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Terre di Toscana e i suoi territori: Carmignano, Pisa, Montalbano

In questa serie di articoli descriviamo i territori che saranno presenti alla terza edizione di Terre di Toscana, grande evento-degustazione che si terrà a Lido di Camaiore il 7 e 8 marzo prossimi. Tutte le informazioni sul nostro appuntamento le trovate qui.

È il territorio che fa il produttore o viceversa? Domanda impegnativa, la cui risposta probabilmente può essere anche ricca di sfumature. In questa ultima panoramica vinosa parliamo di quei produttori che, pur beneficiando naturalmente ed evidentemente di un clima favorevole e di una terra vocata, si trovano a dover essere in qualche modo i “creatori”, o perlomeno quelli che rendono un territorio visibile, se non addirittura lo “inventano” per la viticoltura. Per conoscerne più d’uno ci siamo sempre resi conto di quanto sia difficile combattere pressoché da soli, cercando di convincere non solo della bontà dei frutti del proprio lavoro (ossia un compito ordinario), ma che abbia senso lavorare in quel contesto. Quanto è duro, e quanto (magari con un sospiro) si pensa sarebbe diverso avere dietro un Chianti Classico, una Langa, un Montalcino da stampare nel proprio biglietto da visita.

E a proposito di virtù combattive, non può non che venire in mente una donna davvero speciale. Si tratta di Ginevra Venerosi Pesciolini della Tenuta di Ghizzano, nel comprensorio di Peccioli; di nobile casato, a lei un padre anticipatore dei tempi ha passato le consegne nel difficile compito di produrre vino di qualità e che avesse anche una giusta visibilità, in una terra troppo a lungo ignorata come quella delle colline pisane. E al Veneroso (60% sangiovese, 40% cabernet sauvignon) che era stato il proprio biglietto da visita, un vino in servizio dal 1985 e la cui longevità è un dato di fatto, Ginevra (nel frattempo divenuta presidente della impotante Associazione Grandi Cru della Costa Toscana) ha aggiunto il Nambrot (70% merlot, 20% cabernet sauvignon, petit verdot), vino di grande carattere, il più recente Ilghizzano (sangiovese 80%, merlot), che ha dalla sua un ottimo rapporto qualità prezzo, ed ha insistito meritoriamente sulla produzione di un eccellente Vinsanto del Chianti, il San Germano.

Nello stesso comprensorio vitivinicolo, leggermente più spostato verso il mare visto che insiste sul comune di Terricciola, c’è Podernovo, scommessa toscana dei fratelli Lunelli, quelli del celeberrimo spumante Ferrari. Con l’apporto fondamentale di Corrado Dalpiaz (compagno di scuola di enologia di Mauro Lunelli in quel di Conegliano), l’azienda produce l’Aliotto (sangiovese, merlot, cabernet sauvignon) e il Teuto (sangiovese e merlot). Questa di Terre di Toscana è una ottima occasione per fare il punto, ora che le vigne stanno arrivando “a regime”.

Ancora a proposito di donne combattive, un altro esempio è Silvia Maestrelli di Villa Petriolo a Cerreto Guidi, nei pressi di Vinci, fra Firenze e Pisa, in pieno Montalbano, una zona ricca di storia ma attualmente tenuta in un angolo. Per misurarne l’intraprendenza basta ricordare che: recentemente ha introdotto e promosso un nuovo vino, il Chianti Rosae Mnemosis, con la fondamentale collaborazione di un agronomo di razza come Federico Curtaz, subito piazzatosi fra i migliori della sua categoria; sta rilanciando il suo vino di punta “storico”, il Golpaja (sangiovese e merlot); si è cimentata nella produzione di vini siciliani (anzi etnei) con la Tenuta di Fessina il cui Musmeci ha subito messo d’accordo la critica sul giudizio di eccellenza. Se aggiungiamo poi l’organizzazione di una concorso letterario annuale (Le parole del vino) e la vivace gestione di un dinamicissimo blog (Divinando), il quadro ci sembra completo….

Arezzo, e Cortona in particolare, che ospita una annunciazione di Beato Angelico ed è luogo natale del pittore Luca Signorelli, sono terre ricche di arte ma si direbbero meno vocate alla produzione di vino. E invece negli ultimi anni qualche produttore particolarmente ostinato ne ha tratto risultati notevoli. Uno di questi è Riccardo Baracchi, un vulcano di energia e di gioia di vivere che non si può che invidiare per l’ardore e il divertimento con cui si cimenta in una impresa dopo l’altra. Evidentemente non gli bastava, con l’aiuto della moglie Silvia, cuoca brillante, aver recuperato una antica casa di famiglia e averla fatta diventare Il Falconiere, un piccolo paradiso terrestre, membro dei Relais&Chateaux con stella Michelin. No, doveva anche cimentarsi nella produzione di vino, e lo ha fatto lavorando la terra e la vigna in prima persona fino a che non ne ha tratto risultati degni dell’attenzione della critica e del pubblico. Risultati che si chiamano Smeriglio Syrah, Smeriglio Merlot e Smeriglio Sangiovese, il vino di punta Ardito (syrah e cabernet sauvignon) e, ultimi “sfizi”, il trebbiano in purezza Astore e il Brut Rosé da uve sangiovese.

E terminiamo in bellezza con uno dei territori più nobili della Toscana, disseminato di Ville Medicee, che oggi conta un pugno di produttori dinamici che stanno lavorando bene. In prima fila c’è senz’altro l’azienda Piaggia, di Mauro Vannucci, che con il suo formidabile Carmignano Riserva Piaggia ha fatto ricordare a molti come questa zona fosse considerata (e ci sono documenti che lo attestano) fra le più importanti della Toscana. Da non dimenticare il Carmignano Il Sasso e il cabernet franc Poggio de’ Colli.

Altra realtà ormai ben consolidata del Carmignano è quello di Ambra, che grazie a Beppe Rigoli declina in molti modi il nome di questo vino, ma sempre in un ambito identitario ben definito. I nomi da ricordare sono i Carmignano Montefortini e S. Cristina in Pilli, e le Riserve Elzana e Le Vigne Alte di Montalbiolo.

TERRE DI TOSCANA, TERZA EDIZIONE

Domenica 7 marzo, degustazione ore 12-19, cena in compagnia dei produttori ore 21
Lunedi 8 marzo, degustazione ore 11-18

Ingresso € 20 (€ 15 per soci AIS, Fisar, ONAV, Slow Food e per gli iscritti al notiziario de L’AcquaBuona, che riceveranno a tal fine un messaggio di posta elettronica in prossimità dell’evento). Nel prezzo di ingresso sono compresi il bicchiere da degustazione e la taschina portabicchiere.

Domenica 7 marzo, ore 14-17 “Come eravamo” – Retrospettiva di vecchie annate selezionate dai produttori stessi di Terre di Toscana. Ingresso € 10

Domenica 7 marzo, ore 21 grande cena in compagnia dei vignaioli e dei loro vini, su prenotazione, € 50.

 

Per accredito stampa o per ricevere l’invito omaggio dedicato agli operatori scrivere a info@acquabuona.it

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