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Un vino che cresce in numeri e in qualità: l’Amarone della Valpolicella

Cresce in qualità, aumenta la produzione, conquista sempre più palati e si conferma tra i vini più preziosi al mondo: è l’Amarone della Valpolicella, che ha presentato pochi giorni fa, alla stampa ed al pubblico, la vendemmia 2005. Anche quest’anno noi de L’Acquabuona abbiamo presenziato, per ascoltare le novità esposte dal Consorzio e per degustare, naturalmente, qualche primizia. I numeri a disposizione ci danno un interessante paesaggio d’insieme, che inquadra al meglio la crescita dell’Amarone: ben 140 i giornalisti presenti all’Anteprima 2009, di cui 30 dall’estero, numero record per le aziende che toccano le 64 unità, 1700 le bottiglie stappate e 1400 i visitatori.

L’evento di quest’anno, che si è svolto dal 31 gennaio al 1° febbraio, si è avvalso di una nuova sede, il palazzo cinquecentesco Giardini Giusti, che ha saputo conferire ulteriore pregio ad uno degli appuntamenti più importanti della Verona enologica. Ha aperto il convegno il neopresidente del Consorzio di Tutela Vini della Valpolicella, Luca Sartori, in carica dallo scorso aprile. Uno sguardo rivolto all’anno appena concluso, il 2008, è stato doveroso ed importante al fine di sottolineare un trascorso difficile da un punto di vista sia economico, che decisionale. Proprio in contrapposizione con l’attuale crisi, il Consorzio ha deciso di non fermarsi e di investire sulla crescita: sono stati impiantati nuovi vigneti, rinnovati altri, sono state concepite ulteriori strutture destinate all’appassimento e reimpiantati antichi vitigni autoctoni. Non certo di minore importanza l’introduzione, dal 1° luglio, del contrassegno di Stato a tutela dei numerosi tentativi di contraffazione, sia dell’Amarone, che del Ripasso. L’attività, avviata nel 2004 con la presentazione della richiesta di iscrizione presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, ha portato alla graduale registrazione dei contrassegni in ben 36 Paesi. Sia la Camera di Commercio di Verona, titolare dei marchi, che il Consorzio di Tutela Vini Valpolicella credono fermamente che il contrassegno collettivo rappresenti, soprattutto all’estero, un efficace strumento di garanzia per i consumatori, a sostegno dell’origine e della qualità del prodotto.

L’annata viticola 2005, esposta dall’agronomo Nicola Bottura, è stata caratterizzata da temperature in linea con le medie storiche della Valpolicella, mentre la piovosità ha presentato notevoli anomalie. Da un punto vista qualitativo le uve presentano un tenore zuccherino medio-alto, pH tendenzialmente bassi, quadro acidico sostenuto e buona dotazione in materia colorante, affiancata da una consistente estraibilità dalle bucce.

Daniele Accordini, invece, enologo del Consorzio, ha anticipato colori particolarmente intensi, profumi speziati con nuance di frutta matura come prugna e ciliegia e grande equilibrio tra zuccheri, acidità, tannini ed alcool. Ma al di là di questo, e stelle a parte (che quest’anno non sono state comunicate), confrontando le impressioni ricavate dalle rispettive degustazioni in anteprima, questa annata ha rilasciato sensazioni sicuramente più positive che la scorsa, con campioni che si ricordano una generale maggior eleganza e finezza al naso e, soprattutto, per l’accresciuta bevibilità: anche da parte della stampa nazionale ed estera sono arrivati giudizi positivi soprattutto nei confronti delle aziende minori, molte delle quali solo da quest’anno sono entrate a far parte del Consorzio. Tutti concordi nel riscoprire vini al naso piuttosto complessi, con sentori meno spinti di frutta matura, speziati ed, indubbiamente, più puliti. In bocca il legno aggredisce meno ed i tannini si rivelano addolciti, meno scalpitanti, caratteristiche che regalano vini equilibrati ed avvolgenti. Un punto a favore va anche per il loro essersi saputi differenziare nettamente l’uno dall’altro, offrendo una gamma di Amaroni che spaziano dal più classico al più moderno e tutti capaci di esprimere, con vigore e schiettezza, il proprio terroir.

Nella seconda immagine: Luca Sartori

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