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RISOTTO DAY – Giornata mondiale del risotto alla milanese all’Open Colonna

ROMA – Il 17 gennaio 2009 è stata la data in cui i cuochi della GVCI (Gruppo Virtuale Cuochi Italiani), centinaia in tutto il mondo, aderendo alla “Giornata Internazionale delle Cucine Italiane”, hanno proposto in ogni angolo del globo il Risotto alla milanese, bissando così il successo 2008 degli Speghetti alla carbonara.

A Roma è stato Antonello Colonna a muovere le fila dell’evento capitolino, nel cuore della città eterna, in cima al Palazzo delle Esposizioni in una ambiente raffinato e dal design innovativo e scenografico ideato dall’architetto Paolo Desideri. L'”effetto serra” della copertura a giorno e l’utilizzo di materiali innovativi ed eco-compatibili, come i grandi vasi in eco-pelle, avvolgono e accolgono gli ospiti in quello che viene definito dagli stessi protagonisti un “luogo-non-luogo”. Il successo della manifestazione dell’Open Colonna trova certamente in Stefano Bonilli un artefice determinante; è stato infatti Bonilli a promuovere l’evento e a condurre nel suo blog Papero Giallo la campagna di adesione del pubblico, che ha potuto così partecipare numeroso, semplicemente commentando un post.

Il risultato è stato un pomeriggio baciato dal sole e dalla buona cucina, l’Open Colonna si è gremito rapidamente all’ora di pranzo e l’attesa del piatto forte è stata alleviata dalla stringata di Berardino Lombardo, chef e patron del ristorante La Caveja a Pietravairano (CE), una vera chicca da 70 pezzi l’anno davvero introvabile nei negozi. La stringata è infatti un salume ricavato da lardo, lonza e pancetta del maiale casertano nero, prodotti che oggi sono prevalentemente di scarto, che qui vengono assemblate in un unico salume, lavorato secondo una procedura particolare e stagionato un anno.

Ad accompagnare questa bontà, il pane dell’Antico Forno Roscioli e quello di Ambrifi, località montana nei pressi di Fondi, omaggio dallo chef Massimiliano Sepe; ad illuminare e ravvivare i calici per questo avvio, le bollicine del Franciacorta Berlucchi.

In cucina si sono dedicati a questa kermesse gli chef Stefano Preli, Maurizio Santin, Danilo Ciavattini, Max Mariola, Davide Esposito, Gigi Nastri, Fabio Fassone ed il già citato Massimiliano Sepe; ne hanno usufruito più di 200 ospiti che hanno potuto confrontare quattro diverse interpretazioni della tipica ricetta milanese, tra le quali ho personalmente apprezzato quella arricchita di animelle.

Ai risotti hanno fatto seguito gli arancini siciliani di Gennarino Esposito, che hanno riscosso apprezzamenti generalizzati nella platea di gourmet, così come gli “enofili” hanno potuto apprezzare l’abbinamento di queste portate con il Valpolicella della Tenuta S. Antonio, che personalmente ho preferito nell’accostamento al Soave superiore della medesima azienda.

Unico appunto, volendo farne uno, è stata la mancanza di una disciplina ferrea nella distribuzione dei piatti: l’assalto ai vassoi portati dai camerieri infatti è stato come al solito veemente e piuttosto stucchevole, meglio sarebbe forse stato un rigoroso servizio ai tavoli che, seppure idealmente studiato, è rimasto solo nelle intenzioni degli organizzatori.

In ultimo è stata la volta del dessert, opera di Massimiliano Sepe, che ha proposto un piccolo sformato di ricotta di bufala con riduzione d’arancia, una vera leccornia.

La partecipazione del Club Amici della Toscana ha consentito a questo finale una chiusura più che gradita, con la distribuzione di sigari Toscani di variegata nonché ottima fattura che hanno trovato un nutrito gruppo di estimatori, agevolati dal soleggiato pomeriggio romano godibile anche sulla terrazza dell’Open Colonna.

In conclusione, che dire di questo evento? Sicuramente una risposta interessante e gustosa all’IDIC 2009 (International Day of Italian Cuisines) sostenuta dal GVCI del presidente Mario Caramella, che oltre a proporre in tutti i ristoranti del mondo questa storica ricetta, impreziosita dall’opera dei grandi chef italiani, ha voluto fornire una cassa di risonanza più efficace con manifestazioni dedicate come questa di Roma, in cui apprezzabili, oltre allo sforzo degli chef, sono stati l’impegno e l’organizzazione di Antonello Colonna e del sempre trascinante Stefano Bonilli.

Appuntamento al prossimo anno: il dibattito sulla ricetta che ci rappresenterà nel mondo … è già aperto.

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