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Poggio Argentiera: tasting panel

di Leonardo Mazzanti

L’entroterra maremmano, territorio di caccia (di ettari!) sempre in voga tra i grandi produttori vinicoli in quanto ultima frontiera italiana per vini di qualità, ha tra i protagonisti questa giovane azienda. Giovane, a differenza di tante aziende storiche presenti nel panorama italiano, perché nata nel 1997 con i 6 ettari del podere Adua e poi cresciuta con l’aggiunta del podere Keeling, non certo per fama e notorietà visti i riconoscimenti avuti in questo decennio.

I due poderi, il primo dei quali beneficia della vicinanza del mare e l’altro delle colline di Scansano, possono vantare terroir differenti con un notevole vantaggio per la scelta dei vitigni e, conseguentemente, per l’offerta dei vini. Grazie alla voglia di sperimentare e di innovarsi che ha portato l’introduzione anche di vitigni come l’alicante ed il fiano – oltre i soliti alloctoni certamente non proprio tipici della zona – l’azienda, magistralmente condotta da Gianpaolo Paglia coadiuvato da Justine Keeling e dall’enologo Antonio Camillo, è riuscita in questi anni a proporre un numero sempre maggiore di vini con una spiccata personalità e mai banali. Tanto che anche Antonio Camillo, supportato dalla cantina e dalla distribuzione di Poggio Argentiera, ha alla fine accettato la sfida di muovere i primi passi come “produttore.” Da una piccola proprietà e da alcuni ettari in affitto nella zona di Pitigliano e Manciano dove lui vive, è uscito con due vini monovitigno, Ciliegiolo e Sauvignon Blanc, decisamente originali ed espressivi.

Al di là dei vini, conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo, è doveroso sottolineare l’impegno commerciale e mediatico dell’azienda: sul sito internet è possibile spaziare dallo shop on line ai blog in italiano ed inglese, dalla maturazione delle uve in diretta al tasting panel offerto agli iscritti. Quest’ultimo, in particolare, prevede l’invio gratuito di sei bottiglie, selezionate dall’azienda, a lotti di 50 fortunati iscritti per volta in cambio di un feedback sui prodotti; ogni commento poi viene riprodotto sul sito senza alcuna censura. L’idea è sicuramente vincente in quanto tiene monitorati i gusti dei clienti e permette una pubblicità mirata indirizzata a persone legate al mondo del vino che, a loro volta, probabilmente andranno a coinvolgere altri appassionati per confrontarsi nell’assaggio e produrre infine i giudizi, riuscendo così a sprecare pochissime risorse: complimenti! Rientrando tra questi fortunati, ho colto l’occasione per organizzare una cenetta con amici del “settore”. La degustazione, avvenuta alla cieca prima della cena per poter poi sbizzarrirci con i più improbabili ed azzardati abbinamenti, ha portato a risultati piuttosto omogenei di seguito brevemente riassunti.

GuazzA 2007 (70% ansonica 30% vermentino): colore giallo paglierino con riflessi verdognoli piuttosto tenue comunque pulito e brillante; naso di fiori e frutta bianca con leggere note minerali e di miele ma poco persistente; bocca più interessante, tesa e coerente, buona l’acidità ed alcol in leggera evidenza.

Alture 2007 (100% sauvignon blanc): giallo paglierino vivo; naso tipicamente varietale con buon corredo floreale e fruttato, discreta l’intensità; bocca ampia e corrispondente, emergono note piacevolmente agrumate. Decisamente buono l’equilibrio e la persistenza.

Fonte_40 2007 (40% ansonica 40% vermentino 20% fiano): alla vista si presenta di un giallo tenue e brillante; al naso si evidenziano note di frutta e fiori gialli ed una certa grassezza che rimanda a lontani ricordi burrosi, buona persistenza; in bocca mantiene le aspettative dimostrandosi di buona struttura e lunghezza. Finale leggermente amarognolo ed alcolico.

Principio 2007 (100% ciliegiolo): colore rosso violaceo impenetrabile; naso interessante di frutta rossa e nera con rimandi ad inchiostro e rabarbaro, media persistenza; in bocca l’entrata è fresca per poi farsi subito più austero, buona la corrispondenza ed i tannini fini (seppur sempre verdi), colpisce per i contrasti ma delude un po’ per la lunghezza.

Maremmante 2007 (50% alicante 50% syrah): rubino intenso con unghia violacea; al naso piacevoli le note di frutta rossa come le note vegetali e la speziatura leggeri; i tannini presenti ma rotondi, l’equilibrio generale e la giusta acidità ne garantiscono una beva sempre molto piacevole ed invitante, non da meno la corrispondenza naso/bocca.

Morellino di Scansano Capatosta 2006 (95% sangiovese 5% alicante): rosso rubino intenso dovuto anche all’apporto dell’alicante che, nonostante la percentuale bassa, incide discretamente non solo alla vista; naso di buona complessità grazie ad un corretto passaggio in legno, dalla frutta rossa si passa a note leggermente balsamiche per finire con richiami di caffè e spezie; in bocca si dimostra un Morellino di carattere, un po’ scorbutico in entrata per poi distendersi più armoniosamente. Bene i tannini a corollario di un corpo e di una struttura discreti, buona corrispondenza e finale lungo, si dimostra un vino dalle prospettive di evoluzione e durata molto interessanti.

La strada è tracciata e già da tempo si vedono i suoi frutti. Per un produttore così attento alla “interattività” (come dimostra questa iniziativa dei “tasting panels”) sarà un vantaggio comparare i giudizi di un numero sempre più grande di assaggiatori, più o meno qualificati, ma comunque sempre appassionati amanti del buon bere, e la sua azienda potrà certamente trovare spunti per assecondare un mercato attento, pronto ad esaltare le peculiarità dei vini e non ad omologarli secondo uno standard “modaiolo”.

Immagini tratte dal sito: www.poggioargentiera.com

2 Comments

  • gianpaolo ha detto:

    GRazie mille per esservi prestati a questo esperimento.
    Sto ancora riflettendo sui risultati, che pero’ mi sembrano molto significativi, con oltre 150-200 recensioni di persone della piu’ diversa estrazione ma con la caratteristica comune di essere amanti del vino.
    Devo dire che ci vuole anche un po’ di coraggio, perche’ le note negative non mancano, e come giustamente avete detto tutto e’ stato riportato alla lettera. Una operazione di trasparenza dovuta per tutti coloro che hanno dedicato tempo e passione a questo gioco serio. E penso anche un patrimonio inestimabile per coloro che vogliono conoscere di piu’ a proposito di un nostro vino: quale migliore possibilita’ che non quella di confrontare decine di giudizi assolutamente indipendenti (basta leggerne alcuni per capirlo).
    A breve faro’ un post sull’argomento e vediamo quali sono i risultati che io ci ho visto.

  • Riccardo ha detto:

    Bene… aspettiamo con piacere il quadro finale… e grazie a te per questa interessante iniziativa!

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