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Degustazioni a Vinitaly

VERONA – A detta degli operatori, quest’anno Vinitaly ha visto una certa ripresa di contatti, in particolare da parte degli importatori stranieri. È vero che comunque i prezzi sono in calo nel settore e che si assiste sempre di più ad una azione opportunistica di alcuni imbottigliatori, ma almeno il ritorno di richieste dall’estero va considerato un fatto positivo.

Questo premesso, sono andato in giro al Vinitaly in cerca di conferme. Sì, perché quando il settore è in crisi, si debbono contenere i costi, si hanno scorte da smaltire la prima cosa che traballa è la qualità dei prodotti. È anche vero però che questo rischio deve essere combattuto se si vuole mantenere le quote di mercato e anzi resistere di fronte alle difficoltà, altrimenti si innesca un meccanismo perverso che deprime sempre di più le possibilità di mantenere la propria redditività e il proprio marchio come sinonimo di qualità.

Ecco allora che i pochi assaggi che riportiamo sono andati a sondare se le nostre aziende stanno reagendo positivamente a questa crisi o se vi sia una tendenza al ribasso.

La prima azienda che incontriamo è  la Cantina di Gallura, cooperativa capace di elevarsi a  livelli ragguardevoli nella ricerca della qualità e tipicità. Suoi cavalli di battaglia sono il Canayli ed il Genesi: il primo  un Vermentino di Gallura  Superiore che si distingue per freschezza e per l’ampia nota fruttata sorretta da una elegante acidità, da una buona struttura e con il caratteristico finale lievemente ammandorlato. Il secondo proveniente da suoli granitici e magri e vinificato con macerazione pellicolare di alcune ore, si presenta con colore giallo paglierino dorato, limpido, olfatto complesso e lievemente speziato e aromatico di erbe selvatiche; al palato è ampio,  ricorda prepotenetemente la nota olfattiva e conclude con una sensazione di sapidità minerale prolungata e intensa.

La cantina poi dispone di vigneti di nebbiolo dal quale trae due interessanti vini rossi: Il Karana ed il Dolmen, dove si sente maggiormente la mano del nuovo enologo. Lo stile è più espressivo e si nota nel Karana una esplicita nota fruttata e un particolare equilibrio che lo propone come vino di felice beva e molto versatile (il nostro assaggio si riferisce all’annata 2009). Il Dolmen presenta anch’esso una nota di novità seppure nell’austero profilo che lo caratterizza. Infatti, nonostante una tannicità importante che gli permette di molto soffermarsi in bottiglia, presenta note più speziate e complesse delle precedenti annate ed una lunga persistenza, che lo pongono come rosso di punta dell’azienda.

Una novità assaggiata quest’anno è  lo Zivula (è il nome in sardo di un venticello lieve e caldo) un vino da uve stramature prodotto con moscato e vermentino di particolare intensità aromatica e tra le cui note si riconosce il salmastro, il miele di cardo, e il fico essiccato. Una elegante dolcezza accompagna il finale di bocca.

Da una cantina cooperativa molto rappresentativa della Sardegna ad una altrettanto rappresentativa dell’Alto Adige: la Cantina Produttori San Paolo. Storica realtà cooperativa (1907), ha intrapreso da alcuni anni la strada dell’innovazione e vive oggi una rinascita che la porterà a diventare una delle più importanti cantine della regione alpina. Questo “risorgimento” è avvenuto anche grazie al giovane team che la dirige, fortemente motivato e attento alla qualita in vigna e in cantina. L’enologo Wolfgang Tratter, giovane e competente, ne cura la parte tecnica e produttiva, che unita all’entusiasmo e all’intraprendenza del direttore Alessandro Righi, e all’esperienza del presidente Leopold Kager, le ha conferito una nuova immagine che la condurrà verso sempre più ambiziosi traguardi grazie anche alla fortunata posizione, nel cuore dell’Oltradige a San Paolo di Appiano, zona tra le più vocate deII’Alto Adige caratterizzata da profondi terreni calcarei permeabili ricchi di sostanze minerali ideali per la coltivazione delle varieta bianche come Pinot Bianco, Sauvignon, Chardonnay, Pinot Grigio, Müller Thurgau e Gewürztraminer, e dove tra i rossi primeggiano la Schiava e il Pinot Nero.

La Cantina Produttori San Paolo conta oggi 215 soci conferitori che coltivano 175 ettari di vigneti in questa zona così pregiata per la viticoltura. La produzione attuale è di circa un milione di bottiglie.  Tre le linee proposte al consumatore che si differenziano tra di loro per la selezione delle uve e per i sistemi di vinificazione: la “Classic” offre le varieta tipiche dell’Alto Adige con un ottimo rapporto qualità/prezzo tra le quali Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, Riesling, Müller Thurgau, Sauvignon, Gewürztraminer e Moscato Giallo; per i vini rosati Lagrein Kretzer e Merlot Rosé, mentre per i vini rossi Schiava, Santa Maddalena, Pinot Nero, Merlot, Lagrein e Cabernet. A questa linea appartiene anche il Lago di Caldaro Scelto; l’Alto Adige Chardonnay 2007, l’Alto Adige Lago di Caldaro Sceito 2007 e l’Alto Adige Merlot 2007. Alla linea cru “Exclusiv” sono riservati vini raffinati e di buona struttura, provenienti da parcelle di vigneti particolarmente vocate quali il Pinot Bianco Plotzner, il Gewürztraminer Santa Justina, il Pinot Grigio Egg Leiten, il Sauvignon Gfill Hof, la Schiava Sarner Hof, il Pinot Nero Luziafeld,  il Merlot Huberfeld, il Lagrein Gries, il Cabernet Fuchsberg e infine la cuvée Verlab, prodotta da uve di Schiava, Lagrein e Pinot Nero in un assemblaggio che permette di esprimere al meglio le caratteristiche di ogni singolo vitigno.

In questa grande varietà di vini abbiamo voluto assaggiare solo alcuni campioni: ricordiamo con entusiamo il Sauvignon Gfill Hof della linea Exclusiv, dal profumo spiccatamente varietale,  chiare note di sambuco, ribes e bosso, colore chiaro, paglierino scarico con riflessi verdognoli, fresco in bocca e sapido nel finale di ottima struttura.

Della linea Passion abbiamo degustato l’Alto Adige Gewürztraminer Passion 2007 : dal colore giallo dorato con rimarchevole densità, presenta profumi caratteristici del vitigno che rimandano alla rosa, all’agrume candito, al chiodo di garofano e e alla cannella. Bocca rotonda, ottimo ritorno aromatico, molto lungo.

Passando ai rossi non potevamo perdere l’occasione di assaggiare il Pinot Nero Riserva Passion 2006: dopo la fermentazione in acciao sosta 18 mesi in barriques e viene prodotto solo in una piccola zona in prossimità del castello di Appiano. Il vino di colore rosso granato appare limpido e luminoso, con profumi floreali di violetta  e ginestra in principio che velocemente evolvono verso una frutta rossa mai marmellatosa. In bocca la componente tannica non socia in ruvidezza ma consente una ottima tenuta e lungheza senza intaccare l’eleganza.

A conclusione di questa breve carrellata  che ci ha consentito di tastare il polso a realtà produttrici anche molto lontane tra loro, ci pare di scorgere una comune risposta per affrontare questa crisi generale e del settore: mantenere o addirittura migliorare gli standard qualitativi, puntare su nuove e più brillanti professionalità, mantenere e consolidare un forte legame con il territorio, con la speranza, aggiungiamo noi, che questo sia sufficiente.

One Comment

  • Paolo ha detto:

    Il Canayli è un vino che “tengo d’occhio” da alcuni anni, e devo dire che si distingue sempre per una personalità forte e ben delineata. Soprattutto a livello d’olfatto parla gallurese, eccome! Proprio ieri sera ne ho aperto una bottiglia, graditissimo regalo di un parente, che aveva conservato una bottiglia del 2006. A 4 anni dalla vendemmia si presenta paglierino brillante dai riflessi dorati, un naso splendido e complesso, ricchissimo: dalla frutta gialla come la susina e la nespola, agli agrumi, alla pietra focaia… Freschezza e complessità perfettamente riuniti. Un gran bel vino, che rispecchia appieno il suo territorio d’origine, e di questo dice che anche in zone calde come la Gallura possono nascere grandi bianchi che reggono benissimo il tempo (e per inciso, non costano un botto: siamo intorno ai 7-9 euro). Viva la Gallura!

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