Il paradiso dei nasi

Di • 25 mar 2010 • Rubrica: Attualità e idee 3 commenti
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Passeggiando tra gli stand di “Terre di Toscana” ho finalmente capito che cosa rende davvero speciali eventi come questo: il naso. Il naso qui si sente in paradiso e può finalmente prendere il sopravvento sugli altri sensi. Ho capito che ogni naso è unico ma le sue caratteristiche principali possono essere raggruppate in grandi categorie: nasi lunghi, corti, esperti, giovani, fantasiosi, genuini, bevitori e sofisticati. Il vino racchiude in sè vite, dedizione, sensazioni e sogni, e per sentire ed entrare in contatto con i segreti del vino non c’è niente di meglio che un ottimo senso dell’olfatto.

Il naso è il primo che fa conoscenza col vino che splende in fondo al bicchiere panciuto, ne assimila le prime note olfattive e si fa un’idea della sua qualità e delle sue caratteristiche che poi verranno paragonate a quelle gustative, ma solo in un secondo tempo. Gli occhi sono d’aiuto ma senza il naso il vino è un liquido colorato, rosso, rosato o bianco e basta. Il naso allenato si distingue in mezzo a cento: infilato nel bicchiere per non essere disturbato da altri odori esterni, attento a carpire qualunque seppur piccolo aroma che questo nettare dona al suo bevitore. Il bicchiere si muove appena tra le mani del naso e il vino gira, si ossigena per poi immergersi di nuovo nel suo bouquet e perdercisi dentro, come in una sfera di cristallo che può ingannare l’occhio ma non il naso, quello mai.

C’è poi il naso giovane di colui che si avvicina per la prima volta ad una degustazione: è un naso nervoso, che deve per forza sentire decine di aromi differenti per non sfigurare con gli allenati. Ma è così che si perde il gusto della scoperta del suo naso, non è il cervello che suggerisce quali odori possa avere un rosso o un bianco ma è l’olfatto, e solo quello, che ci porta alla scoperta del bouquet di un vino. Non importa quanti aromi si sentano, uno, due o dieci è quello che questi aromi ci dicono che importa.

Un terzo esempio è invece il naso ficcanaso. Il naso ficcanaso non riesce a sostare nel bicchiere per più di un nano secondo, perchè poi deve lasciare spazio alla bocca per fare domande su domande al produttore, che alle volte non sa nemmeno bene che cosa gli venga chiesto o quale sia lo scopo di tutte quelle richieste. Lo scopo è semplicemente quello di creare un’idea mentale del vino poichè il proprio naso è distratto, non è capace e non vuole fondersi con l’aroma del vino ma vuole fondersi con la storia del vino e del suo produttore. Il naso bevitore è una rarità, appartiene a pochi. E’ un naso di grandi dimensioni che quasi raggiunge  il vino sul fondo del bicchiere ed anela a berlo più che ad annusarlo.

Se si osserva bene il naso bevitore si ha l’impressione che, una volta nel bicchiere, si allunghi a dismisura per potersi almeno bagnare di vino per poi diventare un naso tinto. Il naso tinto è invece molto comune. E’ riconoscibile dal suo colore rosso e dalla sua forma sorridente. E’ il naso più felice che abbia mai conosciuto, perchè è un naso vacanziero. Il bouquet dei vini gli appartiene e vola da un calice all’altro, da un produttore all’altro come un’ape, si tuffa nel vino per il piacere di farlo. Per lui il vino è diventato un’entità unica senza distinzione tranne che per il colore. Il naso tinto non va d’accordo con il naso sofisticato poichè vedono il vino in maniera diametralmente diversa, il primo come una gioia il secondo come un prodotto da sfoggiare. Il naso sofisticato sa di vino quanto di borse, annusa nel bicchiere proprio perchè sa di doverlo fare ma in realtà non sente altro che un odore qualsiasi che ricorda una bevanda alcolica. Generalmente assaggia i vini in base al proprio abbigliamento, li commenta come se stesse commentando una nuova pettinatura e usa termini francofoni per sembrare un intenditore: c’est très charmant, c’est unique, c’est parfait! Se al naso sofisticato si avvicina il naso genuino di solito si sposta per non doversi mescolare.

Il naso genuino, bè, è forse quello più autentico, è quello che si commuove davanti ad un aroma inaspettato, o che non riesce a pensare ad altro che a tutti quei vini splendidi che ha a disposizione. è un ottimista, per lui sono tutti nettari speciali e curati nei minimi particolari, sprizza armonia e felicità da tutti i pori e spesso si accompagna col naso naturalista che di solito è un po’ più diffidente: si posa solo sui vini di produzione biologica o biodinamica. In questi sente aromi di un piccolo mondo antico e di terre ancora selvagge. Ha un’idea particolare del bouquet del vino e ama scambiare le sue opinioni con il naso fantasioso che sente nel vino aromi stravaganti dettati dalla sua personale memoria olfattiva, è come se viaggiasse nel passato per ritrovare gli profumi di un viaggio, di una vacanza, del proprio gatto o di un panino dell’autogrill. Il naturalista e il fantasioso piuttosto di frequente finiscono, distesi su un prato, a farfugliare di mondi lontani e di vini che non annuseranno mai.

E per finire il naso bramoso, è un naso allenato ma allo stesso tempo dipendente dal vino, brama i suoi aromi, lo abbraccia, si fonde con lui a occhi chiusi, allarga le narici per dare più spazio ai profumi, respira profondamente  quasi fino a far venire le bolle nel vino, lo spoglia. E’ il naso più passionale che ci sia, ama carnalmente il vino e lo vorrebbe possedere con le sue narici dilatate dal piacere.

E voi che naso siete?

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3 commenti »

  1. Lola complimenti per l’articolo che lascia un bel sorriso sulle labbra e che fa venir voglia di annusare il mondo! Sono insegnante di corsi di vino ed inizio proprio con quest’argomento; il naso. Mi piace leggere ai partecipanti qualche pezzo di un libro che credo davvero unico e che abbia saputo spiegare in modo eccellente la potenza, la forza e l’unicità del’olfatto, Il Profumo di Suskind.Il mio naso???? Tinto sicuro!

  2. Grazie Roberta. Sono d’accordo con te, Il Profumo di Suskind è davvero unico e allo stesso tempo spaventoso per la sua crudezza. E’ l’esempio di quello che può fare un “naso criminale”…per rimanere in tema!

  3. Complimenti lola, mi è piaciuto moltissimo questo articolo! Sto organizzando delle cene enogastronomiche per un mio cliente e mi piacerebbe moltissimo che ci fosse qualcuno che prima dell’introduzione del somellier, spiegase come usare le proprie capacità….e non solo guardare l’etichetta ! chissà magari mi puoi aiutare!
    Grazie

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