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Terre di Toscana e i suoi territori. Montalcino, sinonimo di sangiovese

In questa serie di articoli descriviamo i territori che saranno presenti alla terza edizione di Terre di Toscana, grande evento-degustazione che si terrà a Lido di Camaiore il 7 e 8 marzo prossimi. Tutte le informazioni sul nostro appuntamento le trovate qui.

Montalcino sinonimo di sangiovese. Ci sarebbero forse molti modi di iniziare una piccola introduzione ai produttori e ai vini di Montalcino, ma a pensarci bene forse l’equazione Montalcino=sangiovese è la più giusta, e la più attuale. Equazione storicamente non sempre valida: prima c’era il moscadello (delizioso vino da dessert) che regnava, ma poi ci fu l’intuizione di Ferruccio Biondi Santi che reagì alla sciagura della fillossera in modo geniale ma al tempo stesso obbedendo ad un concretissimo buon senso, ossia  osservando semplicemente quali delle sue uve avevano sofferto meno danni. Selezionò così il celeberrimo ¨sangiovese grosso¨, ossia il Brunello.

Da allora il rapporto fra questa uva e il vino di Montalcino è stato inscindibile. Affiancarvi uve bianche… Scherziamo? Altre uve rosse, autoctone o forestiere che siano? Giammai! Il Brunello di Montalcino (nome solenne che intreccia indissolubilmente frutto e luogo) e il Rosso di Montalcino, fratello meno impegnativo sia per chi lo produce che per chi lo beve, sono sangiovese e basta. Il sangiovese caldo della terra senese.

La grandezza di Montalcino è stata ed è la costruzione del suo “brand”, c’è poco da fare: se si nomina questo vino, se si dice che lo si è bevuto a cena, si sa che chi ci sta di fronte si metterà idealmente sull’attenti. I limiti di Montalcino? Non certo nel territorio e nell’uva, quelli hanno dato segni inequivocabili di grandezza. Nelle arbitrarietà e nelle piccole e grandi furbizie, che il brand rischiano di scalfire, o di rovinare. L’arbitrarietà di considerare troppe zone come adatte per l’uva e per il vino Brunello, quelle storiche e quelle meno: purtroppo con il terroir, con il sole, la luce e la terra non si può scherzare neanche nel “grande cono” che ha per vertice l’affascinante borgo. La tentazione di prendere quindi delle scorciatoie per fare vini che  piacciano sempre e subito, che abbiano il nome acclamato ma un ascolto facile. Scorciatoie in cui inevitabilmente ci si perde, talvolta dolorosamente.

A proposito del “cono” di Montalcino, grazie alla varietà dei produttori presenti ci sarà modo di studiarlo in tutti i suoi versanti, da quello nord che dà, o darebbe, i vini più eleganti, a quello sud, con vini più potenti. Ma è proprio vero? Agli appassionati, e quelli perdutamente innamorati del Brunello come simbolo della più coinvolgente espressione del sangiovese toscano sono tanti, l’incarico di verificare.

Altesino, azienda storica del territorio con vasta estensione di vigneti (quasi 43 ettari) posti nel versante orientale, ha fatto proprio uno stile simbolo di una modernità che non intende snaturare i caratteri del vino ilcinese, come si potrà verificare assaggiando il Brunello 2005 o la Riserva 2004. I Conti Costanti, antica famiglia patrizia senese, sono rappresentati oggi dal valente Andrea, che ha scelto di produrre vini che siano rispettosi della tradizione di Montalcino senza rinunciare alla ricerca di una “territoriale” eleganza.

La Palazzetta si identifica col bravo vignaiolo Flavio Fanti, i cui vigneti si trovano nel versante sud-est della denominazione, nell’areale di Castelnuovo dell’Abate. I suoi vini sono potenti, saporitissimi, dal fruttato caldo e avvolgente, e stanno mettendo d’accordo critica e pubblico. Siro Pacenti ha trovato nel figlio di Siro, Giancarlo, l’uomo giusto per continuarne la storia familiare ad alti livelli. E Giancarlo è uno di quelli che mette l’anima per portare avanti le sue idee. I suoi vini sono approdo felice di intendimenti “moderni”, e le doti di riconoscibilità e longevità sono carte importanti da giocarsi su tutti i mercati del mondo.

Bella realtà anche quella di Pietroso, del viticoltore Gianni Pignattai, che trae le sue uve da vigneti situati in tre versanti diversi, conferendo notevole complessità e freschezza ai vini. Podere Salicutti si identifica con l’energico Francesco Leanza, pioniere dell’agricoltura biologica a Montalcino, di cui è grande sostenitore. Quattro le vigne possedute: il Piaggione, la più precoce nelle maturazione e che dà le uve più ricche (di qui gli omonimi Brunello e Riserva), mentre da le Sorgenti, con uve a maturazione più tardiva e meno ricche, trae l’omonimo Rosso. Anche nel Podere San Giuseppe-Stella di Campalto si seguono i dettami dell’agricoltura sostenibile, in questo caso siamo anzi in pieno biodinamico. L’azienda ha come volto quello affascinante di Viola, le vigne sono esposte nel modo migliore possibile (sud-ovest, sud-est) e i vini si iscrivono di diritto fra i più interessanti e propositivi della denominazione. Sempre sulla stessa lunghezza d’onda, quella della “naturalità” , si muove il progetto enologico di Caroline Pobitzer, Jan Erbach e la loro Pian dell’Orino, i cui vini stanno assumendo nel tempo una crescente personalità.

Poggio di Sotto significa, anzi è, Piero Palmucci, figura che anche fisicamente incute una certa soggezione Fa parte di quella serie di produttori che si sono affidati al grande mastro assaggiatore Giulio Gambelli. Quindi, la classicità espressa ai massimi livelli, grazie anche ad un equilibrio tra le diverse posizioni dei vigneti. Il suo Rosso vale un Brunello, e allora il suo Brunello, o la Riserva, cosa varranno? Imperdibili. Provare per credere.

Sanlorenzo si identifica invece con un giovane scalpitante ed appassionato vignaiolo, mani da contadino e passione per internet: Luciano Ciolfi. Anche i suoi vini abbracciano uno stile classico (leggi lunghe fermentazioni e legni grandi), e l’azienda è considerata oggi una emergente di riferimento all’interno della denominazione, in particolare grazie a rossi come il Brunello di Montalcino Bramante. Giuseppe Sesti è noto fra gli appassionati perché segue le fasi lunari al fine di “cadenzare” il suo lavoro in vigna e in cantina. Luna o non luna , quel che conta è che i suoi Brunello sono fra i vini più riconoscibili e caratteriali prodotti a Montalcino. Fra tutti si staglia il Riserva Phenomena naturalmente, ma non sono da mancare le molteplici variazioni sul tema (sangiovese) proposte dall’eclettico vignaiolo.

I Tenimenti Angelini si identificano, a Montalcino, con l’azienda Val di Suga. Varie sono le disposizioni delle vigne: il bellissimo Vigneto Spuntali sta alle porte di Sant’Angelo in Colle, gli impianti più recenti si trovano invece nel versante sud-est, nei pressi della Abbazia di S. Antimo.  A Terre di Toscana si potranno assaggiare sia il Brunello Val di Suga che il mitico Vigna Spuntali.

La Tenuta Col D’Orcia può contare su una estensione vitata di oltre 140 ettari e su vini di ottimo livello, dalla impostazione classica. Da notare, in degustazione, un Brunello Riserva 2000 e, da seguire sempre con interesse, uno storico “supertuscan”, il cabernet sauvignon Olmaia. La Tenuta Collosorbo, 23 ettari di vigneti, nonostante la nascita recente (metà degli anni ’90) ha bruciato le tappe grazie alla ottima collocazione dei suoi vigneti e a una giudiziosa strategia di cantina. Sempre dalla zona sud della denominazione proviene la giovane micro-azienda Podere san Giacomo, i cui primi imbottigliamenti hanno già suscitato interesse da parte della critica.

La Tenuta Il Poggione, nel versante sud, ossia Sant’Angelo in Colle, è uno dei “capisaldi” storici del comprensorio. Una indiscutibile timbrica territoriale pervade la produzione tutta, che da un paio di vendemmie a questa parte si avvale di un ulteriore, prezioso portavoce: il Brunello Riserva Paganelli.

La Tenuta Le Potazzine di Giuseppe Gorelli –otto ettari in zona Le Prata-.  è un’altra di quelle aziende che seguono fedelmente la tradizione: lunghe macerazioni e botti grandi, e poi lieviti rigorosamente indigeni. Il risultato è un Brunello elegante, di quelli “non urlati”, bensì sempre aggraziato e di ottima bevibilità. Altro paladino dello stile classico è EnzoTiezzi, enologo di lungo corso e produttore esso stesso, che fa inoltre propri metodi “non invasivi” in cantina (niente stabilizzazione, niente filtraggio…). Da seguire attentamente il suo Brunello Vigna Soccorso, le cui uve provengono da un singolare vigneto ad alberello disposto a 500 metri d’altitudine, nei pressi del borgo di Montalcino.

Andrea Cortonesi, alias Uccelliera, è uno di quei ” ragazzi di campagna” che si sono rimboccati le maniche per far crescere il territorio di Montalcino, e ora guai a chi glielo tocca! I suoi vini sono fra i più riconoscibili e viscerali del comprensorio, e si sono ritagliati da tempo un posto al sole nel cuore degli appassionati. Da Ventolaio un Brunello d’altura, si potrebbe dire. Un altro appartente alla grande famiglia dei Fanti, Luigi, ha i suoi vigneti infatti a 500 metri d’altezza, e questo lo favorisce conferendo una intrinseca eleganza ai suoi vini, evitando sovramaturazioni anche nelle annate più calde, come si potrà verificare direttamente a Terre di Toscana confrontando le sue Riserve 2003 e 2004.

Terminando a sud, Agostina Pieri da qualche anno a questa parte va distinguendosi con una proposta enologica di razza, dove al proverbiale calore e alla proverbiale generosità dei suoi vini si affianca oggi una dinamica più brillante che non nel passato. Infine, sempre piacevole la proposta della famiglia Niccolai (cosa recente la joint venture con Panizzi, talentuoso viticoltore di San Gimignano), grazie a Brunello curati le cui uve provengono da vigneti disposti nel versante sud-orientale, a un tiro di schioppo – o anche meno – da Poggio di Sotto.

TERRE DI TOSCANA, TERZA EDIZIONE

Domenica 7 marzo, ore 12-19 degustazione
ore 21 grande cena in compagnia dei vignaioli e dei loro vini
Lunedì 8 marzo
, ore 11-18 degustazione

Ingresso € 20 (€ 15 per soci AIS, Fisar, ONAV, Slow Food e per gli iscritti al notiziario de L’AcquaBuona, che riceveranno a tal fine un messaggio di posta elettronica in prossimità dell’evento). Nel prezzo di ingresso sono compresi il bicchiere da degustazione e la taschina portabicchiere.

Per accredito stampa o per ricevere l’invito omaggio dedicato agli operatori scrivere a info@acquabuona.it

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