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Il Consorzio del Bardolino contro le norme europee sui vini rosati

Il Consorzio di tutela del Bardolino si schiera contro le nuove norme europee sui vini rosati:
a Vinitaly una raccolta di firme contro i rosé “miscelati”

La doc del Bardolino prevede la tipologia rosata del Chiaretto: 9 milioni di bottiglie vendute nel 2008, con una crescita del 40% in due anni. “Ma l’impegno dei produttori del Bardolino nel realizzare rosati di grande qualità – dice il presidente del Consorzio di tutela, Giorgio Tommasi – rischia ora di essere vanificato da un’incomprensibile nuova norma comunitaria che vuole autorizzare anonime miscele di vini bianchi e rossi”.

Il Consorzio di tutela del Bardolino si schiera apertamente contro la bozza del nuovo regolamento europeo che vorrebbe consentire tagli di vini bianchi e rossi per ottenere vini dalla colorazione rosata che nulla hanno a che vedere con la miglior tradizione vinicola. Al prossimo Vinitaly, in svolgimento a Verona dal 2 al 6 aprile, il Consorzio bardolinese lancerà addirittura una raccolta di firme fra coloro che si oppongono al progetto comunitario.

La doc del Bardolino prevede la tipologia Chiaretto, un classico rosé ottenuto dalla vinificazione in rosa delle uve rosse della Corvina, della Rondinella ed eventualmente di altri vitigni coltivati in riva al lago di Garda. Un vino, il Bardolino Chiaretto, che con i suoi 9 milioni di bottiglie è tra i leader assoluti del settore rosati a denominazione d’origine controllata. Con un crescente successo di pubblico e critica: negli ultimi due anni l’incremento delle vendite del Chiaretto è stato del 40%.

“Realizzare un vino rosato di qualità – spiega il presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi – richiede esperienza di vigna e di cantina, perfetta selezione delle uve, assoluto controllo di tutte le fasi di vinificazione. Vinificare in rosa le uve rosse è un’operazione delicata e costosa: tutto si gioca nelle poche ore in cui il mosto rimane a contatto con le bucce, dalle quali viene estratta solo una minima parte delle sostanze coloranti dell’uva. La fatica è ripagata dalla piacevolezza del vino, ricco di profumi di piccoli frutti di bosco, ma anche di fiori e di spezie. Impossibile avere una simile freschezza aromatica da anonime miscele di vini rossi e bianchi, come vorrebbe ora ammettere l’Unione europea. Le nuove regole europee – aggiunge Tommasi – sono quanto di più lontano dalla miglior tradizione. Siamo contrarissimi a questa involuzione comunitaria, che rischia di vanificare il lavoro e l’impegno di centinaia di produttori del Bardolino, così come di altre denominazioni italiane.”

Il pericolo si chiama “coupage”: con questa definizione il nuovo regolamento europeo vorrebbe autorizzare la miscela di vini bianchi e rossi. Se approvata in via definitiva, la previsione comunitaria potrebbe diventare legge dal 27 aprile. “Se proprio il legislatore europeo non vorrà rivedere l’impostazione – dice il presidente del Consorzio del Bardolino – almeno preveda che chi effettua miscele sia obbligato ad indicare in etichetta che si tratta di vini da taglio. Pare invece che si stia ragionando al contrario, costringendo a diciture contorte, come quella di ‘metodo tradizionale’, chi produce rosati a denominazione d’origine”.

Il Consorzio di tutela del Bardolino chiederà la solidarietà degli appassionati del vino che frequenteranno il prossimo Vinitaly (saremo al pad. 7B – stand L2). Insieme ai “cugini” del Consorzio di tutela del Garda Classico, che pure realizzano un Chiaretto sulla riva lombarda del lago di Garda, i produttori del Chiaretto bardolinese raccoglieranno firme su una petizione anti rosati miscelati.

www.ilbardolino.com

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