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Grano: ogni ettaro costa 300 euro in più!

AL VIA CICLO INCONTRI DEDICATI AL “PROGETTO FILIERA AGRICOLA TUTTA ITALIANA”

Parte da Santa Luce il ciclo di incontri rivolti agli agricoltori per presentare il progetto di una filiera agricola tutta Italia in risposta alla crisi che attanaglia anche il mondo agricolo. Incontri a Pomarance, Volterra e San Miniato.

Coldiretti risponde alla crisi con progetti ed idee:

Consorzi Agrari, cooperative, filiera corta per riaffermare la nostra agricoltura.

Fabrizio Filippi, Presidente Provinciale Coldiretti:

“Un progetto serio per ridare valore al Made in Italy, e ai prodotti pisani”.

A rischio la prossima stagione dei cereali utilizzati per la pasta e il pane. La crisi colpisce duro le imprese agricoli pisane, in particolare della Valdicecina, Valdera e le colline pisane dove sono concentrati i due terzi delle realtà cerealicole del territorio. Un dato confermato dal Consorzio Agrario di Pisa che monitorizza, attraverso gli acquisti da parte degli agricoltori, l’utilizzo di concimi calato del 30% e delle semine rispetto al 2008. Per ogni ettaro seminato a grano duro che costa, in termini monetari, tra gli 800-900 euro, gli agricoltori ne raccolgono solo 600-700. Un gap enorme: intorno ai 300 euro di perdita per ogni ettaro coltivato. E’ una situazione insostenibile per uno dei comparti agricoli più importanti della Provincia che produce ogni anno 11 mila 600 tonnellate di frumento tenero e 49 mila 650 tonnellate di frumento duro, e che ha bisogno, più che mai, di un progetto che lo riporti al centro della filiera agroalimentare. Ed è proprio da questa esigenza che la Coldiretti Provinciale (www.pisa.coldiretti.it) ha organizzato, su tutto il territorio provinciale, un ciclo di incontri, rivolto a tutte le imprese del territorio per presentare il progetto della “Filiera agricola tutta italiana” e le iniziative per affrontare la crisi utilizzando gli strumenti dei consorzi agrari, recentemente riuniti sotto l’holding “Consorzi Agrari d’Italia“, le cooperative che tornano ad essere centrali e dei mercati di “Campagna Amica” che stanno nascendo in tutta la Provincia. Dopo Pisa, toccherà a Pontedera, Volterra e San Miniato. La strada scelta, dopo le mobilitazioni nazionali e regionali che hanno portato ad importantissimi vittorie, è quella “delle idee e dei progetti – spiega Roberto Franchini, Direttore Provinciale Coldiretti – la crisi va affrontata portando soluzioni, e non solo scendendo in piazza. Una soluzione che abbiamo utilizzato quando era il momento giusto. Ora è il momento di affrontare i problemi. Coldiretti lo fa con un progetto serio, quello della filiera corta, capace di riportare al centro del meccanismo che porta i prodotti in tavola, il vero Made in Italy, e i prodotti pisani”. Il ciclo di incontri partirà, lunedì 16 novembre alle 21, nella sala riunioni della Cooperativa Produttori Agricoli Pieve di Santa Luce. A seguire tappe a Pomarance (giovedì 19 alle 16 presso Teatro dei Coraggiosi in via Gramsci), Volterra (giovedì 19 alle ore 21 presso Sala Parrocchiale Via Guarnacci), San Miniato (giovedì 26 alle ore 21 presso Sala Parrocchiale Chiesa di San Martino in San Miniato Basso), Pisa (lunedì 3 alle ore 21 presso la Sala del Consorzio Agrario in via Aurelia Nord) e Pontedera (martedì 1 Dicembre alle ore 21 presso Università della terza età via della Stazione Vecchia).

“Appuntamenti per informare le imprese – spiega ancora Franchini – su come è possibile uscire da questa spirale congiunturale. La crisi è evidente ma è una battaglia che non possiamo perdere”. Ed è proprio l’analisi del settore dei cereali che ha accesso l’iniziativa. “Chi ha seminato e raccolto la passata stagione – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Provinciale Coldiretti – lo ha fatto in perdita secca. Il 2010, alla luce del mercato del grano duro, pagato oggi 18 centesimi al chilo agli agricoltori mentre la pasta raggiunge in media a 1,4 euro al chilo, con un ricarico di circa il 400%, se si considerano le rese di trasformazione, parte decisamente male. Nonostante le quotazioni del grano siano scese su valori inferiori di ben 1/3 rispetto allo scorso anno, il prezzo della pasta è rimasto invariato. Ne ha solo beneficiato la grande distribuzione. E’ una beffa per l’impresa e per il consumatore finale. Con la filiera agricola tutta italiana, i mercati e le iniziative a km zero, anche la pasta troverà un nuovo mercato”. I segnali più preoccupanti arrivano a monte. Dal mondo dei consorzi che quotidianamente hanno rapporti con le imprese e con gli imprenditori agricoli. “Il calo – spiega Michele Conti, Direttore del Consorzio Agrario di Pisa – è stato evidente già nel 2008 nonostante il prezzo dei cereali non era poi così basso come oggi. E’ in atto una riduzione molto importante dei mezzi tecnici come i concimi, segno che la crisi sta scoraggiando le imprese ad investire. Si parla di un 30% in meno rispetto al 2008 che era stato già un anno non positivo con il costo del concime salito fino a 100 euro il quintale. Oggi costa un terzo, intorno ai 30 euro, ma il suo utilizzo è sempre molto ridotto. Le imprese preferisco recuperare in primavera con gli azotati. E risparmiare prima. A risentirne però è la qualità del prodotto”.

Per informazioni contattare la sede Coldiretti Provinciale allo 050-526018, via email scrivendo a pisa@coldiretti.it

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