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Terre di Toscana e i suoi territori: San Gimignano, Montepulciano, Orcia

In questa serie di articoli descriviamo i territori che saranno presenti alla terza edizione di Terre di Toscana, grande evento-degustazione che si terrà a Lido di Camaiore il 7 e 8 marzo prossimi. Tutte le informazioni sul nostro appuntamento le trovate qui.

Quante espressioni del vino toscano albergano nella provincia di Siena! Alcune di grande storia e tradizione, altre più recenti ma non meno propositive. Comunque tante, e ci si sorprende sempre a riflettere su quanto sia variegata la vocazione enoica di questi 4000 chilometri quadrati ripartiti in 36 comuni. Del Chianti Classico “senese” abbiamo già parlato; presto parleremo del “sommo” Montalcino. Qui raggruppiamo altri tre territori che saranno ben rappresentati a Terre di Toscana: San Gimignano, Montepulciano e Orcia, che si intrecciano con l’ampia area del Chianti Colli Senesi.

Sebbene il nome del vino di San Gimignano venga declinato anche in rosso, sia con il Chianti che con una apposita DOC, è di uva vernaccia che si comincia a parlare già nel tredicesimo secolo, ed è la Vernaccia che viene identificata con questo famosissimo borgo e con la sua area. Solo recentemente, però, si è presa coscienza che essa abbia tutte le carte in regola per diventare un bianco di razza, soprattutto grazie ad un Consorzio che si è rimboccato le maniche e ha deciso che non erano più sufficienti le torri in etichetta, ma bisognava per prima cosa conoscere in profondità per poi promuovere consapevolmente questo storico vino.

E i frutti cominciano a vedersi, grazie ad un numero crescente di produttori che hanno capito potenzialità e limiti dell’uva con cui hanno a che fare e riescono a “cavalcare” sempre meglio le sue doti, non pretendendo quello che essa non può dare. In testa c’è senza dubbio Giovanni Panizzi, questo generoso lombardo che ormai ha spostato la sua attività e la sua vita in Toscana. A lui si deve in particolare la dimostrazione, perché nella sua cantina ve ne sono testimonianze “liquide” testate in più di una degustazione, della longevità della Vernaccia. E di Panizzi, oltre alla Vernaccia “base”, non si possono perdere la Riserva e la Vigna Santa Margherita. Bianchi di livello assoluto sono anche le Vernaccia di Montenidoli della bravissima Elisabetta Fagiuoli: Tradizionale, Fiore, ma soprattutto Carato, sono capaci di mettere d’accordo gran parte della critica su giudizi di eccellenza. La Fattoria Cusona invece è il cuore delle Tenute Guicciardini Strozzi, e da qui proviene un’altra Vernaccia Riserva di razza, anche se non vanno dimenticati la Vernaccia Cusona e gli importanti rossi (il sangiovese Sodole in particolare). Più che affidabili infine, e dal superbo rapporto qualità prezzo, le Vernaccia di Palagetto (“base” e Santa Chiara), una azienda che ricorderemo anche parlando di Montalcino.

Una delle “capitali” storiche del vino Toscano è senz’altro Montepulciano, che custodisce una delle più importanti declinazioni del sangiovese, qui chiamato prugnolo gentile. Fra gli interpreti più fedeli al territorio c’è sicuramente Boscarelli della famiglia De Ferrari, i cui vini sono sempre eleganti, affascinanti e riconoscibili grazie ad uno stile ormai divenuto inconfondibile. Bello innanzitutto il Rosso di Montepulciano Prugnolo, anche se sono il Nobile di Montepulciano Riserva e, ancor di più, il Nocio dei Boscarelli, che si piazzano sempre fra i migliori conseguimenti nell’ambito della tipologia.

I paesaggi del vino, se parliamo della provincia di Siena, sono spesso fra i più incantevoli che si possa immaginare. D’altra parte la Val d’Orcia, che a sud di Siena si incunea fra Montalcino e Montepulciano, rappresenta nell’immaginario collettivo quanto di più magico si possa trovare in Toscana (e quindi in Italia) e non sembrava dunque aver bisogno di vigneti per abbellirsi ancora di più. E invece eccoci a parlare (e ad assaggiare) anche i vini di questa zona e di questa DOC emergente. Vini che in breve tempo hanno fatto passi da gigante nella direzione della qualità e della caratterizzazione. E a Terre di Toscana abbiamo il piacere di avere due “fari” della tipologia, Sedime di Marco Capitoni, che ha stupito tutti per la bontà dei suoi Orcia Rosso Frasi (sangiovese, colorino e canaiolo) e Capitoni. E l’azienda Poggio Grande, che va registrando belle prestazioni grazie a vini stilizzati, ben estratti, freschi e scattanti. Come l’Orcia Rosso Sesterzo (sangiovese d’alta collina in purezza) o il succosissimo Syrah,

TERRE DI TOSCANA, TERZA EDIZIONE

Domenica 7 marzo, ore 12-19 degustazione
ore 21 grande cena in compagnia dei vignaioli e dei loro vini
Lunedì 8 marzo
, ore 11-18 degustazione

Ingresso € 20 (€ 15 per soci AIS, Fisar, ONAV, Slow Food e per gli iscritti al notiziario de L’AcquaBuona, che riceveranno a tal fine un messaggio di posta elettronica in prossimità dell’evento). Nel prezzo di ingresso sono compresi il bicchiere da degustazione e la taschina portabicchiere.

Per accredito stampa o per ricevere l’invito omaggio dedicato agli operatori scrivere a info@acquabuona.it

Gli altri articoli:
Il Chianti Classico “fiorentino”
Il Chianti Classico “senese”
Maremma (grossetana), Lucchesia, Massese

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