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Sardegna: l’eccellenza del vino

“Appassionato di vini e prossimo sommelier campano”. Così presentavamo ai lettori l’amico Fabio nel suo pezzo di esordio sulla nostra rivista intitolato “Campania Felix. (Un grandangolo di Campania)“. Era il 24 febbraio 2002, ossia sette anni e mezzo fa. Oggi, con questo articolo, Fabio “stacca” per motivi personali e di organizzazione di vita. Nel frattempo, è diventato giornalista pubblicista, “nostro” giornalista ci piace pensare. E la sua rubrica Visioni da Sud sarà “ritirata”, come le magliette dei grandi campioni. Se e quando qualcuno si occuperà di nuovo, qui, di vini del Sud, intitoleremo la rubrica in un altro modo. Naturalmente, i campioni si fanno rivedere qualche volta anche dopo il ritiro. Così speriamo, su queste pagine, per l’amico Fabio.

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Prima di congedarmi da questa rubrica alla quale sono affettivamente legato non potevo dimenticare di dedicare un pezzo ad una terra che amo profondamente: la Sardegna. Un amore mai vissuto, compiutamente, fino in fondo come avrei voluto. Per sport e per lavoro ho perso il conto di quante volte ho messo piede su questa splendida isola. Più raramente per le vacanze in quello straordinario paesaggio di spiagge e di mare che la circonda.

Natura incantata, panorami mozzafiato. Il rimpianto è di aver sempre mancato l’occasione di una trasferta diversa, di un’esperienza più intima ed attenta, un viaggio nomade ed errante alla scoperta della Sardegna più selvaggia, vera ed autentica. Spero, quanto prima, di poter esaudire questo mio forte irresistibile desiderio. Nel frattempo eccovi un serie di assaggi senza schema che in quest’ultimo mese, ho voluto dedicare ad alcune bottiglie e produttori che vorrei incontrare e conoscere. Di uve di cui avevo solo sentito parlare o letto come nel caso del Nuragus. Una passarella ispirata solo ed esclusivamente dal richiamo dei grandi vini di questa terra. In ordine sparso segue il mio appassionato resoconto.

Prima, però, permettetemi di salutare e ringraziare gli amici dell’AcquaBuona per avermi ospitato e dato l’opportunità di esprimermi attraverso questa rubrica, sempre con autonomia e totale indipendenza. E Voi lettori, naturalmente, per aver avuto la pazienza di leggermi. La scrittrice americana Fran Lebowitz
pare che una volta abbia detto “le grandi persone parlano di idee, le mediocri di cose, e le semplici di vino.” Mi piace continuare a pensarla così.

Semidano di Mogoro DOC Anastasia 2008Cantina Sociale Il Nuraghe

Mogoro è uno dei più importanti centri della provincia di Oristano, situato in un areale ricco di terre fertili, particolarmente vocato alla coltivazione della vite. Un paesaggio collinare percorso da torrenti e ricoperto da una rigogliosa vegetazione. Fondata nel lontano 1956 da un piccolo gruppo di viticoltori, animato dalla volontà di portare avanti una produzione artigianale di qualità, la Cantina il Nuraghe coltiva, oggi, ben 450 ettari di vigne. Buona parte sono ancora allevate con il classico sistema ad alberello ed impiantate con i più rappresentativi vitigni locali: Monica, Nuragus, Malvasia, Moscato, Vermentino e Cannonau. Il Semidano di Mogoro DOC è, sicuramente, un vitigno minore ed il bianco meno conosciuto dell’isola. Esempio spiazzante, unico ed originale, di biodiversità. Incoraggiati dai consigli di Luigi Veronelli, capitato in azienda ai tempi di un particolare concorso enograstronomico che si teneva ad Oristano, “Su Talleri D’orau”, i soci della cantina hanno voluto recuperare e reimpiantare, nel rispetto della tradizione, con passione e dedizione, questo antico e nobile vitigno che rischiava l’estinzione. Nuragus in purezza dallo straordinario rapporto qualità-prezzo si presenta nel bicchiere in una veste brillante di un giallo vivo e luminoso. Fruttato e leggero al naso. Di apprezzabile precisione, pulizia e raffinatezza realizzativa. Alcool contenuto (12% vol.) che rivela una struttara snella e scorrevole al palato. Finale sapido e fresco. Impareggiabile aperitivo, da frutti di mare e pesci delicati.

Vermentino di Gallura DOC Petrizza 2008Tenute Masone Mannu

Azienda agricola sarda che già dall’antico nome logudorese che significa “grande proprietà” esprime tutta la potenzialità e la ricchezza dei suoi 60 ettari nel cuore della Gallura in Località Su Canale (Monti) ai piedi della collina Cascione, a dieci chilometri da Olbia. Attualmente sono impiantati a vite 17 ettari, di cui 13 a Vermentino, i rimanenti a Cannonau, Carignano, Bovale Sardo, Malvasia. Sima ad una altitudine di circa 120 metri sul livello del mare. La zona è caratterizzata da un favorevole microclima, alimentato dalla brezza del mare, distante solo pochi chilometri, e protetto da una fascia di macchia tipica mediterranea con boschi di sughera e roverella, lasciati allo stato naturale sulla restante superficie della tenuta. Da uve Vermentino in purezza il Petrizza incarna molto bene il DNA varietale di questo vitigno. Il mosto, dopo una pigiatura e pressatura soffice, viene fatto decantare ed avviato alla fermentazione che può durare fino a due settimane. Successivamente il vino matura in serbatoi d’acciaio, in vasche vetrificate ed una piccolissima parte in barriques di secondo passaggio insieme ai suoi lieviti fino a febbraio, periodo che precede l’imbottigliamento. Giallo paglierino dai riflessi intensi. Al naso si percepiscono gradevoli suggestioni minerali con profumi di agrumi, fiori bianchi e sentori di macchia mediterranea. Al palato ritornano le note fruttate ed agrumate. Il finale è di buona lunghezza. Bianco piacevole dalla beva disincantata ed appagante.

Carignano del Sulcis DOC Piedefranco 2007Calasetta

Calasetta, è la seconda città dell’isola di Sant’Antioco nel sud-ovest della Sardegna. Il centro abitato è poggiato su una collinetta che scende fin verso il porto. Nel paese è presente una delle più antiche cantine sociali dell’isola, la Cantina sociale di Calasetta che produce interessanti vini tra cui questo singolare rosso da uve carignano da vigne a piede franco. Dal 1932 la cantina provvede alla raccolta e alla lavorazione delle uve deisoci. Da allora, quel manipolo di 13 viticoltori che ha dato vita alla Cantina è aumentato fino ad oltrepassare oggi la soglia dei 300 conferitori. Nonostante i recenti riconoscimenti la Cantina continua a vivere un periodo difficile che ha determinato l’uscita di alcuni conferitori. Questo vino nasce da rese bassissime e peculiari condizioni pedoclimatiche tali da conferire un carattere speciale ed una forte personalità espressiva. Concentrato sin dal colore rubino carico e denso. Il profilo olfattivo si distende tra ricordi di frutta rossa matura, alcol e spezie. Al palato è pieno, corposo. Il finale agile e scattante grazie alla buona acidità che ne supporta la beva. Da piatti forti e robusti tipici della cucina tradizionale sarda: su malloreddus al ragù di capra.

Cannonau DOC Mamuthone 2007Azienda Agricola Sedilesu

Giuseppe Sedilesu acquista, trenta anni fa, il primo ettaro di vigneto coltivato direttamente con l’aiuto dei tre figli. L’azienda può contare, oggi, nell’agro di Mamoiada 10 ettari di vigneto, prevalentemente, a Cannonau. Per la maggior parte si tratta di vecchi impianti, di oltre 50 anni. Mamoiada è posta a 650 metri sul livello del mare giusto al centro della Barbagia. I terreni della zona sono d´origine granitica molto ricchi in potassio. La forma d´allevamento è l´alberello, sistema che garantisce, con l’età delle piante, rese basse ed un’elevata qualità. I trattamenti sono fatti unicamente con rame e zolfo e sono molto limitati. In cantina si cerca di preservare ed esaltare la tipicità e l’unicità della materia prima con l’utilizzo di fermentazioni naturali ad opera dei lieviti indigeni. Quindi lunghe macerazioni ed affinamento in botti di rovere di varia grandezza. I Mamuthones sono la maschera tradizionale originaria, proprio, di Mamoiada. Una figura avvolta nel mistero. Il loro nome deriva probabilmente dalla parola maimone che anche in altri dialetti italiani indica il diavolo. Il Mamuthone cerca di conciliare la possenza materica ed alcolica del Cannonau con una ricercata eleganza. Integrità e definizione nel frutto. Complessità minerale e speziata a contorno. In bocca è voluminoso ed avvolgente senza sacrificare la beva. Buona la freschezza e l’impronta tannica. Da accompagnare ad un pecorino stagionato, sardo naturalmente.

Cannonau di Sardegna DOC Riserva Josto Miglior 2005Antichi Poderi Jerzu

Nel 1950, per interessamento del medico condotto di quei tempi, Josto Miglior, e con l’aiuto di altri illuminati Jerzesi, venne fondata la Cantina Sociale di Jerzu. Quarantacinque soci con i migliori e più antichi poderi di Jerzu che si dedicavano e lavoravano le uve Cannonau ricavandone l’omonimo vino. La Cantina è ubicata in Jerzu, paese situato a circa 500 metri sul livello del mare lungo la costa orientale nel cuore dell’Ogliastra, una delle zone più suggestive della Sardegna. La Riserva Josto Miglior è una selezione delle migliori vigne aziendali. Un rosso dal bel colore rubino, denso e compatto. I profumi sono intensamente fruttati. Di ciliegia rossa sotto spirito. Il profilo si arrichisce, con l’ossigenazione nel bicchiere, di sentori speziati, erbe aromatiche e note tostate di caffè. Anche in bocca l’impatto è deciso. Notevole è la struttura. Tannino ed acidità ne ravvivano la dinamica gustativa. Lungo e persitente, grazie alla spiccata sapidità minerale, nel finale. Sul tradizionale maialino di latte al forno.

Vernaccia di Oristano Doc Riserva 1980Josto Puddu

La superficie vitata dedicata, nella sola provincia di Oristano, alla vernaccia è stimata in circa 400 ettari. È diffusa nella Bassa Valle del Tirso ed allevata, secondo tradizione, ad alberello. La Vernaccia di Oristano rappresenta, da sempre, un vino culto dell’enologia sarda e non solo. Per la sua particolarità produttiva rientra in quella tipologia di vini – cosìddetti ossidativi – che, in questi ultimi anni, non ha incontrato un particolare favore da parte del pubblico dei consumatori. Per la complessità e la finezza che è, invece, in grado di esprimere meriterebbe sicuramente una maggiore attenzione sia da parte degli appassionati che della critica. La Riserva 1980 di Puddu non è una rarità o una bottiglia d’antan ma una bottiglia, attualmente, acquistabile in enoteca, tra l’altro ad un prezzo decisamente accessibile considerato il millesimo di riferimento. Fin dal 1962 l’attività di questa cantina consisteva nell’acquisto di piccole partite di Vernaccia di Oristano. E la Vernaccia è rimasta il vino simbolo di questa azienda. Alla vista si presenta color ambra di invidiabile ed apprezzabile vivacità cromatica. Al naso esprime buona personalità e grande persistenza aromatica che si aprono con note di frutta secca ed uva passa. A seguire sentori di miele ed aromi di liquirizia, spezie ed una leggera nota animale. In bocca freschezza acida ed una piacevole morbidezza donano un perfetto equilibrio di senzazioni. Il finale è davvero lungo e persistente. Può essere bevuta come aperitivo o, da sola, come fine pasto.

Nella prima immagine Fabio Cimmino in una foto scattata a Palermo il 17 novembre 2006 durante la manifestazione Degustivina

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