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Il Gusto dei Fiori, primo tour enogastronomico floreale per le vie dell’Umbria

Nel verde dell’Umbria, fra i vicoli secolari dei borghi medievali di Spello, Cannara, Norcia e San Gemini, si consumerà, in occasione del Corpus Domini e delle tradizionali infiorate in onore del passaggio della processione, il primo tour enogastronomico a tema floreale.

In una tradizionale occasione di grande richiamo artistico e religioso, vengono creati dei percorsi legati al gusto che abbracciano la celebrazione religiosa, introducendo un’importante novità all’interno di una festa secolare.

Nel promuovere la peculiarità di questa manifestazione, è doveroso un approccio alla sua storia ed alla ricorrenza cui è legata.

La commemorazione del miracolo eucaristico, avvenuto a Bolsena nel 1263, fu istituita da papa Urbano IV, ma divenne effettiva solo dopo il concilio di Vienne del 1311 a causa della sua morte. In molti paesi, particolarmente quelli del centro Italia, il SS. Sacramento, esposto in un prezioso ostensorio, viene portato in solenne processione lungo le vie dei paesi, appositamente decorate e impreziosite dagli addobbi di finestre e balconi.

L’usanza di omaggiare il passaggio delle processioni religiose con il lancio erbe, fogliame e fiori ha origini antichissime. A sua volta, l’infiorata, intesa come realizzazione con fiori o petali di quadri a soggetto libero, religioso o geometrico, ha una storia altrettanto antica che trova, nel 1625, in occasione della festa dei SS. Pietro e Paolo, una prima rappresentazione in Vaticano.

Proprio a Spello le Infiorate artistiche in onore del Corpus Domini nascono all’inizio del ‘900 grazie all’iniziativa di una donna che intorno al 1930 disegnò sulla strada una figura floreale semplice con ginestre e finocchi. Per emulazione, a fronte del riconoscimento del valore artistico di tale manufatto, questa pratica si sviluppò rapidamente come una sorta di “sfida” fra i cittadini per la realizzazione di opere sempre più grandi e belle in onore del passaggio del simbolo liturgico. Proprio il Comune di Spello ha voluto conferire quest’anno alla festa dell’infiorata un “sapore” particolare e imprimere alla stessa una vigorosa spinta al fine di accrescerne la visibilità ed il successo di pubblico, interessando gli altri Comuni che nell’infiorata vivono un momento importante di coinvolgimento per l’intera comunità.

E’ stato così presentato a Roma, lo scorso 26 maggio, con la presenza delle rappresentanze dei Comuni, delle associazioni, delle istituzioni e degli enti interessati, il primo Tour Enogastronomico Floreale che si svolgerà dal 4 al 6 giugno nei comuni di Spello, Cannara, Norcia e San Gemini.

E’ stato Sandro Vitali, Sindaco di Spello, a guidare e moderare la conferenza stampa, in qualità anche di Presidente dell’Associazione Città delle Infiorate. Sulle immagini di un video promozionale, Vitali ha orientato il focus sulla tradizione e sul fascino della preparazione dell’infiorata e sull’impegno nell’ampliare e promuovere questa festa attraverso la coesione e l’unione di intenti fra i Comuni. La creazione di un percorso enogastronomico tematico sembra il giusto veicolo per muovere nuovi interessi turistici intorno a questo evento, integrando in questo modo il patrimonio agroalimentare alla cultura delle infiorate. A Spello infatti l’infiorata è la manifestazione ufficiale della città, a cui partecipa l’intera popolazione ed a cui è abbinato anche un concorso. Premi simbolici come il Properzio e riconoscimenti in denaro possono essere uno stimolo a dare sempre il meglio, ma la competizione più sentita e che dà la misura della permeazione epidermica di questo evento per gli Spellani è quella riservata agli under 14.

In occasione di questo primo accostamento al mondo della gastronomia, ogni Comune renderà disponibili cartine con le indicazioni degli esercizi aderenti all’iniziativa: ristoranti in cui sarà possibile trovare piatti a base di fiori o interi menù a tema floreale a costi calmierati, ma anche bar in cui saranno serviti cocktail con le stesse caratteristiche. Proprio a Spello saranno istituiti due premi per il miglior piatto e per il miglior drink realizzati.

Giovanna Petrini, Sindaco di Cannara, sintetizza a sua volta il significato profondo, fin dall’inizio del XIX secolo, l’infiorata costituisce per i suoi concittadini, con la particolarità di realizzare anche riproduzioni floreali delle opere dei grandi pittori che adornano tele e pale nelle molteplici chiese italiane. A Cannara inoltre non ci sono per scelta concorsi, al fine di favorire l’espressione artistica anche di chi non si sente all’altezza di una competizione.

Luciano Bisonni, assessore al Turismo, Commercio, Artigianato e Sviluppo Economico di San Gemini, altro Comune storicamente legato alla festa dell’infiorata, con un velo di amarezza, riconosce la discrasia tra la notorietà del Comune stesso, legato alla famose sorgenti di acque minerali, ed il ristagno del flusso di visitatori. Un successo virtuale, che non si traduce in un’affermazione turistica altrettanto eclatante; si punta pertanto su questo sinergico coordinamento fra Amministrazioni per ampliare l’area di interesse nei confronti di un territorio ricco di tradizione e di un valore storico, artistico e culturale indiscutibile.

In una regione che conta 92 Comuni, 290 proloco e 600 sagre, l’azione di promozionale del territorio vive della volontà popolare, come spiega l’Amministratore Unico dell’APT della Regione Umbria, Stefano Cimicchi. Lo sforzo comune di istituzioni, enti, sponsor, ma anche dei cittadini, con il loro volontariato, sta alla base di eventi come questo altrimenti irrealizzabili.

Sarà come sempre uno spettacolo unico ed effimero, che a fronte di una lunga preparazione, trova la sua concretizzazione in un sabato notte, vive da protagonista una domenica e poi si estingue disperso dal vento e dal tempo.

Restano i ricordi delle immagini nei quadri e nei tappeti di fiori, delle visite ai musei e dei borghi stessi. Resta la singolarità di una festa che trasporta i profumi e i colori dei fiori nei piatti anziché nei centrotavola, un modo nuovo per apprezzare al meglio le bellezze ambientali e paesaggistiche in armonia con gli aromi ed i sapori delle prelibatezze della cucina regionale umbra. Resta il valore di un’idea che certamente stimola le dinamiche del movimento turistico attraverso un meccanismo che smorza un po’ i toni della classica promozione e valorizzazione del territorio, definendo nuovi profili che legano il turista alla gente del luogo in un’azione di socializzazione più ampia, che abbraccia sentimenti, fede, emozioni e piaceri sensoriali.

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