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Toscana Rosso IGT Langravio 2007 – Tenuta Belvedere

Sottozona/cru: vigneti in Rosano – Rignano sull’Arno (FI)

Data assaggi: dicembre 2009

Il commento:

Non ci vuole poi tanto a capire quanto vada fiero della sua (calibrata) veracità, sia pur dissimulata nelle forme aggraziate di un vino flemmatico e rigoroso. Fin dai profumi ne apprezzi la sincera toscanità, una toscanità senza sbavature né ridondanze, semmai “riflessiva” per troppa gioventù ma dai sicuri appigli territoriali. Sono viola, ciliegia e spezie ad incrociare gli umori con le note balsamiche, ghiandose e soavemente fumé che se ne escono all’aria. Di lui mi colpiscono la schiettezza, la profondità del suo rubino, l’assenza di forzature, la naturalezza con cui palesa la sua giovanile baldanza. Non una voce di troppo qui, bensì una propositiva franchezza, impettita dalla verve acida e rivitalizzata dalla matura impalcatura tannica, a decretare quel finale asciutto, saporito, vibrante, a “prova di beva”. Dopo un giorno il tatto si fa più carnoso e seducente. Dopo due giorni non perde un grammo di espressività, puntando dritto all’eleganza.

Sapete che c’é? C’é un vino senza filtri nel mio bicchiere di oggi, che riesce a plasmare la proverbiale grintosità (a tratti persino burbera) dei Chianti d’antan sulle movenze tipiche di un vino curato ma senza tecnicismi. Dentro una insolita bottiglia da un litro – tiratura limitata (1500 bottiglie) e prezzo non banale (45 euro) – una sorpresa bella, tanto da scorgervi l’autenticità e l’orgoglio.

La chiosa:

Leggo sulla controetichetta il nome della vigneronne, Caterina Ferroni, del cantiniere Gianluca Lunardi e dell’enologo Filippo Ferrari (sua la Fattoria Le Sorgenti di Bagno a Ripoli). Leggo poi di sangiovese (prevalente), mammolo, canaiolo e colorino, provenienti da una vigna trentenne rigenerata alle attenzioni di una agricoltura naturale con influssi biodinamici. La mia conoscenza attuale non va oltre. Un po’ pochino, direte voi. Sì, ma ho come la sensazione di avere a che fare con un  “vino parlante”. E ad un vino parlante servono poche parole a commento. Servono, quelli sì, un bagaglio tutto nuovo pieno di curiosità e la voglia di partire ancora, per cercare di capire se esiste, e dove sta di casa, la spiegazione di tutta questa luce.

4 Comments

  • andrea gori ha detto:

    bravissimo fernando! l’ho bevuto al vinitaly e in un altro paio di occasione in anteprima e ha stregato pure me…
    sarà la moda dei biodinamici!!!! 😉

  • filippo ferrari ha detto:

    grazie Fernando, sono stergato della descrizione che hai fatto del nostro ” ragazzo ” !!! hai rilevato tratti che noi conosciamo bene e per i quali non abbiamo mollato quelle vigne!! grazie e alle prossime annate!!!

  • PATISSO COSIMO ha detto:

    CIAO FILIPPO, LA DESCRIZIONE DEL TUO VINO MI HA COLPITO….
    MI PIACEREBBE CONOSCERLO DA VICINO, MI SAI DIRE SE E´PRESENTE SUL MERCATO TEDESCO? IO VIVO IN BAVIERA E LAVORO COME SOMMELIER IN UNA TRATTORIA.
    INTANTO AUGURO A TUTTI UN FELICE ANNO NUOVO!

  • filippo ferrari ha detto:

    gentile Cosimo, buon anno.

    Langravio ancora non è presente nel mercato tedesco perchè inizieremo solo adesso a commercializzare la prima annata, la 2007.

    se ritieni opportuno, sentiamoci per mail e ci organizziamo per spedirti un campione. saluti a presto info@tenutabelvedere.it

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