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Impressioni di settembre: l’annata 2005 del Barolo

ROMA – Valutare l’ultima annata in commercio di vini austeri e complessi come il Barolo non è mai semplice. Com’è noto, si tratta di prodotti che tendono ad esprimersi al meglio dopo diversi anni dalla vendemmia, e il rischio di prendere grosse cantonate è alto. Se però è vero, come credo fermamente, che un grande vino è tale fin da giovane, una mia idea sull’annata 2005 del grande rosso delle Langhe me la sono fatta e vorrei condividerla.

Ho avuto la possibilità di provare il meglio della denominazione grazie al mega-evento organizzato a fine maggio dall’AIS di Roma, che ha portato nella capitale ben 100 aziende langarole e oltre 200 vini. Ho poi avuto modo di riassaggiare qualcosa nei mesi successivi e se dovessi riassumere in una parola le mie impressioni direi che “equilibrio” è il termine giusto.

Il 2005 è stata un’annata climaticamente regolare fino a settembre: ad un inverno mite e con scarse precipitazioni ha fatto seguito una primavera fresca e mediamente piovosa, e un’estate secca e calda, che però si è giovata di una ventata di aria fresca giunta nell’ultima decade di agosto. A settembre e ottobre una serie di piogge alternate a giornate più soleggiate hanno creato qualche problemino a chi non aveva diradato nella misura giusta: a sentire i produttori, qualcuno ha dovuto faticare non poco per proteggere le uve e portarle sane e con la giusta maturazione fenolica in cantina. Tutto sommato però si parla di un’annata ottima, con una produzione leggermente sotto la media ma di elevata qualità.

I vini che ne sono derivati mi sono sembrati in generale ben equilibrati e con una discreta complessità aromatica di cui senz’altro si gioveranno in futuro. Il profilo tannico, tratto distintivo della tipologia, mi è sembrato ben disegnato e non troppo arrembante: il tannino c’è, si sente, ma è fitto ed elegante, e soprattutto ben integrato con l’alcol e con una marcata acidità, a formare un quadro d’insieme senz’altro ancora in divenire ma dalle ottime premesse. Anche in questi Barolo, poi, ho riscontrato evidenze di quel processo di “alleggerimento” che sembra caratterizzare (in positivo) l’impostazione produttiva delle ultime annate da nord a sud del paese: legno meno invasivo, colori meno cupi e concentrati, frutto meno surmaturo. Ho avuto la percezione di una percentuale sempre minore di vini costruiti e “pompati”, ed ho invece apprezzato una larga base di etichette che alla complessità e profondità della tipologia abbinano una notevole naturalezza di beva. In attesa di conferme o smentite vi segnalo la mia “top ten”, con le 10 etichette a mio avviso più interessanti (un mix di nomi stranoti e qualche “emergente”), corredate da qualche brevissimo appunto di degustazione:

Roberto Voerzio – Barolo Cerequio 2005
Naso scuro, profondo, su toni prevalentemente fruttati. In bocca ha gran spessore, dinamismo, contrasto ed esibisce una trama tannica fitta e grintosa. Grande vino ma ancora in divenire.

Domenico Clerico – Barolo Ciabot Mentin Ginestra 2005
Quintessenza di eleganza e finezza. Frutto vivo, fragrante, poi sbuffatura di spezie dolci. Rotondo, equilibrato, ha tannini nobili e setosi e si lascia bere che è una meraviglia! Gran classe!

Bruno Giacosa – Barolo Rocche del Falletto 2005
Ampio, profondo, elegante e potente allo stesso tempo. Succoso, compatto, equilibrato, “dinamizzato” da un’acidità fresca e mentolata.

Rinaldi – Barolo Brunate Le Coste 2005
Naso un po’ reticente ma sotto sotto si intravede un mondo! In bocca ha grande struttura, una polpa viva e succosa che lascia un lungo e piacevole ricordo.

Fratelli Alessandria – Barolo Monvigliero 2005
Hanno presentato una batteria di prodotti tutti eccellenti. Tra tutti questo Monvigliero, con un naso già espresso che ricorda il frutto maturo, i fiori secchi, con una nota di terra e di agrumi canditi. Bocca equilibrata e di gran piacevolezza, con tutte le componenti al posto giusto. Gran persistenza.

Massolino – Barolo Vigna Rionda 2005
Sangue e fiori appassiti all’olfatto. Elegante, sussurrato, una punta dolce in apertura lascia subito spazio ad un’acidità vibrante. Lungo il finale, su note di agrumi canditi. Gran beva.

Bric Cenciurio – Barolo Coste di Rose 2005
Bella sopresa, non lo conoscevo. Barolo molto raffinato. Naso floreale e ampio, con appena un tocco di legno. In bocca è dinamico, ha progressione, con un’ottima fusione tra fragranza del frutto e speziatura dolce. Bevibilissimo.

Ceretto – Bricco delle Rocche 2005
Mix di armonia e forza. Profumi floreali molto eleganti, appena un po’ appesantiti dall’alcol. Tannini nobilissimi, sbuffata di rovere, finale cioccolatoso e tartufato.

Barale – Barolo Castellero 2005
Naso speziato, con un tocco di balsamico e una base di frutti scuri. In bocca è sontuoso: acidità, contrasto, frutto vivo, tannino…un mix perfetto di mirabile fattura.

Oddero – Barolo Brunate 2005
Bordata tannica di grande impatto ma di finissima grana. Austero, elegante, molto profondo sia al naso che in bocca. Persistenza infinita.

10 Comments

  • mary ha detto:

    sono contenta di come parla dell’annata 2005 che non ha avuto il riscontro che merita . Buono anche il giudizio che condivido ampiamente su Bric Cenciurio e sulle altre cantine piu conosciute . Condivido anche la sensazione che i vini sono molto piu equilibrati .

  • Davide Canina ha detto:

    Devo dire che l’intervento è molto ben equilibrato e riflessivo.
    Condivido in pieno.
    Anzi credo che col tempo saliremo in qualità per questa annata.
    Conosco bene Bric Cenciurio e F.lli Alessandria che apprezzo molto.
    Le altre sono le classiche aziende che hanno il grande nome ma sinceramente non mi entusiasmano.
    Altri Barolo che ti sono piaciuti ?
    Io amo particolarmente il Barolo di La Morra : Ratti, Corino, Cascina Ballarin, Cordero di Montezemolo, F.lli Revello, Erbaluna e molti altri. Ecco per i miei gusti La Morra dà il giusto mix tra struttura ed eleganza.
    Saluti,
    Davide

  • Luciano ha detto:

    Anch’io concordo sul giudizio positivo dell’annata 2005, che tra l’altro la pioggia di fine settembre l’ha “costretta” a diventare selettiva, a tutto vantaggio dei vitucultori che sono riusciti a raccogliere l’uva sana nel momento ottimale di maturazione ed evitare i pericoli del “dopo-pioggia”.
    Mi fa altrettanto molto piacere il giudizio positivo sul Barolo Costa di Rose 2005 di Bric Cenciurio, produttore che conosco e seguito durante l’evoluzione qualitativa che ha avuto in questi anni sia il Barolo che gli altri vini, con pieno merito al giovane Alessandro che da qualche anno ha preso in mano le redini dell’azienda, dalla vigna alla bottiglia, facendo tesoro dei consigli e degli aiuti del fratello Alberto e dello zio Carlo.
    Condivido anche l’ottimo giudizio sugli altri Baroli dei produttori blasonati presenti nella tua lista. Nel corso degli assaggi fatti durante il 2009, a me sono piaciuti molto anche quelli di Vajra di Novello e Gagliasso di La Morra.
    Saluti!

    Luciano

  • mary ha detto:

    chi e Vaira di Novello? e un altro o Aldo Vaira di Barolo fraz. vergne?

  • Luciano ha detto:

    Scusa, il Vajra che intendevo dire è proprio quello di fraz. Vergne, ai confini di Novello….

  • mary ha detto:

    per Luciano scusi se sono un po rompi (ho anche scritto sbagliato il nome di Vajra) pero nell’elogio meritatissimo di Bric Cenciurio ha dimenticato la brava mamma Fiorella.saluti

  • remo ha detto:

    Nei giorni scorsi ho avuto modo di visitare, per diletto e piacere del palato, cantine, enoteche…. per le Langhe e condivido la sottolineatura sulla positività del processo di ‘ “alleggerimento” dei Barolo.
    Tra i diversi vini assaggiati , alcuni dei quali prima segnalati, ho gradito quelli che avevano(almeno mi sembravano avere) una maggiore naturalezza di beva.
    Anch’io faccio alcune segnalazioni: Alla Cantina Comunale di Castiglione Falletto ho bevuto Baroli con caratteri diversi, tutti profumati, senz’altro grazie alla diversità dei terreni/vigneti e alle tecniche di vinificazione; all ‘ Azienda Agricola La Cà , a Ravinali di Roddi, ho trovato invece un “emergente” Barolo, particolarmente equilibrato ed armonico, elegante e piacevolmente persistente. Insomma tutti vini unici e ” fatti con passione”.
    Remo

  • Riccardo ha detto:

    Grazie mille Remo per le segnalazioni!

  • Franco Santini ha detto:

    grazie per i numerosi commenti…sono appena rientrato in Italia dopo 2 settimane di ferie e mi fa molto piacere leggere l’interesse che anima i lettori di questo sito.
    Un saluto a tutti.
    Franco Santini

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