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Digestive or not digestive, this is the matter!

C’erano una volta dei biscotti che in Italia si trovavano solo negli autogrill: i Digestive. I biscotti Digestive in Inghilterra sono consumati principalmente inzuppati nel thè o nel caffè, poiché così tendono ad ammorbidirsi rapidamente. Ogni anno, nel Regno Unito vengono venduti 71 milioni di pacchetti di Digestive, che corrispondo, più o meno, a 51 biscotti mangiati al secondo!

Sono i biscotti d’Inghilterra e non solo, forse sono ciò che gli inglesi portano nascosto nella valigia, come gli italiani la pasta. Si sa, gli inglesi hanno quello che chiamano “sweet tooth” (dente dolce) e cioè non possono vivere senza un biscotto o un dolce. Il digestive è il simbolo dell’austera Inghilterra che non ama gli eccessi e quasi si imbarazza di tanta opulenza davanti ad un dolce farcito di creme o panna. Il digestive come semplice biscotto secco esisteva già prima che fosse sviluppata la ricetta diventata poi famosa ma era ancora un “cookie” come tutti gli altri. Originariamente i biscotti Digestive, venivano prodotti nel forno di McVitie’s, che si trovava ad Edimburgo (Scozia), ed era stato fondato nel 1830 da Robert McVitie. Il figlio, Robert Jr, praticante panettiere, sviluppò la propria ricetta per questi biscotti e cominciò a produrli su vasta scala. Il marchio Digestive, invece, fu inventato nel 1892 da Alexander Grant, che quando McVitie morì diventò il direttore della società McVitie & Price, e più tardi il suo presidente.

I digestive sono biscotti secchi creati da una mistura di: farine diverse (farina bianca, integrale, farina di avena), burro o nelle ricette più antiche lardo, zucchero di canna, uova, un pizzico più o meno grosso di sale e soda. In epoca vittoriana si credeva erroneamente che la soda aiutasse la digestione ed è anche per questo che i digestive sono stati chiamati così. Il risultato è un biscotto croccante e dal sapore non troppo dolce tanto da potersi accompagnare magnificamente con il cheddar in primis o con il gorgonzola o il pecorino romano. Oppure a coloro che piacciono gli abbinamenti più classici accompagna magnificamente il thè. Io personalmente  li amo mangiati in entrambi i modi e a qualunque ora del giorno…o della notte. Sono anche straordinari come base per il famoso cheesecake o altri dolci che hanno bisogno di una base di biscotti sbriciolati e amalgamati col burro.

Il Digestive è versatile e si presta a moltissime ricette e abbinamenti, mi piacerebbe provare ad usarlo per il tiramisù o come base per uno sformato al formaggio. La storia di questo biscotto non è finita qui poichè davanti al semplice digestive il “dente dolce” dei britannici non era ancora soddisfatto così, nel 1925, hanno inventato il Digestive semi-ricoperto di cioccolato. Ecco, io non posso che essere d’accordo con lo scrittore Bill Bryson quando in uno dei suoi libri dice che è una delle migliori invenzioni britanniche. Il Digestive si sposa col suo strato di cioccolato fondente e lascia a chi lo mastica un retrogusto dolce, caldo e rassicurante subito dopo averlo inghiottito. Sono biscotti confortanti adatti ad un clima umido e piovoso. In un freddo pomeriggio d’inverno in un cottage inglese dove l’unica fonte di calore è un camino o una stufa non rimane che girare per casa con sciarpa e cappello ma l’umido entra lo stesso fin nel midollo e allora è il momento giusto per thè e Digestive.

Il tazzone bollente di thè aromatico riposa tra le mani per infondere tepore in tutto il corpo e sorso dopo sorso si sente qualcosa di simile alla temperatura corporea che torna ad un livello accettabile. La tazza o “scaldamani” viene abbandonata solo per poco tempo per prendere e gustare un digestive al cioccolato, un’alchimia di sapori che si fonde con l’odore della pioggia.  Morso dopo morso – è un biscotto che va mangiato lentamente – la sua carica confortante riporta anche la psiche ad uno stato di calma e il suo morbido retrogusto scalda bocca e cuore.

Consiglio il Digestive al cioccolato a tutti i metereopatici del mondo, mangiateli quando piove e fa freddo. E’ una cura strepitosa!

4 Comments

  • lamberto ha detto:

    Paese che vai biscotto che trovi! A casa mia siamo particolarmente ghiotti di Amaretti, sia nella versione secca che morbida di Sassello, che oltre a far la parte dei biscotti , sono anche ingredienti per molte ricette dolci e salate.

  • Lola ha detto:

    anche a me piacciono molto gli amaretti…soprattutto come ripieno per le pesche!!!!!

  • Riccardo ha detto:

    I biscotti “Digestive” sono molto diffusi e consumati in Spagna, non mancano mai nella dispensa della casa della famiglia di mia moglie, mi sembra ne esistano anche delle sottomarche e cloni dell’originale. Ho sentito dire, in una conversazione una cosa tipo “a me piacciono quei tali biscotti digestive”. E io che nella mia infinita ignoranza ero all’oscuro di tutto pensavo: che ingenui, pensano che esistano dei biscotti che fanno digerire…

  • lola ha detto:

    Di sottomarche e cloni ne esistono molti e alcuni non sono nemmeno male…
    Il nome “digestive” deriva direttamente dal”epoca vittoriana, unico periodo nella storia in cui si è creduto che questi biscotti aiutassero davvero la digestione. C’era anche una convinzione abbastanza diffusa per cui i biscotti fossero un alimento sano poichè assorbivano gli acidi dello stomaco. Un’accenno a ciò c’è nel corrispettivo inglese dell’ Artusi, Mrs Beeton’s (molto probabilmente era un Mr e non una Mrs ma per un uomo britannico a quell’epoca non era pensabile di scrivere un libro di ricette!)

    C’è un’altra leggenda per cui sembra che i digestive siano commercializzati in tutto il globo tranne che in America dove è vietato, così gli americani sono obbligati a comprarli online…

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