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Riscaldamento globale: il colpevole è il vino!

Dopo inutili interventi, rivelatisi soltanto squallidi palliativi, sembra che i potenti, riunitisi a Copenhagen per la conferenza sul clima, abbiano individuato finalmente il vero colpevole del riscaldamento globale. La risposta sarà dura e rapida ma necessaria. Cercate di finire in fretta tutte le scorte che avete!

Prime grandi rivelazioni al congresso sul clima di Copenhagen. In modo leggermente subdolo le nazioni più potenti del mondo hanno subito cercato di fare ridurre le emissioni di anidride carbonica soprattutto ai paesi in via di sviluppo. D’altra parte, le nazioni africane, ad esempio, sono già abituate a non avere luce elettrica e altre diavolerie moderne, per cui tanto vale che continuino su quella strada. Inspiegabilmente, qualcuno si è un po’ arrabbiato e il piccolo gioco di prestigio è stato scoperto. Poco male. Ben altre meraviglie stavano aspettando di essere divulgate alla società civile in grande ansia. La CO2 deve essere eliminata entro il 2050! Probabilmente per quella data il petrolio sarà già comunque diventato una rarità (anche lui prima o poi deve finire…) e smetterà di dare fastidio alla povera Terra malata, senza bisogno di trattati speciali. E’ meglio comunque non dirlo e dedicarsi ad inventare tasse sempre più pesanti a carico dei malefici inquinatori.

E qui viene il bello. Cari amici, lo sapete che la vostra respirazione è uno dei peggiori e diabolici inquinanti? A ogni respiro immettete nella nostra delicata atmosfera una dose micidiale di anidride carbonica. Qualcuno in realtà aveva già proposto il divieto di respirazione o almeno di permetterla solo a giorni alterni. Il lunedì, mercoledì e venerdì a chi aveva la prima lettera del nome compresa tra A e M, il martedì, giovedì e sabato agli altri. La domenica tutti a bocca e naso chiuso! Politici a parte, ovviamente. Purtroppo questa democratica soluzione non è stata accolta all’unanimità. Si era pensato allora di vietare di respirare solo ai paesi del terzo mondo: tra i tanti decessi giornalieri qualche milione in più o in meno non avrebbe fatto scalpore. Nonostante l’apparente genialità di questo sistema, qualcuno sollevò dei dubbi. Chi si sarebbe dedicato ai lavori più umili? E chi avrebbe estratto le ricchezze del Congo e degli altri paesi africani da servire poi su un piatto d’argento ai paesi più potenti e bisognosi di ricchezza in cambio di qualche inoffensivo fucile da usare nei divertenti giochi di guerra ai quali, con grande senso etico, sono invitati anche i bambini? No, era una strada troppo pericolosa. Meglio aumentare le tasse a chi usa l’automobile, un lusso da pagare sempre più caro. E non dite che la cosa vi sembra assurda solo perché da un lato vi si istiga a comprare almeno tre automobili a testa per salvare le sempre più povere case automobilistiche e dall’altro vi si punisce come “untori” di manzoniana memoria. Voi non dovete pensare troppo, basta che obbediate.

Tuttavia, queste strategie non sono state sufficienti: i mari si alzano di metri ogni anno; il ghiaccio si trova ormai solo nelle gelaterie; la neve è diventata calda; e via dicendo. Bisognava trovare un altro colpevole! Meglio se già tartassato e indebolito.

Tra i brillanti e geniali studiosi che si dedicano con esemplare spirito altruistico a trovare alchimie sempre più strane e impensabili per dimostrare che il nostro pianeta ha ormai pochi giorni di vita, dimenticando forse che nei quattro miliardi e mezzo di vita ne ha viste anche di peggio, ve ne è stato qualcuno che ha riaperto qualche vecchio libro di chimica elementare. Ed è anche riuscito a capire cosa c’era scritto. “Fermentazione alcolica”…? Sì, sì, era qualcosa che aveva a che fare con il vino… ne era quasi sicuro. Ma quella formula era veramente illuminante e sconvolgente!

C6H12O6 => 2 C2H5OH + 2 CO2

La parte a sinistra era ovviamente il glucosio (lo zucchero insomma). Il primo termine a destra era l’alcol etilico. E su quello si era già lavorato abbastanza per tassare i peccaminosi guidatori alcolizzati che scorazzano per le strade nascondendo nel loro stomaco anche due bicchieri di vino. Ma… il secondo termine era ancora più mostruoso. Era lei! La terribile, diabolica anidride carbonica! Il male del secolo, l’assassina del pianeta. Bisognava intervenire al più presto e senza indugi. Non si poteva permettere che quella bevanda malsana inquinasse la nostra limpida e innocente atmosfera.

Si è scritta, in gran segreto, una legge da fare applicare con la massima severità. Sarebbero stati multati e messi alla gogna (e magari giustiziati) tutti i produttori di vino che non fossero riusciti a eliminare dalla formula quel secondo e ignobile termine. Facessero quello che volevano, ma la CO2 non doveva essere liberata, anche a costo di rivoluzionare la chimica. Magari mettendo delle speciali museruole alle botti o incanalando l’anidride carbonica nei sotterranei delle cantine. Con poche decine di migliaia di euro o dollari o quello che volete, ci possono senz’altro riuscire: basta volerlo e pensare al bene del prossimo.

Tra pochi giorni questa risoluzione sarà presentata direttamente a Copenhagen e nel giro di qualche mese sarà resa pubblica. L’ONU la adotterà sicuramente. Probabilmente non ci sarà bisogno di attuare altre restrizioni. Peccato soltanto che i paesi del terzo mondo non producano grandi quantità di vino…

Ancora una volta il vino riesce a venire in aiuto dell’umanità: basta non produrlo e non berlo!

Ah, se se ne fosse reso conto già Dioniso, la Terra non si sarebbe ridotta nella tragica situazione odierna! Attendiamo comunque con ansia le decisioni dei potenti, nostri unici e veri protettori.

Nel frattempo…acqua in bocca!

P.S.: ovviamente, come al solito, queste considerazioni sono frutto solo e soltanto della mia perversa visione del mondo…

3 Comments

  • Luciano ha detto:

    E bravo Enzo!
    Geniale come al solito!

    Auguroni!!!!

  • Giovanna ha detto:

    grazie! hai colorato la mia giornata!

  • Cristina ha detto:

    Non c’è proprio da scherzare su una faccenda così seria. Aspettiamo quindi in un brevissimo futuro un referendum abrogativo sulla pratica della viticoltura o meglio sulla vinificazione.
    O forse no, tanto sono già tutti d’accordo per cui non occorre consenso popolare ( per la salute dei cittadini…) e basterà un provvedimento!
    Poveri noi….

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