Brunello di Montalcino Riserva 2004. C’è luce

Di • 27 mag 2010 • Rubrica: Il vino in dettaglio
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MONTALCINO (SI) – L’attesa fremente degli attesissimi Brunello Riserva 2004 ha la sua buona ragion d’essere, sotto questi chiari di luna. Sarà finalmente la volta buona? Cioè, si tratterà di selezioni reali o di vini “annata” lasciati semplicemente “vecchieggiare” in cantina un anno in più? E la sterzata stilistica in direzione del buon senso, intravista di già nei Brunello “base” 2004, dopo anni di euforici travisamenti della tipicità, troverà conferme anche qui? Infine, i chiaroscuro di giudizi critici che a fasi alterne hanno decretato l’annata “grande” per poi pensarci su e correggere il tiro in “non tanto grande”, per poi ancora ripensarci su e ricorreggere il tiro in ecc. ecc., troveranno “luce” omogenea, ovvero stabilità e coerenza? Insomma, son buone queste Riserve oppure no?

Bene, l’assaggio fitto ed esaustivo effettuato nel corso di Benvenuto Brunello edizione 2010 mi ha fornito il conforto di qualche certezza in più. Intanto che l’annata è stata davvero generosa, perché se da un lato ha consentito di portare in cantina materie prime potenzialmente ottime, soprattutto dal punto di vista “strutturale” e tannico, dall’altro non si è “dimenticata” dell’alcol, che non di rado si è divertito a turbare equilibri ostacolando la bevibilità. Ecco, trovo stia lì, nell’equilibrio con la parte alcolica, la chiave di volta su cui si giocano le sorti delle etichette più riuscite rispetto a quelle meno riuscite, senza dimenticarci poi del peso non trascurabile da attribuire alla elettività di un terroir rispetto a un altro (e su questo argomento apriti cielo!). Inoltre, se è vero come è vero che permangono alcuni casi di Brunello chiamati “selezione” solo in quanto più ostinatamente concentrati, senza nulla guadagnare in termini di profondità ed articolazione rispetto ai base; se è vero come è vero che più di un campione sembra essere un effetto alchemico di una elaborazione cantiniera raffazzonata, dove intuisci instabili gli equilibri,  è pur vero che il panorama di quest’anno brilla di lodevoli conseguimenti, peraltro orgogliosamente aderenti ai requisiti di tipicità e caratterizzazione che ci si aspetterebbe da uve sangiovese nate, cresciute e trasformate a Montalcino. Insomma, l’appassionato e l’addetto ai lavori, pur dovendo fare i conti con i prezzi delle bottiglie (che in certi casi però sono equilibrati, a fronte della reale qualità del vino che ci sta dentro), potrà trovare a mio parere un bel po’ di suggestioni interessanti che odorano di sangiovese da mettersi in cantina. Per cui, se mi si domandasse oggi se finalmente siamo di fronte a vere e proprie Riserve, risponderei più convintamente di un tempo: “sì”.

La rassegna seguente è solo un estratto dei tanti Riserva assaggiati (all’incirca 80) a Benvenuto Brunello. Su per giù intende includere quei vini che maggiormente hanno stimolato la mia penna, presentati in stretto ordine di apparizione e non di gradimento, gradimento che si muove comunque fra il buono e l’eccellente. Devo dire che in qualche caso ho voluto commentare vini per i quali, più che il mio grado di immedesimazione, mi è sembrato interessante segnalare, a mo’ di incoraggiamento, il nuovo viatico stilistico intrapreso, quando questi abbia preferito lo “smorzamento dei toni” e un registro organolettico più decisamente orientato all’equilibrio rispetto alle edizioni precedenti. Per completezza citerò anche i Riserva (in  certi casi si è trattato di selezioni) degustati che non hanno trovato in questa sede lo spazio di un commento, non senza precisare che in qualche caso i campioni presentati all’assaggio non li ho ritenuti significativi per problemi di bottiglia, assetto, tappo e quant’altro. Infine, non dimentichiamoci che mancavano all’appello alcuni papabili protagonisti. Qualche nome? Conti Costanti, Poggio di Sotto, Biondi Santi, Salicutti, Pian dell’Orino, Collosorbo, Tenimenti Angelini (con il Vigna Spuntali, che era pur presente a Montalcino ma mannaggia l’ho saltato involontariamente!)….. Per cui, grazie ai Brunello Riserva 2004, potremo vederne delle belle. Ed era ora.

BANFI – Brunello Riserva Poggio all’Oro 2004

Carnoso, grintoso, ricco ed equilibrato. Bella verve con buone infusioni di eleganza, qui dove regnano ordine e pulizia senza che mi significhino accademia. Brunello ineccepibile di chiara connotazione territoriale, che ci fa capire che un colosso come Banfi, se volesse…

BARBI – Brunello Riserva 2004

Sfruttando appieno una fase evolutiva solitamente espansiva, il Riserva di quest’anno non smentisce il pregresso conservando lo spirito dei migliori vini della maison: naturalezza espressiva, confortevole abbraccio alcolico, frutto rosso e cordiale, gradevolezza e misura. In più, stavolta -e non è così scontato- continuità di sapore, senza troppi “allargamenti” di trama.

CANALICCHIO DI SOPRA – Brunello Riserva 2004

Brunellone classico&struggente, potente e generoso. Esprit piritico-terroso senza tentennamenti. Tannini ancora vivaci per un vino che sembra possedere mezzi e tenacia per ammansirli. L’alcol tende oggi a guidare le danze. Domani vedremo.

CAPARZO -  Brunello Riserva 2004

Nel solco espressivo già tracciato con il Brunello “base”, si inserisce con dedizione e savoir faire questo elegante Riserva: cordialità, accoglienza, nitida espressione fruttata, dolcezza e rotondità al gusto, con l’alcol in leggero esubero e un briciolo di complessità  – che non guasterebbe – da guadagnarsi sul campo.

CASISANO COLOMBAIO – Brunello Riserva 2004

La cosa che mi intriga di più è quel finale contrastato, del tipo acido-salato. Perché gli dona freschezza. Poi quello sviluppo “affilato”, senza ridondanza alcuna. Non possiede forse la progressione del fuoriclasse ma è un buon sorso.

CIACCI PICCOLOMINI D’ARAGONA – Brunello Riserva Vigna Pianrosso Santa Caterina d’Oro 2004

Solarità nei tratti, con accenti più garbati e sottili, a decretare un bicchiere di notevole profondità aromatica e matura scorta tannica. Espressivo e futuribile.

DOMUS VITAE – Brunello Riserva 2004

Tonico e arioso, dà l’idea di trovarsi nella fase armonica della sua curva evolutiva. Insomma, è vino pronto, oggi. E oggi è un bicchiere davvero gustoso.

DONATELLA CINELLI COLOMBINI – Brunello Riserva 2004

Vino “consapevole”, di tecnica e cura enologica conclamate, eppure meno incaponito di altre edizioni a mostrare di sé soltanto le apparenze: seppur non troppo complesso, trova oggi un assetto equilibrato e uno sviluppo senza forzature.

FATTOI – Brunello Riserva 2004

Tratto aromatico ruspante-ferroso-”fattoiesco”, grintoso e umorale; bocca di succo e sapore, vibrante e lunghissima, dal bel corredo tannico. Grande conseguimento per un vino viscerale e struggente.

FORNACINA – Brunello Riserva 2004

Un pelo d’alcol in sovrappiù dilata all’aria i profumi, che han bisogno di tempo per “profilarsi”; poi bella scorrevolezza e finezza al palato. Rivoli di frutto candidi, solita indefessa mineralità e finale in dolcezza.

GIANNI BRUNELLI LE CHIUSE DI SOTTO – Brunello Riserva 2004

Qualche screziatura aromatica, poi buon volume e compattezza, “legnetto” ancora da digerire, tannini non finissimi ma buone energia e calore.

IL PARADISO DI MANFREDI  – Brunello Riserva 2004

Stimolante nota mineral-ferrosa, gradevole “rusticità” olfattiva e bella scioltezza al palato, che è palato puro e fresco, dai tannini dolci.

IL POGGIONE  – Brunello Riserva Vigna Paganelli 2004

Bella presenza scenica e bella tonicità; ci stanno un legno buono e un palato avvolgente. Succoso, “sentimentale”, leggermente alcolico ma di razza e nobiltà.

INNOCENTI LIVIO – Brunello Riserva 2004

Impronta classica mineral-terrosa, ottime souple e scioltezza; felpato, serio, coordinato. Solo frenato da una montata tannica irriverente.

LA COLOMBINA  – Brunello Riserva 2004

Austero, potente, coeso, determinato. Tannini incisivi e finale leggermente bruciato dall’alcol. La materia c’è.

LA GERLA – Brunello Riserva Gli Angeli 2004

Vino in chiaroscuro espressivo: alla apprezzabile eleganza del tratto gustativo corrisponde una naso preda del legno, almeno in questa fase. La finezza e il calibro di quella bocca mi spingono alla fiducia.

LA LECCIAIA – Brunello Riserva 2004

Coeso, tosto, tutto grinta e sapore. Lodevole conseguimento, da seguire con attenzione.

LA LECCIAIA – Brunello Vigna Manapetra 2004

Più  ”precisino” e meno caratteriale del Riserva, di lui mi convincono la morigeratezza dei toni (senza che siano spenti) e il cordiale abbraccio fruttato. Un Brunello che non intende urlare la sua presenza insomma, tentando semmai la ricerca del dettaglio e della eleganza. Per i risultati della ricerca magari aspettiamo.

LA PALAZZETTA – Brunello Riserva 2004

Profilo aromatico in ritardo di focalizzazione (e non è una novità per chi conosce i vini della casa) ma notevole profondità di intenti per un vino semplicemente voluttuoso, alcolico, carnoso, importante, senza impacci&impicci. Attenzione!!!

LA PODERINA – Brunello Poggio Banale 2004

Manifattura moderna finalmente senza esagerazioni: toni più garbati nella esposizione, meno cupezza nel colore, estrazione più calibrata. Veleggia dalle parti dell’equilibrio il nuovo Poggio Banale (mantenendosi distante, per l’appunto, dalla banalità). Interessanti i risvolti sapidi.

LA RASINA – Brunello Il Divasco 2004

Bella materia, gusto pieno dagli intriganti appigli sapidi. Peccato per la confezione, oltremodo marcata dal rovere e dalla estrazione generosa.

LA VELONA MONADE 90 – Brunello Riserva 2004

Grinta, schiettezza e solarità. Stimolante pure nei pertugi gradevolmente chinati, mantiene sapore e barra dritta nel nome della tipicità.

LE CHIUSE – Brunello Riserva 2004

Ancora da sbrigliarsi nelle trame, non smette i panni del vino rigoroso, austero e compassato. Al naso, nel frattempo, se ne escono curiose note di frutta esotica. Va atteso con fiducia.

LE MACIOCHE – Brunello Riserva 2004

Aromaticità singolare e caratterizzante (sono erbe aromatiche e fiori essiccati, ma anche “nuove” note di frutta esotica); coesione, sapore, droiture . Bella personalità.

LISINI – Brunello Ugolaia 2004

Elegantissimo. “Setoso” già al naso, pensa un po’ te! Stoffa fina, equilibrio e profilatura. Un soffio di bontà! Non ricordo un Ugolaia così da molto tempo.

FRANCO PACENTI -CANALICCHIO -Brunello Riserva 2004

Classe e sentimento, grip e verità. Vivace e scattante, il tannino incalza ma ha futuro.

PERTIMALI LIVIO SASSETTI – Brunello Riserva 2004

Viscerale, profondamente terroso, archetipico nell’approccio, di evidente stile classico. Deve ancora sdilinquirsi nell’eloquio ma la razza che cova sotto la senti tutta nel bicchiere.

PIAN DELLE QUERCI – Brunello Riserva 2004

Qualche velatura olfattiva non riesce a scalfire più di tanto l’anima sangiovesista di questo sorso: sapore e continuità non gli fan difetto. Lo slancio finale, condito dalla sapidità, è di quelli che lasciano il segno. Attenzione!!

PIANCORNELLO – Brunello Riserva 2004

Sottobosco, funghi e balsami danno respiro ai profumi; il rovere guida le danze al palato “(co)stringendo” un po’ il finale. Nel frattempo, brividi di sensualità fanno sperare in armonizzazioni migliori.

PODERE BRIZIO – Brunello Riserva 2004

Ricalcando le delizie del Brunello “base” anche qui ho dolcezza, eleganza e sensualità. Avvolgente e setoso, è vino curato senza sfiorare il manierismo. Potrà persino crescere nel tempo.

POGGIO ANTICO – Brunello Riserva 2004

Profilo “scuro”, freddo e compassato al primo approccio; trova maggiore scioltezza e “sentimento” se lo bevi. Ne apprezzerai allora il contrasto sapido.

POGGIO DELL’AQUILA – Brunello Riserva 2004

Bell’affresco aromatico, tipico e profondo. Dinamismo e tattilità confortanti. Una sorpresa.

POGGIO IL CASTELLARE – Brunello Riserva 2004

La compattezza della materia non sfiora la staticità. Il vino ha forza interiore, buona grana tannica e buona progressione. Bellamente terroso, si lascia apprezzare.

SAN POLINO – Brunello Riserva 2004

Tocco moderno, frutto maturo e concentrato, gusto sanguigno e saporito. Più calibro che non nelle precedenti edizioni, anche se si può fare di più in termini di dinamismo e snellezza.

SASSODISOLE – Brunello Riserva 2004

Buon impatto mineral-ferroso per un vino caratteriale, di bella presa sul palato, ben oliato in tutti i meccanismi. Niente male!

SESTI – Brunello Riserva Phenomena 2004

Profondo, terroso, artisan, “ghiandoso”. Ottima avvolgenza e continuità d’azione, saporito e futuribile. Bel conseguimento.

SIRO PACENTI – Brunello PS 2004

Prima selezione in casa Pacenti, derivante da una vecchia parcella di sangiovese situata in località Canalicchio. Il nuovo PS esibisce l’ormai proverbiale limpidezza fruttata dei vini della casa. In più ti regala equilibrio ed eleganza, sapore e continuità. Trovo qui un bonus di anima in più rispetto al solito.

TENUTA DI SESTA – Brunello Riserva 2004

Note ferrose in evidenza, mineralità e scioltezza al palato. Tende a perdersi nel finale ed è un peccato, ma le intenzioni sono buone.  Attenzione all’alcol.

TENUTA LE POTAZZINE GORELLI – Brunello Riserva 2004

Affascinante, profondo, elegante, complesso, profilato, lunghissimo. Potrei continuare. Qui lo dico e qui lo nego: a scanso di verifiche (che presto seguiranno) e a scanso di alcol (che non scherza) potrebbe trattarsi di un vino incredibile.

UCCELLIERA – Brunello Riserva 2004

Sanguigno, viscerale, più composto del solito, esplosività solo latente, come trattenuta. Il colore non manca, l’alcol non scherza. Carattere conclamato e “movimenti”, almeno oggi, non proprio fluidi.

VASCO SASSETTI  – Brunello Riserva 2004

Sincero ed espressivo, ha i profumi ancora da registrare ma un carattere generoso da regalare. Tratto leggermente severo e arcigno nell’apparato tannico.

VENTOLAIO – Brunello Riserva 2004

Sottile, poco estrattivo rispetto alla media. Fa dell’equilibrio e della bevibilità le sue armi migliori. Buona la progressione. In crescita la personalità.
Altri vini assaggiati: Abbadia Ardenga, Centolani Friggiali, Comunali, Brunelli-Martoccia, Camigliano, Canneta-I Mori, Capanna, Caprili, Castelgiocondo, Castello di Romitorio, Castiglion del Bosco, Citille di Sopra, Collemattoni, Corte Pavone, Ferrero, Il Palazzone, La Fornace, La Fortuna, La Magia, Lazzeretti, Marchesato degli Aleramici, Mocali, Padelletti, Palazzo, Pian delle Vigne, Pinino, Podere La Vigna, San Filippo, San Polo, Scopone, Solaria, Tenuta La Fuga, Tenuta Oliveto, Terre Nere, Tornesi, Verbena, Villa Poggio Salvi, Vitanza.

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