Il vino e Coriolis

Di • 21 nov 2008 • Rubrica: Attualità e idee 7 commenti
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di Vincenzo Zappalà

Ormai sappiamo che il vino ha effetti estremamente benefici sulla salute. Sappiamo anche che il vino stimola l’amicizia, la voglia di comunicare, le relazioni sociali. Purtroppo stimola anche la nascita di personaggi che ne fanno una specie di “verbo” assoluto e lo impongono ai miseri mortali. E vi sono anche miseri mortali che preferiscono bere il “verbo” piuttosto che il vino. Ma sono di gran lunga le ricadute positive quelle che accompagnano la bevanda così benignamente diffusa sulla terra dal dio Dioniso. Cosa c’è di meglio di un brindisi con delle ottime “bollicine” per celebrare una lieta occasione, come un compleanno, un matrimonio, una promozione, una nascita, una vincita al lotto, e via dicendo?

Però dobbiamo anche dare a Cesare quello che è di Cesare. Il vino non può e non deve essere bevuto come un’aranciata o un succo di frutta. Il vino va guardato con la luce giusta, va annusato, aspirato, sniffato adeguatamente con il naso, va sballottato, palleggiato, succhiato con la bocca, ed infine va deglutito con gli occhi chiusi, in attesa della sua ultima suggestione. Su questo siamo d’accordo tutti. Sia quelli che ne fanno una scienza pura, austera e compassata, sia quelli, come me, che ne fanno essenzialmente motivo di emozione, di piacere, di cultura. Ed allora bisogna saperlo degustare nel più modo adeguato: si deve poter estrarre tutta la ricchezza dal nettare divino, senza farci nascondere niente.

Ben vengano allora i bicchieri giusti, la temperatura più adatta, la concentrazione, il silenzio e tutto ciò che, a seconda del momento e dello spirito, può comunicare il massimo delle sensazioni. Seguite queste regole, in fondo abbastanza semplici, il nostro cervello riceverà le giuste informazioni per poter discriminare, confrontare, rallegrarsi, rattristarsi, rimpiangere, desiderare, ecc., ecc. Solo così si valuteranno veramente le qualità migliori del meraviglioso liquido e si capiranno le vere ragioni delle emozioni che abbiamo provato. Si comprenderà l’importanza del territorio, del microclima, del vitigno, dell’abilità del “maestro” di vigna, della giusta permanenza in cantina, dell’uso dei contenitori, e via dicendo.

In tutto questo contesto sensoriale ed emotivo, uno dei gesti fondamentali che ci dovrà sempre accompagnare sarà la rotazione del bicchiere. Questo semplice atto, darà il via, quasi per prodigio, al vortice impetuoso del vino che si avvolgerà a spirale e permetterà di inebriarci con tutte le sue più alte qualità o ci distruggerà con i suoi peggiori difetti. Il movimento deve essere deciso, fermo, anche violento, ma nello stesso tempo dolce, benevolo, appassionato. Ci vorrà un po’ di esercizio, ma poi i risultati saranno stupefacenti. La sintesi “bicchiere perfetto – movimento preciso – qualità innata del prodotto” sarà in grado di regalarci uno dei più grandi piaceri della nostra vita terrena. Ma è proprio così …?

Purtroppo sembra che le leggi “fisiche” complichino di molto le cose. Uno studio accurato dei corpi in movimento e delle forze cui sono soggetti, ha dimostrato che la triade descritta precedentemente viene notevolmente influenzata da un quarto effetto, subdolo, ma fondamentale: la forza di Coriolis. E’ questa una forza spesso sconosciuta o male interpretata, anche se sotto gli occhi di tutti. In realtà più che una vera forza è solo un effetto, dovuto al movimento di un oggetto (e quindi anche di un liquido) in un sistema rotante. L’osservatore che gira con l’intero pianeta intorno al suo asse vedrà il liquido cadere verso il basso non in maniera rettilinea ma lungo una linea curva. Ciò è dovuto al fatto che l’uomo si muove di moto circolare, mentre il liquido “cade” per effetto della sola gravitazione.

Non voglio certo fare una lezione di fisica o di meccanica razionale, ma basta aprire un rubinetto e questo risultato salterà agli occhi di tutti. Il liquido non scenderà direttamente verso il foro dello scarico, ma girerà a spirale prima di infilarsi nel condotto di sfogo. Provate a riempire un lavandino e poi guardate l’uscita dell’acqua. Oppure – scusate l’azzardo – provate a tirare l’acqua del water … (tra parentesi, la forza di Coriolis è anche quella che causa una perdita di equilibrio quando il tram fa una curva). Ma torniamo a noi, al nostro amato nettare di Bacco.

Come può influire questa maledetta forza di Coriolis sulla nostra splendida bevanda? Sembrerebbe impossibile ed invece è vero. E lo fa anche in maniera macroscopica. La prima ed inconfutabile conseguenza è che difficilmente chi abita nell’emisfero boreale (ossia a nord dell’equatore) potrà apprezzare a pieno i vini dell’Australia, del Cile e della Nuova Zelanda. Analogamente gli appassionati di queste ultime nazioni non riusciranno ad assaporare le sfumature dei nostri capolavori quali il Barolo, il Brunello, il Pinot Nero, ecc. Proprio per colpa di Coriolis ci sarà sempre una frattura, un’ incomprensione difficilmente sanabile, a meno che i consumatori non bevano i prodotti nel luogo di produzione.
In altre parole, se volete capire uno Syrah australiano vi toccherà andare a Sidney. E se invece siete cittadino neozelandese (vero Jeffrey?) dovrete venire a Barbaresco per gustare uno dei più grandi vini a base nebbiolo. Ma neanche così si otterrà un risultato soddisfacente. Come mai? Torniamo allora alla forza di Coriolis per capire come tutto questo sia possibile. Ebbene (dovete credermi sulla parola, ma basterà cercare sul web o su un libro di fisica per avere la conferma), nell’emisfero nord il liquido, il vino ad esempio, scende spiraleggiando in senso ANTIORARIO, mentre nell’emisfero sud in senso ORARIO. E tutto ciò è massimo vicino ai poli per poi diminuire verso l’equatore dove non vi sarà alcuna rotazione. Avete già capito il problema? Non è difficile …

Fateci caso e vedrete che i veri grandi esperti europei ed americani gireranno sempre il vino in modo antiorario. Perché? Ma è ovvio. Per assecondare la forza di Coriolis! Al nostro movimento, infatti, si sommerà l’effetto naturale, ed il vino riuscirà a creare il mulinello perfetto per esprimersi al massimo. In Nuova Zelanda invece dovremo girare il nettare divino in senso orario per avere le perfette sensazioni. Sembrerebbe un problema facilmente risolvibile, a parte la spesa del viaggio. Purtroppo però, pure andando nell’altro emisfero, chi è abituato a vivere a nord non riuscirà mai a compiere questo movimento in modo opposto a quello profondamente radicato nella propria tradizione: la rotazione riuscirà scomposta e scoordinata (è una reazione nervosa involontaria che la medicina sa spiegare molto bene). Ma allora perché non portare la bottiglia da noi e seguire la nostra regola?

Purtroppo nemmeno questo si può fare! Tutto in natura, sia esso un minerale, un vegetale o un animale, ha acquisito nei milioni e milioni di anni di evoluzione una memoria storica, geologica e biologica del suo luogo di formazione od origine. Se qualcosa o qualcuno è abituato alla forza di Coriolis antioraria, avrà nei suoi atomi, nelle sue molecole, nel suo DNA, una predilezione per quello stato fisico. E lo stesso succederà per un vino nato a nord. La sua uva, i suoi polifenoli, i suoi antociani, i suoi lieviti, “ricorderanno” perfettamente dove sono nati e la loro struttura avrà caratteristiche antiorarie. Se portati a sud, non riusciranno mai ad esprimersi, anche se imponessimo la giusta rotazione: un vino nato in zona antioraria non potrà essere bevuto nel suo luogo di origine girando in modo orario, ma nemmeno se bevuto con movimento orario in una nazione oraria.
Tutto molto semplice direi … Questa è proprio la nuova frontiera dei vitigni “autoctoni”. Ed è anche per questo che essi hanno attualmente un successo incredibile, anche se compreso solo in maniera empirica e non scientifica. Ma qualora si affrontasse la problematica con la giusta umiltà culturale e con un po’ di sforzo intellettuale, la vera motivazione apparirebbe in tutta la sua evidenza.

Allora si capirebbe perché i migliori vini si fanno nelle zone temperate. Non certo per le condizioni climatiche. Nemmeno per sogno! Solo e soltanto perché la forza di Coriolis raggiunge un valore medio che si accoppia perfettamente alla forza media di un uomo medio. Un bevitore gigantesco dovrebbe bere un vino nelle zone più vicine all’equatore per trarre lo stesso piacere di un esperto di piccole dimensioni (e quindi con minore forza nel polso) che centellina il suo nettare in Finlandia. In qualche modo la memoria biologica del vino si è adattata all’uomo medio (o il viceversa, ma è lo stesso), ed ecco perché ha avuto il suo più grande sviluppo proprio nelle zone medie. Un vino della Groenlandia avrebbe avuto successo solo se gli abitanti del luogo fossero stati “mediamente” dei pigmei. Gli sfortunati dell’equatore, dovrebbero essere stati giganti (come i Watussi, che in realtà sono ampiamente riconosciuti come i migliori degustatori africani) per sperare in una coltivazione locale.

Come si è visto il vino è pur sempre scienza e frutto della complessa fatica della natura. Io spero ardentemente che i più grandi esperti abbiano nel loro bagaglio culturale queste semplici leggi fisiche. In caso contrario comincerei ad avere qualche dubbio sui loro giudizi, specialmente quando le degustazioni di vini molto diversi per origine e latitudine si effettuino nella stessa sala.

Quest’articolo è un invito a migliorarsi sempre e comunque: meditate gente, meditate …

P.S.1: Ieri pomeriggio, poco prima dell’uscita di questo articolo, nella cantina di un caro amico produttore si è presentato un rappresentante per vendergli un ADAC (Agitatore Degustativo Anti-Coriolis), ossia un agitatore per degustazioni programmabile per qualunque parallelo. Accidenti! La tecnologia enologica è sempre un passo avanti a noi …

P.S.2: Accidenti. La notizia si sta allargando a macchia d’olio … Non solo un altro rappresentante si è presentato sempre dallo stesso produttore, ma con un macchinario ancora più sofisticato: l’ADACCERMB (Agitatore Degustativo Anti-Coriolis Cancellatore E Riscrittore Memoria Biologica), che sembra si basi sul fatto che una certa sequenza di inversioni di polarità del campo magnetico induca la materia a “dimenticare” la propria memoria accettando quella suggerita dall’operatore. Eccezionale!!

P.S.3: Porca miseria! Qualcuno è già passato all’azione. Una grande e famosa azienda americana, tanto per cambiare, ha modificato geneticamente i suoi vigneti con una molecola (messa a punto dai suoi laboratori e sulla quale detiene i diritti esclusivi planetari) che contrasta chimicamente l’effetto Coriolis, in modo che l’altissima qualità dei suoi vini possa essere apprezzata compiutamente, a prescindere dall’emisfero e dal parallelo sul quale ci si trova: è questo che fa la differenza tra un grande vino internazionale ed i nostri piccoli vini locali…

Nota dell’autore: Signori cari, non perdiamoci comunque d’animo … Il dibattito è ancora aperto. Vi invito a commentare estesamente questo articolo e cercare soluzioni alternative e fantasiose (l’Italia in questo non è seconda a nessuno …)

 

 

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7 commenti »

  1. Non c’entra nulla con il tuo pezzo o meglio c’entra poco. Vorrei però suggerire di tenere sempre in frigo una bottiglia di bollicine non solo per esser pronti sempre a festeggiare (anche le più piccole gioie dell vita) ma ancor di più per una giornata andata strota. C’era il padre di una persona cara che aveva l’abitudine di rientrare a casa ogni volta che aveva avuto una giornata storta con un pacchetto di dolci tra le mani. Ovvio che appena entrato in casa la vista di quel pacchetto scatenasse la felicità e l’entusiasmo dei familiari, soprattutto i più piccoli, e subito si distraesse dai problemi di lavoro…. Beh io cerco di applicare la stessa cosa. In questi ultimi giorni ho avuto al lavoro una serie di bruttissime giornate ho comprato un bel babà ed ho tirato fuori dalla cantina qualche bottiglia di Champagne… Ha funzionato !

  2. Grande lezione Fabio… grazie, cercherò di applicarla!

  3. ricirdatevi però di tenere conto di Coriolis….soprattutto essendo un bollicine….

  4. Bravo Fabio, ma certo, se qui avessimo i vostri babà!!!

  5. cari amici,
    ECCEZIONALE !!!!!
    Se andate sul sito http://www.circolotirso.net potrete trovare lo schema del prototipo dell’ADAC, che, se riusciremo, porteremo a Belgirate il 30 Novembre per la manifestazione “Vecchi, Bianchi … ma mai Stanchi”, con inizio alle 17. Lo illustreremo e faremo delle prove dirette. Aspettatevi risultati stupefacenti !!!

  6. […] nel bicchiere (per saperne di più vi invito a leggere l’articolo tecnico pubblicato su http://www.acquabuona.it/2008/11/il-vino-e-coriolis/). L’ADAC serve proprio a questo. Nessun vino,  potrà d’ora in poi, nasconderci la sua […]

  7. […] luogo di produzione del vino e che ha impresso il suo segno biologico indelebile. Per approfondire qui sul sito dell’Acquabuona. (PS. Si tratta di uno scherzo…di questi tempi è sempre meglio […]

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