Sei aziende da nord a sud: territori a confronto

Di • 24 feb 2010 • Rubrica: Il vino in dettaglio 4 commenti
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OSPEDALETTO DI PESCANTINA (VR) – Ho gironzolato per la mia Toscana, prima a Montepulciano e dopo a San Miniato, poi ho fatto un salto in Valpolicella ed ho proseguito per Monforte d’Alba. Poi ho ridisceso lo stivale, fino in Umbria, a Montefalco. Ed alla fine, spinta dalle mie origini meridionali e con l’attaccamento viscerale al coinvolgente sud, sono sbarcata in Sicilia, alle pendici dell’Etna. E tutto in quattro ore! Teletrasporto? Assolutamente no. Solo potere di chi, in una frizzante giornata di inverno ha voluto schierare, dinanzi alla stampa nazionale, sei produttori di sei zone diverse in una degustazione dal titolo più che calzante: “territori a confronto”. Riccardo Gabriele, organizzatore dell’evento, è riuscito a regalarci una bella fotografia vinosa della nostra Italia ed a farci entrare nell’anima dei produttori. Noi giornalisti enogastronomici, si sa, siamo fortunati e ad attenderci nel cuore della Valpolicella classica una nuova struttura, Villa Quaranta, di proprietà dell’azienda Tommasi, tra le più significative realtà vinicole del Veneto.

Villa Quaranta è un albergo a quattro stelle. E fino a qui, potremmo dire, niente di nuovo: ma ciò che lo rende particolarmente attraente è l’acqua che scorre sotto le sue fondamenta, acqua termale naturale che inonda tre vasche, una con percorso idromassaggio e due con cromoterapia e idromassaggio. Anche nell’area Thermarium c’è di che sbizzarrirsi con sauna finlandese, bagno mediterraneo, calidarium, percorso kneipp, docce emozionali e la gelida grotta di ghiaccio. Se poi si è scelto di alloggiare in una suite, niente di meglio che rimanere in camera e godersi la jacuzzi matrimoniale!

Dopo esserci rilassati ed idratati, noi povere penne della comunicazione vinicola, ci siamo immersi nella degustazione che ha visto confrontarsi tre annate diverse per ogni azienda, con filosofia e stili chiaramente differenti l’una dall’altra. Finezza ed eleganza degne di un sangue blu, quelle scoperte attraverso Boscarelli, azienda solida ed affermata, complice del buon nome di una tra le Docg più importanti del panorama vitivinicolo italiano, Il Nobile di Montepulciano. A presentare questa realtà toscana Nicolò De Ferrari, in prima linea nella gestione dell’azienda, proprietà della famiglia dagli anni ’60: con lo spirito da combattivo e lo sguardo di chi la sa lunga su ciò che sta proponendo, ha presentato il Vino Nobile di Montepulciano Nocio dall’annata 2004 alla 2006. Il 2004 è un pezzo da novanta, un vino con le spalle forti, da atleta, ed al naso la grazia, mai immobile, di una danzatrice: il bouquet è fine, complesso ed inebriante, fatto di spezie e frutti rossi. In bocca ha una lunga persistenza, che lascia vivo il desiderio di un altro sorso.

Ad attenderci sempre in Toscana Beconcini, azienda di San Miniato (Pisa) di proprietà di Leonardo, un caparbio e paziente produttore che è riuscito, dopo anni di ricerche, a far iscrivere all’Albo Toscano il Tempranillo, con il Decreto 2754 del 12 giugno 2009. Il Tempranillo, come forse molti conoscono, è un vitigno autoctono spagnolo: in tanti forse però non sanno che cresce da sempre nelle terre di proprietà di Beconcini. Secondo ricerche supportate da Leonardo, e svolte a riguardo, il Tempranillo fu portato e piantato in queste zone in epoca lontana da pellegrini provenienti, appunto, dalla Spagna. Oggi proprio da questo vitigno nasce il Vigna alle Nicchie, un vino prodotto con uve appassite, dai profumi carichi ed intensi e dal gusto caldo anche se non troppo persistente.

A fare gli onori di casa Giancarlo Tommasi, enologo aziendale, che ha voluto offrirci tre annate di Amarone Classico, dalla vendemmia 2004 a quella 2006, mostrandoci prodotti stimolanti e con personalità. Il 2006, anche se ancora in fasce, è un vino che piace, perchè equilibrato e ben strutturato. Il 2004, dal canto suo, può contare su di un maggiore vigore, con profumi di polvere di caffè e frutti di bosco ed un gusto esplosivo.

A fare da portavoce ad uno dei vini top dell’enologia italiana, Fenocchio, azienda con sede a Monforte d’Alba (Cuneo) che vinifica da ben cinque generazioni. Giacomo Fenocchio ci ha presento le annate 2004, 2005 e 2006 del Barolo Bussia, uno dei tre Barolo prodotti dall’azienda. Il 2004 ha quel qualche cosa in più che lo lascia indelebile nella mente grazie a profumi intensi e complessi e ad una convincente trama tannica.

Dall’Umbria arriva il titolare dell’omonima azienda Giampaolo Tabarrini che ci piace definire come un moderno vigneron, ma di antica e saggia formazione. È giovane, con tanta voglia di fare, e l’entusiasmo di chi è capace ad avvicinare le persone al vino anche solo attraverso le parole. Nei bicchieri, a differenza degli altri produttori, 4 annate del suo Montefalco Sagrantino dalla 2003 alla 2006: questo perché, come ci ha spiegato, i suoi vini, dai tannini forti e vigorosi sono pronti dopo 6 anni. L’annata 2003 ha profumi che si intrecciano, ma mantengono al contempo la propria unicità, composti di spezie, caffè, sentori animali. In bocca si avvale di una potenza superba e nel retrogusto si riscopre una piacevole complessità di sapori.

Ed ecco giunti alla fine, stanchi ma soddisfatti, con una piccola azienda siciliana in località Passopisciaro, sull’Etna: a presentarci questa realtà, in evidente ascesa, Emiliano Falsini, enologo sia di Girolamo Russo che di Tabarrini. I vini in degustazione, Etna Rosso S. Lorenzo 2005, 2006 e 2007, blend di nerello mascalese e nerello cappuccino, sono caratterizzati da profumi intensi e da corpi solidi e freschi: il ’05 diverte al naso con sentori di rosa, di gelsomino, olive nere ed una lieve nota affumicata, mentre il sapore si lascia ricordare per grinta e freschezza.

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4 commenti »

  1. Sono stato alla cantina Becconcini nel mese di maggio 09 e devo confermare il valore dei suoi prodotti oltre al tempranillo
    dovete provare il Maurleo , sangiovese e malvasia nera… e il RECISO 100% sangivese da competizione … come si dice qui a Milano.!!
    Ciao

  2. Anche io ero alla degustazione. Fenocchio era superlativo. La sera prima abbiamo bevuto il 1999 Riserva Villero, altro grande vino. Così come il 1999 Reciso davvero buono. Concordo per il Maurleo, vino di grande piacevolezza. Ciao

  3. Grazie per i commenti positivi sui nostri vini. L’evento a Verona a villa Quaranta è stato una grande possibilità di arricchimento e confronto con i giornalisti presenti e con i nostri colleghi produttori!Ici vediamo al prossimo Evento!Leonardo&Eva

  4. Grazie anche a voi Leonardo ed Eva, per la disponibilità dimostrata a noi giornalisti e per tutta la passione che mettete nel vostro lavoro.

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