembrano tanti burattini nelle mani delle guide. Il vino non lo degustano, ma lo parlano soltanto. Io continuo ad aspettare una vera CULTURA del vino in tanti scritti che tutto fanno meno che quello. Comunque concordo che le persone serie ci sono, ma ne vorrei di più … Comunque speriamo!

  8. per riccardo
    io vivo e lavoro in spagna nell’ambito della ristorazione e del vino da 10 anni e sinceramente ogni anno rimango stupito dei metodi con i qualigiudicano i vini,la club del gourmet e’ abbastanza decente pero ad esempio la guia del segnor PEÑIN che in spagna e’ la piu’ autorevole guida dei vini, per me a volte hanno giudicato dei vini al di sopra delle loro reale valore,ed se ne potrebbero elencare all’infinito,
    voglio riportarti solamente un caso bizzaro che e’ successo.
    un giorno compro una rivista,che l’editore e’ il sig.peñin e giudicano il nostro DOLCETTO che per me e’un grande vino,come vino dolce da riflessione come se fosse un passito,e scrissi alla redazione ed al sig.peñin e gli feci notare il grandissimo errore della rivista,di casi di questo genere c’e’ ne sono moltissimi nelle riviste e guide spagnole perche di questo genere ne fanno sui loro vini.

    tanti saluti.

    p.s. quando vai inspagna in che zona vai?

    ciao

  9. @ michela ed enzo
    concordo con voi,moltissimo e confermo che in giro ci sono persone che sanno giudicare il vino seriamente e non solo scrivono di vini ma conoscono anche i produttori ed il terreno dove vengono prodotti questi vini,
    io 11 anni fa prima di trasferirmi all’estero(rimanendo in contatto con l’italia e tornando in italia per fiere e degustazioni ed presentazioni) vivevo in una casa nel mezzo delle vigne che erano di RIZZI,per me ha sempre prodotto grandi vini,ed avrebbe meritato piu’ di una volta votazioni superiori a quella ricevute,la stesso caso lo giro per G.GALIARDO di LA MORRA.che per me e’ un grande produttore e meriterebbe giudizi migliori

  10. La cultura del vino si ha viaggiando, ascoltando le storie dei vignaioli , degustando, conoscendo i territori e se capita anche facendo un’esperienza in vigna o in cantina anche se breve. Poi, oltre a questo, bisogna avere una penna facile mai banale e soprattutto tanta passione. In una parola non essere egoisti e costruirsi solo i propri mausolei. Io voglio citare una delle penne che ho più amato e che spero possa aver insegnato a tanti altri a comunicare il vino. Un uomo che ho avuto il piacere di conoscere diversi anni fa e che mi ha sempre colpito per il linguaggio mai banale, del tutto personale e di grande umanità e conoscenza. Gino Veronelli. Ancora oggi, per me, sopra tutti.

  11. carissimi,
    che belle parole sento! finalmente si parla di cultura, di persone, di emozioni. Il vino DEVE essere questo e non aridi punteggi che sono e saranno sempre solo soggettivi. E meno male. Il vino è un mix di sapori e profumi ma soprattutto di un qualcosa che viene solo conoscendo il territorio, il produttore, la storia e via dicendo. Ho intenzione di presentare proprio su queste pagine una serie di articoli dedicati ai produttori, ma da un altro punto di vista. Quello delle mogli, dei figli, dei padri, dei fratelli, degli amici. Ma anche scrutando il panorama, la terra, la posizione della casa e gli interessi che sono dietro ai personaggi. In tal modo io ho trovato molti veri amici ed i loro splendidi vini sono solo una bellissima, ma non unica, caratteristica. Che ne dite? Tra parentesi (caro Walter) io sono molto amico della splendida famiglia Rizzi. il loro barbaresco è grandissimo, ma ti giuro che quando ci incontriamo, pur bevendolo con enorme gusto, parliamo di mille altre cose. E non posso berlo a casa senza pensare subito a loro come amici e non come produttori. Mi considero un fortunato … e vorrei condivedere queste emozioni con tutti coloro che amano veramente il vino. Riguardo a Veronelli…. qualsiasi commento è inutile. Era un grande uomo, prima che esperto. E questo basta ed avanza!!

  12. Caro enzo, questo è proprio quello che ci vuole. Aspetto presto i tuoi racconti

  13. Massimo rispetto per Gino! Mi ricordo ancora le sue trasmissioni gastronomiche alla RAI, ero piccolo piccolo…

  14. caro Enzo
    sono con te in tutto quello che dici
    per farti un esempio,sono amico di Gianni Gagliardo da oltre 10 anni,e per me e’ un uomo,un personaggio,uno stile ecc.ecc. unico,e’ anddato contro corrente,scontrandosi piu’ di una volta,e rifiutandi di essere inserito in una guida,che sicuramente tu puoi’ immaginare quale puo essere,e non faccio nomi per vari motivi,
    quando mi gusto i suoi vini,mi viene in mente la sua passione,ed il suo pensiero nel far vino,solamentge che questi valori in realta sono in pochi a capirlo,e scusami se lo dico:MA SONO IN TANTI CHE PARLANO DI VINO,E NON HANNO LA PALLIDA IDEA DI CHI STA DIETRO A QUEL VINO,MA CRITICANO E GIUDICANO SENZA AVERE ALCUNA IDEA,COME SI DICE PARLANO A VANVERA.
    ed io conasco un forum dove ci sono moltissimi di questi fantasmi del vino,che scrivono che bevono vini e sembra che sempre stanno bevendo dei gran cru’,sembra quasi una corsa a vedere a chi ha piu’ soldi per poter bere il vino piu’ caro per poter dire il giorno dopo che ha bevuto quel tsl vino tanto elogiato ma in realta non e’ granche’,mi sembra ipocrisia pura e questo sicuramente nonb fa’ bene al mondo del vino.

    ciao

  15. @Walter,
    è perfetto quello che dici. Mi sembra quasi di specchiarmi nelle tue parole. Anch’io conosco quel forum e sembra proprio di aggirarsi tra fantasmi, tra persone finte e stereotipate. In mano a loro il vino diventa cosa da poco, acqua colorata. Perde il suo fascino e diventa solo “soldi” e “punteggi”. Ho provato, per voglia di fare un’esperienza, ad inserire un commento critico, chiedendo di affrontare le guide, le valutazioni, con serenità, ragionamento, interesse vero. Sai cosa mi hanno risposto?
    “sei sicuramente uno che non ha avuto il premio!” o ancora peggio “parli così perchè non ti puoi permettere di comprare i grandi vini” (esattamente come dici tu), e cose del genere. Ma oltre a quello che dicono è importante il modo con cui lo fanno: con volgarità, supponenza, arroganza. E pensare che sono proprio dei “quaquaraqua!” Loro il vino lo PARLANO, non lo bevono o degustano. Alla fine ho capito ed ho risposto che quel blog non faceva per me e l’ho abbandonato con grande tristezza. Purtroppo certe guide vivono per loro e per loro proliferano. Io vorrei dare un mio punteggio. Metà per la qualità del vino e l’altra metà per il personaggio e la vita che ci sta dietro. Anche quella è emozione e piacere profondo. Ma lasciamo i punteggi agli altri e noi godiamoci la CULTURA, che non ha mai tradito nessuno! Viva questo sito dove queste cose si possono dire e scrivere!! E lo stesso vale anche per i ristoranti pluri stellati….Ma ci sarebbe da parlare per ore…
    Tra pochi giorni farò un annuncio su una degustazione che sto organizzando, impostata proprio sull’amicizia e non il commercio; sulla cultura e non le guide; sulla voglia di imparare e non di “dimostrare”. Spero che persone come te possano essere dei nostri…
    ciao e grazie di averti conosciuto

  16. @ enzo

    sono contento ,di aver incontrato una persona come me,che il vino la vive,lo sente e l’appassiona ma non soltanto il vino,anche le persone,le cantine ,la terra i vigneti e la rugiada che che si posa sulle uve,per me questo e’ il vino,
    io adesso sono all’estero per lavoro ma tornero a meta di novembre,e credimi che anche all’estero di questi fantasmi del vino e’ pieno.
    anch’io scrivevo su quel forum anni fa ma poi mi sono stufato di leggere strafalcioni e commenti totalmente inutili ed ipocriti su questo o su quello,e se non avevi provato o non eri stato alla decantazione di tizio non eri nessuno e non capivi nulla,
    io sono langarolo e ne sono fiero,ed ho conosciuto gente di altre zone vinicole come me,e che sono come te e me,e sono fiero ed orgoglioso di conoscere la mia terra,di sapere il suo profumo e di sapere chi fa il vino con passione,e di conoscere la realta che c’e’ dietro un vino,dietro una famiglia che cammina per le sue vigne ed assapora il profumo della rugiada e delle sue vigne e le cura con passione.
    non sono contrario alle guide,ma sono stufo di certe persone,che ruotano intorno al mondo del vino e delle guide,che si credono tutti dei grandi critici,dei grandi intenditori o sommelier e che poi vanno in quel forum e scrivono come se loro fossero gl’ inventori del vino.

    caio

    p.s. spero che quando ritornero in italia abbia l’oppurtunita di conoscerti e scambiare due chiacchere davanti a un bicchiere di dolcetto…………..

  17. @walter,
    ti ringrazio per le belle parole che rispecchiano completamente il mio modo di affronatare il vino e la sua gente. Anch’io sono sempre in langa e condivido le tue emozioni. Ti aspettiamo con ansia! Però, preferirei un bicchiere di … barolo (se non ti dispiace ….)
    a presto e sicuramente ci dobbiamo incontrare

  18. @walter (scusa per il ritardo)
    Accidenti, non conoscevo questa guida Peñin…. certo mi sembra alquanto approssimativa. Io passo periodi più o meno lunghi (in realtà estate e feste di Natale) quaranta chilometri sopra Madrid, nella “sierra”, vicino Alpedrete per la precisione. E poi faccio puntate in Galicia, sempre per motivi famigliari. Tu? sarebbe interessante approfondire la tua esperienza, che a quanto ho capito stai per concludere….

  19. @ riccardo
    vivo in tenerife(ancora per poche settimane),pero per il mio lavoro che e’ nell’ambito della ristorazione e dei vini e del mondo della gastronomia,ho girato tutta spagna ed ho avuto contatti con il mondo del vino spagnolo,ed mi sono scontrato piu’ di una volta sull’argomento vini e cibo,
    e devo dire che sono molto deluso della mentalita spagnola sull’argomento della gastronomia in generale,e premetto sono un grande estimatore ed un innamorato della cucina e dei cuochi spagnoli,che reputo i migliori al mondo in assoluto,e dei loro vini,a parte che fanno parte del mio lavoro e in 11 anni mi sono studiato tutti i loro territori ed i loro vini.
    adoro in particolare i vini della RIBERA DEL DUERO,PRIORAT, CONDE DE BARBERA’ Y RIBEIRA SACRA per i rossi,per i vini bianchi in assoluto ALBARIÑO Y EL RIBEIRO, per y muscat o vinu dulce mi piacciono alcuni delle isole canarie ed i muscatel di andalucia o alicante,
    riguardo le riviste o guide,c’e un a rivista molto bella anche se a volte commete anche lei gli errori che ti ho citato e si chima SOBREMESA che oltre tutto e’ diretta da un signore di origine italiana,poi c’e SIBARRITAS che e’ diretta dal señor PEÑIN,poi io leggo molto una rivista che si chiama COMER Y BEBER,che a me piace molto perdche’ non e’ partidaria,elenca ricette e critiche sui vini e fa decantazioni ed informazioni sui vini molto dettagliate ed interessanti,basta dire che collabora con il canale satellitare di canalplus CANAL COCINA,che dicendo la verita’ e’ bellissimo,molto meglio del canale nostro che viene trasmesso in italia.
    torno in italia perche adoro la mia terra,che sono le langhe,pero devo essere sincero,laspagna e’ una terra bellissima ed ha un potenziale incredibile nel vino,solo cambiassero la mentalita’,che la trovo un po chiusa nel confronto del mercato del vino,oggi come oggi,si devono aprire e non chiudersi nel pensiero che il loro prodotto e’ il migliore senza aver provato quello altrui,non devono avere paura dei confronti,e devono accettare che noi italiani con i francesi siamo i numeri uno al mondo nel vino,ed per questo motivo che loro sono stati superati dal vino del nuovo mondo,solo perche cileni ed australiani hanno una visione piu’m amplia del mercato e sanno vendere ed esporre il loro prodotto nella forma migliore,
    i vini spagnoli possono essere tra i migliori al mondo senza nessun problema,perche’ producone dei vini eccezzionali
    come IIL PRIMUS,VEGA SICILIA,PROTOS,MAURO,TORRES DE LOS CAPELLANES,TERRAS GAUDA,CASTILLO YGAI ecc.ecc. ed hanno un grande enologo e viticultore che e’ ALEJANDRO FERNANDEZ,io lo ritengo il GIANNI GALIARDO di spagna,e’ un grande ed ha una mentalita aperta ed e’ sempre in lotta con le guide per il loro modo di pensare.molto chiuso ed antico…………………………………..

  20. @ enzo
    senza dubbio,ci dobbiamo incontrare,
    il barolo lo porto io…………..
    se ti va bene.

  21. @Walter,
    certi problemi di chiusura verso l’esterno esistono anche da noi…vedi ad esempio il Roero: grandi potenzialità, ma (tranne alcuni) chiusura completa al confronto e grande vittimismo. L’importante è che una certa guida gli dia il “premio” e poi chi se ne frega. e la guida ne approfitta…E nesssuno lo conosce… Comunque, d’accordo sull’incontro. ma un barolo lo porto anchì’io!! Sempre meglio due che uno (e magari anche tre …) A parte gli scherzi ti dovrò raccontare molte cose che facciamo e che sono convinto ti piaceranno. Sei in Italia il 30 novembre? Se si, tienti libero!! Poi ti farò sapere.
    Un abbraccio
    Enzo

  22. @ enzo
    si, torno in italia a meta di novembre,
    vado a vivere a BRA quasi sicuramente,oppure ad ALBA,
    comunque ci teniamo in contatto e sono curioso di sapere tutto quello che fate.

    un abbraccio

    walter

  23. @Walter,
    io abito a San Damiano d’Asti … quindi piuttosto vicino! Avremo sicuramente molti amici in comune in Langa …Tra poco avrò anche un sito web su di un circolo che ho creato circa un anno fa e che vede proprio il vino come forza trainante, insieme all’amicizia ed all’astronomia (il mio VERO lavoro…). Se vuoi leggere qualcosa su quello che abbiamo già fatto puoi andare sul sito di Terra dei Vini (blog del vino). Lì troverai qualche racconto, qualche manifestazione e qualche idea … Al tuo ritorno ci sentiamo sicuramente …
    a prestissimo
    Enzo

  24. in questi giorni ,ho fatto un giro su quel forum,non faccio nomi perche’ e’ talmente evidente di chi stiamo parlando,
    e’ mi sono resoconto che continua da essere pieno di fantasmi,e di inetti secondo me,
    poi su di tutti c’e’ uno che non sopporto,che sa solo dire: sono andato nella cantina di tizio ed ho comprato tante casse,tante bott. e tanti magnum,e non le compro di quell’altro perche’ non e’ sulla guida e perche’ questo e perche’ quello.
    e mi fanno ridere,quelli che gli d’hanno retta a quello che dice e ha quello che scrive.
    mi dispiace doverlo dire,lo trovo squallido,
    perche’ questi elementi fanno sembrare che il mondo del vino lo possono solo godere quelli con i soldi e che sai di vino solo se puoi spendere tanti soldi per una bottiglia,
    per me e’ uno squallore, e se poi vai su dei siti come questo o terre dei vini,e vedi veramente chi ama il vino e tutto il suo insieme,ti rendi conto che fanno proprio ridere questi qua’.
    devo dire grazie a questa gente,che al giorno d’oggi sa dare una informazione giusta e corretta di questo mondo che e’ meraviglioso,ma che rischia di essere sempre piu’ sommersa da questi enofantasmi del vino che fanno solo distorgere la visione del mondo del vino verso una direzione totalmente sbagliata ed equivocata alla gente ed ai nuovi amanti ed interessati del vino.

    grazie di cuore a tutti voi.

    a presto
    ciao

  25. Walter,
    carissimo. Condivido in pieno. Anzi, io ho provato a “titillare” l’ambiente inserendo un post (il primo e l’ultimo) per vedere le reazioni. Sotto i famosi ultimi risultati (!) vedrai che c’è il mio nome… E vedrai come li ho fatti sobbalzare!! Mi hanno dato dell’invidioso che non è riuscito a prendere i famosi… e del poverino che non se li può permettere. Un esempio sopraffino. Prendendo spunto da te, ho messo sulla rampa di lancio un raccontino preparato a posta… Tra poco lo leggerai! Un po’ mi fanno pena perchè sembrano proprio degli automi “guidati” …
    A presto

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