<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Attilio Scienza. Biodinamica, il contesto culturale</title>
	<atom:link href="http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/</link>
	<description>In rete dal 1999, per amor di terra</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 00:53:34 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
	<item>
		<title>Di: In vino veritas - L&#8217;AcquaBuona &#187; Attualità e idee &#187; Si può imitare la Luna?</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-501</link>
		<dc:creator>In vino veritas - L&#8217;AcquaBuona &#187; Attualità e idee &#187; Si può imitare la Luna?</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 17:37:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-501</guid>
		<description>[...] pubblicato insieme a una lettera di Giusto Occhipinti in risposta agli interventi di Gabbrielli e Scienza, La discussione ha già visto gli articoli di Saverio Petrilli, la visita all’Azienda Caiarossa [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] pubblicato insieme a una lettera di Giusto Occhipinti in risposta agli interventi di Gabbrielli e Scienza, La discussione ha già visto gli articoli di Saverio Petrilli, la visita all’Azienda Caiarossa [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Daniela</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-481</link>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 15:09:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-481</guid>
		<description>Complimenti a Petrilli ed Occhipinti, la cui dialettica mi ha affascinata, spero di non essere la sola, spero che i viticoltori possano tornare a quel senso di osservazione e che in generale si possa andare più numerosi verso un&#039;agricoltura consapevole. Gianpaolo e Lamberto non è mai troppo tardi per guardare da un&#039;altra angolazione, io lo spero ed aspetto che scriviate ancora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti a Petrilli ed Occhipinti, la cui dialettica mi ha affascinata, spero di non essere la sola, spero che i viticoltori possano tornare a quel senso di osservazione e che in generale si possa andare più numerosi verso un&#8217;agricoltura consapevole. Gianpaolo e Lamberto non è mai troppo tardi per guardare da un&#8217;altra angolazione, io lo spero ed aspetto che scriviate ancora.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Daniela</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-480</link>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 15:00:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-480</guid>
		<description>Volevo fare i complimenti ad Acquabuona che con la pubblicazione di questi pareri sulla biodinamica ha attirato me e non solo, nella lettura tutta d&#039;un fiato, di articoli davvero interessanti. Ho potuto comprendere molte cose, mi sono anche un po&#039; innervosita nel leggere l&#039;articolo di Scienza che come ho già scritto nel mio precedente intervento mi sembre uno spot pubblicitario dell&#039;industria,</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo fare i complimenti ad Acquabuona che con la pubblicazione di questi pareri sulla biodinamica ha attirato me e non solo, nella lettura tutta d&#8217;un fiato, di articoli davvero interessanti. Ho potuto comprendere molte cose, mi sono anche un po&#8217; innervosita nel leggere l&#8217;articolo di Scienza che come ho già scritto nel mio precedente intervento mi sembre uno spot pubblicitario dell&#8217;industria,</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: In vino veritas - L&#8217;AcquaBuona &#187; Prima pagina &#187; Biodinamica. Giusto Occhipinti risponde</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-475</link>
		<dc:creator>In vino veritas - L&#8217;AcquaBuona &#187; Prima pagina &#187; Biodinamica. Giusto Occhipinti risponde</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 14:06:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-475</guid>
		<description>[...] Occhipinti già pubblicata sul Corriere Vinicolo n° 43 in risposta agli interventi di Gabbrielli e Scienza, che grazie alla cortesia della rivista riportiamo anche sul nostro sito. La discussione ha già [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Occhipinti già pubblicata sul Corriere Vinicolo n° 43 in risposta agli interventi di Gabbrielli e Scienza, che grazie alla cortesia della rivista riportiamo anche sul nostro sito. La discussione ha già [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Saverio Petrilli</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-472</link>
		<dc:creator>Saverio Petrilli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 16:46:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-472</guid>
		<description>@gianpaolo noto con piacere che fai il viticoltore, del resto era evidente dalla tua capacità di accettare anche una visione diversa dalla tua. Il rispetto è una delle doti degli agricoltori. E&#039; vero in Italia manca la sperimentazione e gli agricoltori devono arrangiarsi come possono, ma vorrei che questi problemi venissero discussi in adeguata sede. Sembra quasi che sia colpa degli agricoltori biodinamici se le università non fanno ricerche utili e costruttive, del resto è evidente che quando il docente più conosciuto e rappresentativo della viticoltura italiana scrive di filosofia e di consumatori, incapace di argomentare o di rispondere ad argomenti con &quot;confutazione su base di osservazione ed esperienza&quot;(Khilgren) perchè di fatto esperienze e ricerche non ne ha fatte, abbiamo poche speranze.
Infine devi riconoscere che chi cerca di dividere e diffamare è Attilio Scienza, hai mai sentito degli agricoltori biodinamici parlare delle presunte idee politiche di Liebig o del metodo di produzione del solfato ammonico per screditare gli agricoltori convenzionali? Sono sempre stato aperto agli scambi e disponibile a condividere la mia epserienza con agricoltori interessati ma mi da noia che nascondendosi dietro il nome tutelare della Scienza si diffamino agricoltori seri che ricavano il proprio reddito dal loro lavoro. Tra l&#039;altro se fossero 

@Lamberto. una esigenza forte di sperimentazione e trasferimento di innovazione in agricoltura, cosa che la biodinamica in realtà non comprende&quot;   Ma dove l&#039;hai letto? Chi te l&#039;ha detto? Tu propendi pure per l&#039; ipotesi che vuoi ma per cortesia evita di diffondere informazioni senza fondamento.

Su una rivista era già apparsa la lettera di Scienza, seguita da una scritta a quattro mani con Gabbrielli. Nella seconda lettera appariva solo un breve paragrafo che riporto qui di seguito:
&quot;Chiediamo ai biodinamici cose ne pensano della produzione di CO2 dei loro trattori quando devono trattare fino a 20 volte contro la peronospora, come è successo nel 2008, rispetto ad un numero di circa la metà della viticoltura convenzionale e della quantità di rame che va nel suolo, metallo molto più tossico sugli organismi viventi, dei prodotti organici per la lotta ai funghi. E cosa ne pensano dell’aumento di allergogeni nell’uva, la cui sintesi è indotta dallo stato di stress provocato dai parassiti o dalla mancanza di alcuni nutrienti. Ed ancora come pensano di risolvere nei prossimi anni i problemi sanitari o idrici che si manifesteranno nei vigneti con il cambio climatico, senza i rimedi che offrirà loro la scienza attraverso i progressi del miglioramento genetico&quot;
Ed ecco la mia risposta:
&quot;Nel 2008 abbiamo effettuato 11 trattamenti, e non 20 come affermato da Scienza e Gabbrielli, non solo tutti i trattamenti sono stati effettuati a filari alterni, quindi con consumo di carburante e compattamento dei terreni ridotto della metà. In annate più favorevoli scendiamo a 8, sempre a filari alterni, un terzo di un azienda convenzionale. Una breve indagine telefonica tra colleghi mi ha svelato che nel 2008 nessuna azienda di mia conoscenza ha effettuato più di 12 trattamenti, una soltanto 6 e senza rame né sistemici.

Su poco meno della metà della superficie a vigneto non utilizziamo più rame da quattro anni. Sulla restante parte la quantità totale di rame metallo utilizzato è quest’anno di 3 kg per ettaro. Molti produttori convenzionali in Toscana sostituiscono nella fase finale i sistemici con il rame e le quantità date a fine campagna non sono inferiori alle nostre per tutto l’anno.

Riguardo all’ipotetico aumento di allergogeni non sono informato, mi pare la classica bufala da campagna intimidatoria ma provvederò ad informarmi e a effettuare le opportune analisi prima di rispondere.

Per quanto riguarda i supposti cambiamenti climatici l’agricoltura biodinamica offre in effetti le migliori soluzioni. L’aumento del contenuto di humus nel terreno consente maggior resistenza alla siccità oltre che una miglior capacità di assorbimento delle piogge torrenziali, evitando smottamenti e lisciviazione. Rispetto ai miei vicini convenzionali infatti i vigneti gestiti secondo il metodo convenzionale appaiono meno stressati nelle estati siccitose e non vi sono fenomeni di ruscellamento superficiale delle acque. Potete trovare una fotografia nel primo commento a questo scambio. &quot;

Mi sento quanto mai lontano dalla perfezione ma sono convinto che non ci sia una sola argomentazione pratica e reale per le quali non abbia risposte convincenti
saluti e buona natale a tutti
Saverio Petrilli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@gianpaolo noto con piacere che fai il viticoltore, del resto era evidente dalla tua capacità di accettare anche una visione diversa dalla tua. Il rispetto è una delle doti degli agricoltori. E&#8217; vero in Italia manca la sperimentazione e gli agricoltori devono arrangiarsi come possono, ma vorrei che questi problemi venissero discussi in adeguata sede. Sembra quasi che sia colpa degli agricoltori biodinamici se le università non fanno ricerche utili e costruttive, del resto è evidente che quando il docente più conosciuto e rappresentativo della viticoltura italiana scrive di filosofia e di consumatori, incapace di argomentare o di rispondere ad argomenti con &#8220;confutazione su base di osservazione ed esperienza&#8221;(Khilgren) perchè di fatto esperienze e ricerche non ne ha fatte, abbiamo poche speranze.<br />
Infine devi riconoscere che chi cerca di dividere e diffamare è Attilio Scienza, hai mai sentito degli agricoltori biodinamici parlare delle presunte idee politiche di Liebig o del metodo di produzione del solfato ammonico per screditare gli agricoltori convenzionali? Sono sempre stato aperto agli scambi e disponibile a condividere la mia epserienza con agricoltori interessati ma mi da noia che nascondendosi dietro il nome tutelare della Scienza si diffamino agricoltori seri che ricavano il proprio reddito dal loro lavoro. Tra l&#8217;altro se fossero </p>
<p>@Lamberto. una esigenza forte di sperimentazione e trasferimento di innovazione in agricoltura, cosa che la biodinamica in realtà non comprende&#8221;   Ma dove l&#8217;hai letto? Chi te l&#8217;ha detto? Tu propendi pure per l&#8217; ipotesi che vuoi ma per cortesia evita di diffondere informazioni senza fondamento.</p>
<p>Su una rivista era già apparsa la lettera di Scienza, seguita da una scritta a quattro mani con Gabbrielli. Nella seconda lettera appariva solo un breve paragrafo che riporto qui di seguito:<br />
&#8220;Chiediamo ai biodinamici cose ne pensano della produzione di CO2 dei loro trattori quando devono trattare fino a 20 volte contro la peronospora, come è successo nel 2008, rispetto ad un numero di circa la metà della viticoltura convenzionale e della quantità di rame che va nel suolo, metallo molto più tossico sugli organismi viventi, dei prodotti organici per la lotta ai funghi. E cosa ne pensano dell’aumento di allergogeni nell’uva, la cui sintesi è indotta dallo stato di stress provocato dai parassiti o dalla mancanza di alcuni nutrienti. Ed ancora come pensano di risolvere nei prossimi anni i problemi sanitari o idrici che si manifesteranno nei vigneti con il cambio climatico, senza i rimedi che offrirà loro la scienza attraverso i progressi del miglioramento genetico&#8221;<br />
Ed ecco la mia risposta:<br />
&#8220;Nel 2008 abbiamo effettuato 11 trattamenti, e non 20 come affermato da Scienza e Gabbrielli, non solo tutti i trattamenti sono stati effettuati a filari alterni, quindi con consumo di carburante e compattamento dei terreni ridotto della metà. In annate più favorevoli scendiamo a 8, sempre a filari alterni, un terzo di un azienda convenzionale. Una breve indagine telefonica tra colleghi mi ha svelato che nel 2008 nessuna azienda di mia conoscenza ha effettuato più di 12 trattamenti, una soltanto 6 e senza rame né sistemici.</p>
<p>Su poco meno della metà della superficie a vigneto non utilizziamo più rame da quattro anni. Sulla restante parte la quantità totale di rame metallo utilizzato è quest’anno di 3 kg per ettaro. Molti produttori convenzionali in Toscana sostituiscono nella fase finale i sistemici con il rame e le quantità date a fine campagna non sono inferiori alle nostre per tutto l’anno.</p>
<p>Riguardo all’ipotetico aumento di allergogeni non sono informato, mi pare la classica bufala da campagna intimidatoria ma provvederò ad informarmi e a effettuare le opportune analisi prima di rispondere.</p>
<p>Per quanto riguarda i supposti cambiamenti climatici l’agricoltura biodinamica offre in effetti le migliori soluzioni. L’aumento del contenuto di humus nel terreno consente maggior resistenza alla siccità oltre che una miglior capacità di assorbimento delle piogge torrenziali, evitando smottamenti e lisciviazione. Rispetto ai miei vicini convenzionali infatti i vigneti gestiti secondo il metodo convenzionale appaiono meno stressati nelle estati siccitose e non vi sono fenomeni di ruscellamento superficiale delle acque. Potete trovare una fotografia nel primo commento a questo scambio. &#8221;</p>
<p>Mi sento quanto mai lontano dalla perfezione ma sono convinto che non ci sia una sola argomentazione pratica e reale per le quali non abbia risposte convincenti<br />
saluti e buona natale a tutti<br />
Saverio Petrilli</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianpaolo</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-450</link>
		<dc:creator>gianpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 22:38:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-450</guid>
		<description>@Daniela. Non ho mai detto che e&#039; colpa della Biodinamica se in Italia si fa poca ricerca seria in agricoltura. Veramente mi sembra che le due coe abbiano una correlazione uguale a zero.
@Andrea. Testimonio della tua gentilezza nel parlare di come lavori tu nella tua azienda, e se ti ricordi sono venuto un giorno con altre due persone della mia azienda a visitarti e conservo ancora qualche tuo vino che nel corso del tempo ho grandemente apprezzato bere (e ne ho anche scritto sul mio blog).

Se invece di cercare sempre cosa ci divide e mettere sempre le posizioni sul terreno dello scontro, ci fosse l&#039;abitudine di cercare quello che ci unisce, per es. la ricerca di migliori e piu&#039; sane pratiche agricole, piu&#039; sostenibili per noi e per l&#039;ambiente e in grado di esprimere nei vini il territorio e la personalita&#039; del produttore, e si decidesse a cercare di scoprire con metodo razionale quello che di buono c&#039;e&#039;, e di sicuro c&#039;e&#039;, in tutte le esperienze fatte (biodinamico, tradizionale, biologico, ecc.), sono sicuro che saremmo tutti piu&#039; contenti. A volte portare la questione in terreno di battaglia tra fazioni e&#039; il modo migliore per non affrontarla, e mi sembra che in larga misura a questo stadio siamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Daniela. Non ho mai detto che e&#8217; colpa della Biodinamica se in Italia si fa poca ricerca seria in agricoltura. Veramente mi sembra che le due coe abbiano una correlazione uguale a zero.<br />
@Andrea. Testimonio della tua gentilezza nel parlare di come lavori tu nella tua azienda, e se ti ricordi sono venuto un giorno con altre due persone della mia azienda a visitarti e conservo ancora qualche tuo vino che nel corso del tempo ho grandemente apprezzato bere (e ne ho anche scritto sul mio blog).</p>
<p>Se invece di cercare sempre cosa ci divide e mettere sempre le posizioni sul terreno dello scontro, ci fosse l&#8217;abitudine di cercare quello che ci unisce, per es. la ricerca di migliori e piu&#8217; sane pratiche agricole, piu&#8217; sostenibili per noi e per l&#8217;ambiente e in grado di esprimere nei vini il territorio e la personalita&#8217; del produttore, e si decidesse a cercare di scoprire con metodo razionale quello che di buono c&#8217;e', e di sicuro c&#8217;e', in tutte le esperienze fatte (biodinamico, tradizionale, biologico, ecc.), sono sicuro che saremmo tutti piu&#8217; contenti. A volte portare la questione in terreno di battaglia tra fazioni e&#8217; il modo migliore per non affrontarla, e mi sembra che in larga misura a questo stadio siamo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Daniela</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-449</link>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 22:27:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-449</guid>
		<description>Ho letto con molta attenzione l&#039;articolo del professor Scienza. Ne ho apprezzato la parte storica e l&#039;attenzione agli aspetti socio-culturali. Ma la migliore è indubbiamente quella sulla descrizione del consumatore &quot;Tipo&quot; di vini di coltivazione biodinamica. Davvero esilarante!
Sono una consumatrice attenta e trovo offensivo che si pensi che i consumatori mangiano e bevono secondo le mode. Credo che nessuna persona sana di mente introduca volontariamente nel proprio corpo cibi e vini che non gli piacciono.
E poi che significa quell&#039;elenco sulle pratiche delle cantine convenzionali, omettendo di proposito la tenuta del vigneto delle stesse e concludendo che i vini saranno sì tutti uguali ma che comunque si tratta di pratiche innocue e che sono legittimate dalla normativa vigente! Ma è assurdo! Menomale che la normativa vigente non mi obbliga a concimare, perchè il mio orto mi da ancora grandi soddisfazioni e questo me lo dice il sapore!!! E&#039; la ricerca di un sapore che fa scegliere un consumatore! Ma forse parlo arabo perchè ho letto dei commenti entusiasti su questo articolo ed in particolare Gianpaolo sembra credere che sia colpa della piccolissima realtà biodinamica se la ricerca non ha avuto e avrà meno fondi in Italia, Signor Kihlgren è stato davvero un gentiluomo nel commentare pacatamente l&#039;articolo del prof Scienza, concordo pienamente ma devo aggiungere che mentre sembrava lo spot della FEDER VINI.
Questo è il bello del web, poter scrivere anche ad un famoso professore che il suo artico è estremamente ricco di pregiudizi! E non è professionale!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con molta attenzione l&#8217;articolo del professor Scienza. Ne ho apprezzato la parte storica e l&#8217;attenzione agli aspetti socio-culturali. Ma la migliore è indubbiamente quella sulla descrizione del consumatore &#8220;Tipo&#8221; di vini di coltivazione biodinamica. Davvero esilarante!<br />
Sono una consumatrice attenta e trovo offensivo che si pensi che i consumatori mangiano e bevono secondo le mode. Credo che nessuna persona sana di mente introduca volontariamente nel proprio corpo cibi e vini che non gli piacciono.<br />
E poi che significa quell&#8217;elenco sulle pratiche delle cantine convenzionali, omettendo di proposito la tenuta del vigneto delle stesse e concludendo che i vini saranno sì tutti uguali ma che comunque si tratta di pratiche innocue e che sono legittimate dalla normativa vigente! Ma è assurdo! Menomale che la normativa vigente non mi obbliga a concimare, perchè il mio orto mi da ancora grandi soddisfazioni e questo me lo dice il sapore!!! E&#8217; la ricerca di un sapore che fa scegliere un consumatore! Ma forse parlo arabo perchè ho letto dei commenti entusiasti su questo articolo ed in particolare Gianpaolo sembra credere che sia colpa della piccolissima realtà biodinamica se la ricerca non ha avuto e avrà meno fondi in Italia, Signor Kihlgren è stato davvero un gentiluomo nel commentare pacatamente l&#8217;articolo del prof Scienza, concordo pienamente ma devo aggiungere che mentre sembrava lo spot della FEDER VINI.<br />
Questo è il bello del web, poter scrivere anche ad un famoso professore che il suo artico è estremamente ricco di pregiudizi! E non è professionale!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lamberto</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-446</link>
		<dc:creator>Lamberto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 19:21:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-446</guid>
		<description>Mi trovo in completo accordo con Giampaolo il quale rivendica una esigenza forte di sperimentazione e trasferimento di innovazione in agricoltura, cosa che la biodinamica in realtà non comprende. Le semplificazioni e gli slanci e l&#039;intervento di forze astrali non hanno risolto in passato il problema della peronospora e dell&#039;oidio al loro presentarsi nel nostro continente, né quello della fillossera: la ricerca scientifica intensa e quasi disperata in quegli anni offrì soluzioni ai problemi. Questo mi pare il vero nocciolo della questione: vogliamo affidarci nella soluzione dei nostri problemi agronomici all&#039;imponderabile o vogliamo poter controllare e conoscere ciò che facciamo? 

Io propendo per la seconda ipotesi visto che molto di quello che ha consentito un miglioramento delle condizioni degli agricoltori e dei consumatori è frutto della ricerca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi trovo in completo accordo con Giampaolo il quale rivendica una esigenza forte di sperimentazione e trasferimento di innovazione in agricoltura, cosa che la biodinamica in realtà non comprende. Le semplificazioni e gli slanci e l&#8217;intervento di forze astrali non hanno risolto in passato il problema della peronospora e dell&#8217;oidio al loro presentarsi nel nostro continente, né quello della fillossera: la ricerca scientifica intensa e quasi disperata in quegli anni offrì soluzioni ai problemi. Questo mi pare il vero nocciolo della questione: vogliamo affidarci nella soluzione dei nostri problemi agronomici all&#8217;imponderabile o vogliamo poter controllare e conoscere ciò che facciamo? </p>
<p>Io propendo per la seconda ipotesi visto che molto di quello che ha consentito un miglioramento delle condizioni degli agricoltori e dei consumatori è frutto della ricerca.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Kihlgren</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-444</link>
		<dc:creator>Andrea Kihlgren</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 09:08:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-444</guid>
		<description>Concordo con la citazione del Prof. Scienza: non esiste un vino biodinamico. 

La biodinamica è un ottimo metodo agricolo, non specificatamente viticolo, e per niente un metodo di vinificazione.

La bidinamica non riguarda direttamente il vino e la vinificazione che ce lo fa ottenere. E&#039; l&#039;uva che raccoglie i buoni frutti di un eventuale buon lavoro agricolo. Date per scontate delle buone pratiche agricole, la biodinamica si inserisce come un ulteriore miglioramento della struttura del terreno e della vita delle piante, in forza dei suoi preparati, tenendo conto delle energie (per certi versi evidenti e per certi versi impercettibili, come ha ben esposto Saverio Petrilli) entro le quali è assoggettata la nostra Terra.

Anch&#039;io da anni provo a capire e a individuare questi benefici al terreno e alla piante, senza fare sfoggio di ciò, trasmettendo queste esperienze agli interessati che me le chiedono e ai colleghi coi quali condivido questo percorso, rifiutando con puntiglio l&#039;espressione &quot;vino biodinamico&quot;.

Non capisco pertanto queste scomuniche, di sapore un po&#039; ideologico, che cercano di screditare questo lavoro, nel cui coro si inserisce oggi il Prof. Scienza, che mi sembra dedichi molto spazio alle origini culturali della biodinamica, ma poco a una confutazione su base di osservazione ed esperienza.

Un cordiale saluto.

Andrea Kihlgren
Az Agr Santa Caterina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con la citazione del Prof. Scienza: non esiste un vino biodinamico. </p>
<p>La biodinamica è un ottimo metodo agricolo, non specificatamente viticolo, e per niente un metodo di vinificazione.</p>
<p>La bidinamica non riguarda direttamente il vino e la vinificazione che ce lo fa ottenere. E&#8217; l&#8217;uva che raccoglie i buoni frutti di un eventuale buon lavoro agricolo. Date per scontate delle buone pratiche agricole, la biodinamica si inserisce come un ulteriore miglioramento della struttura del terreno e della vita delle piante, in forza dei suoi preparati, tenendo conto delle energie (per certi versi evidenti e per certi versi impercettibili, come ha ben esposto Saverio Petrilli) entro le quali è assoggettata la nostra Terra.</p>
<p>Anch&#8217;io da anni provo a capire e a individuare questi benefici al terreno e alla piante, senza fare sfoggio di ciò, trasmettendo queste esperienze agli interessati che me le chiedono e ai colleghi coi quali condivido questo percorso, rifiutando con puntiglio l&#8217;espressione &#8220;vino biodinamico&#8221;.</p>
<p>Non capisco pertanto queste scomuniche, di sapore un po&#8217; ideologico, che cercano di screditare questo lavoro, nel cui coro si inserisce oggi il Prof. Scienza, che mi sembra dedichi molto spazio alle origini culturali della biodinamica, ma poco a una confutazione su base di osservazione ed esperienza.</p>
<p>Un cordiale saluto.</p>
<p>Andrea Kihlgren<br />
Az Agr Santa Caterina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianpaolo</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-442</link>
		<dc:creator>gianpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 11:44:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-442</guid>
		<description>Ho apprezzato molto l&#039;intervento del Prof. Attilio Scienza sull&#039;argomento. La mia storia personale, prima di laureato in agraria, poi di dottorato di ricerca in biotecnologie e ricercatore a contratto, e poi negli ultimi 10 anni di vignaiolo, mi mette in una condizione particolare che non mi consente gli slanci di fede e l&#039;apprezzamento delle influenze cosmiche che invece altri colleghi, del tutto legittimamente, sembrano accettare senza problemi.
In sintesi, quello che mi pare importante dire a proposito della viticoltura italiana e della scienza enologica e&#039; che di tutto si ha bisogno, tranne che di meno ricerca e sperimentazione. In altre parole, non mi pare che in Italia si viva un fenomeno di abuso della ricerca scientifica applicata alla viticoltura e all&#039;enologia, al contrario mi sembra che si passi da un atto di fede - quello degli enologi guru degli anni 90 - ad un altro atto di fede - filosofie new age. Non ho alcuna intenzione di ridicolizzare l&#039;impegno di produttori seri che seguono la biodinamica, non ci penso neanche lontanamente. Ma parimenti auspico che l&#039;Italia si riappropri di quel patrimonio scientifico e culturale, eredita&#039; di personaggi come il Chiarenti, Agostino Testaferrata, ecc. Auspico che le facolta&#039; di agraria possano offrire un solido punto di riferimento scientifico e tecnologico per gli agricoltori, e che si torni a fare sperimentazione in campagna con risorse adeguate e, sopratutto, curando il trasferimento tecnologico agli agricoltori, oggi nullo, e prestando orecchio alle loro esigenze.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho apprezzato molto l&#8217;intervento del Prof. Attilio Scienza sull&#8217;argomento. La mia storia personale, prima di laureato in agraria, poi di dottorato di ricerca in biotecnologie e ricercatore a contratto, e poi negli ultimi 10 anni di vignaiolo, mi mette in una condizione particolare che non mi consente gli slanci di fede e l&#8217;apprezzamento delle influenze cosmiche che invece altri colleghi, del tutto legittimamente, sembrano accettare senza problemi.<br />
In sintesi, quello che mi pare importante dire a proposito della viticoltura italiana e della scienza enologica e&#8217; che di tutto si ha bisogno, tranne che di meno ricerca e sperimentazione. In altre parole, non mi pare che in Italia si viva un fenomeno di abuso della ricerca scientifica applicata alla viticoltura e all&#8217;enologia, al contrario mi sembra che si passi da un atto di fede &#8211; quello degli enologi guru degli anni 90 &#8211; ad un altro atto di fede &#8211; filosofie new age. Non ho alcuna intenzione di ridicolizzare l&#8217;impegno di produttori seri che seguono la biodinamica, non ci penso neanche lontanamente. Ma parimenti auspico che l&#8217;Italia si riappropri di quel patrimonio scientifico e culturale, eredita&#8217; di personaggi come il Chiarenti, Agostino Testaferrata, ecc. Auspico che le facolta&#8217; di agraria possano offrire un solido punto di riferimento scientifico e tecnologico per gli agricoltori, e che si torni a fare sperimentazione in campagna con risorse adeguate e, sopratutto, curando il trasferimento tecnologico agli agricoltori, oggi nullo, e prestando orecchio alle loro esigenze.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Enzo Zappalà</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-438</link>
		<dc:creator>Enzo Zappalà</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 10:46:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-438</guid>
		<description>parole limpide e cristalline! da parte di chi come scienziato da 40 anni ha vissuto personalmente la banalizzazione e lo svilimento della scienza da parte dei mass media. Fortunatamente i soldi della scienza sono pochi e si continua a lavorare indisturbati . Diamoli pure alle scienze occulte come l&#039;astrologia e .... Fa sicuramente più notizia e colore. Grazie Attilio (d&#039;altra parte il tuo cognome non poteva deludermi....)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>parole limpide e cristalline! da parte di chi come scienziato da 40 anni ha vissuto personalmente la banalizzazione e lo svilimento della scienza da parte dei mass media. Fortunatamente i soldi della scienza sono pochi e si continua a lavorare indisturbati . Diamoli pure alle scienze occulte come l&#8217;astrologia e &#8230;. Fa sicuramente più notizia e colore. Grazie Attilio (d&#8217;altra parte il tuo cognome non poteva deludermi&#8230;.)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: In vino veritas - L&#8217;AcquaBuona &#187; Prima pagina &#187; Saverio Petrilli. Biodinamica, una mia visione personale</title>
		<link>http://www.acquabuona.it/2008/12/attilio-scienza-biodinamica-il-contesto-culturale/comment-page-1/#comment-437</link>
		<dc:creator>In vino veritas - L&#8217;AcquaBuona &#187; Prima pagina &#187; Saverio Petrilli. Biodinamica, una mia visione personale</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 10:38:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.acquabuona.it/?p=2857#comment-437</guid>
		<description>[...] Tenuta di Valgiano che aderisce all&#8217;organizzazione Renaissance des Appellations) e con il contributo di Attilio Scienza, la discussione sulla biodinamica che ha già visto l&#8217;articolo di Andrea [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Tenuta di Valgiano che aderisce all&#8217;organizzazione Renaissance des Appellations) e con il contributo di Attilio Scienza, la discussione sulla biodinamica che ha già visto l&#8217;articolo di Andrea [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

