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Il mago di Bosa

Antonio, chef in uno dei tanti alberghi della suggestiva e tranquilla Bosa, deliziosa cittadina di antichissime origini nella costa occidentale della Sardegna, vi meraviglierà con le sue delizie gastronomiche e vi coinvolgerà con la sua simpatia dirompente. Capirete che il luogo e la cena valgono da soli il viaggio.

Mia moglie ed io abbiamo appena trascorso venti giorni nel luogo d’Italia che vanta le coste più belle in assoluto, la Sardegna. Vi sono, però, due tipi di Sardegna. Quella delle spiagge famose, premiate da golette, vascelli, bandiere (quasi come i vini delle guide), nei pressi dei luoghi tanto cari agli amati “vip” di casa nostra, e quella del silenzio, dei paesaggi infiniti, dei pastori, della macchia mediterranea, delle cale nascoste e delle spiagge segrete.

Nella prima troverete parcheggi saturi di automobili, file di ombrelloni, ammassi di persone che si accalcano sulle spiagge “libere” come i partecipanti ad un concerto rock, decine di camper schierati sotto il sole cocente che superano per confusione un campo nomadi.

Nell’altra, invece, più vasta e praticamente incontaminata, farete nove volte su dieci il bagno da soli, osservati da gruppi di gabbiani o cormorani, magari incontrando una vecchia e simpatica tartaruga, una volpe ritardataria o un paio di cinghialetti curiosi. Rocce rosse, bianche, scure dalle forme più strane proteggeranno spiaggette favolose con un acqua di una trasparenza unica, dove anche senza maschera non vi saranno problemi a scrutare un fondale a cinque e più metri di profondità. Per raggiungerle basta usare i piedi e percorrere i sentieri che scendono a mare o lo costeggiano. Alcuni facilissimi e corti, altri più difficili e stretti. Basteranno spesso quindici minuti di cammino per evitare la presenza dei “normali” turisti con radioline e cellulari; al massimo scorgerete in lontananza qualche pescatore o una famigliola locale. Ogni tanto si affaccerà un gommone o un panfilo, ma scapperà in fretta perché in queste cale miracolose è inutile esibire costumi da cinquecento euro o cercare uno dei tanti calciatori o veline, braccati come selvaggina.

Questa è stata la “nostra” Sardegna e speriamo che rimanga tale e quale anche nel futuro. “No comodità, no party!” Ci auguriamo di cuore che questa resti la parola d’ordine del turista in cerca di emozioni forti, soggiogato dalle direttive dei Media.

La Sardegna si divide, inoltre, anche in zone di serie A (Stintino, Costa Smeralda, Villasimius, ecc.) che già a giugno sono al limite della saturazione e in zone di serie B, dove, benché le comodità esistano e siano ad alto livello, non fa “chic” andare. A questa seconda categoria appartiene la zona di Bosa. Cittadina antica e struggente, dalle pulite stradine pedonali contornate da case dai mille colori, attraversata dall’unico fiume navigabile dell’isola, a un paio di chilometri dall’enorme spiaggia di Bosa Marina, è un vero gioiello di pace e di serenità. La natura che la circonda è favolosa: spiagge da sogno, rocce che piombano in un mare dalle cento tonalità di blu, grotte e calette stupefacenti vi aspettano a pochi minuti di cammino lungo comodi sentieri.

Torniamo comunque al nostro viaggio. Arrivati proprio a Bosa, scegliamo un albergo a tre stelle, pulitissimo e con un piacevole giardino davanti all’ingresso, l’Hotel Royal. La camera è confortevole, con tutte le comodità necessarie e un ampio balconcino. Siamo stanchi e decidiamo di cenare nel ristorante dell’albergo. Spesso sono di livello medio-basso. Poco male: la sera dopo si può sempre cambiare. Una simpatica e carina signorina di chiara origine francese (Anais) ci comunica che il menù alla carta non è ancora allestito in questa stagione e sono a disposizione solo un menù di terra (a 15 euro) e uno di mare (a 18). “Ahi, ahi”, pensiamo, “la solita pasta alle vongole insipida e una frittura con molti calamari e pochissimi gamberi”. Effettivamente, Anais ci propone un risotto del pescatore e calamari fritti, più o meno come previsto… Mia moglie non ama i calamari e chiede se può avere altro. Un attimo di attesa e la signorina torna sorridendo, annunciando che il cuoco può prepararci un pesce San Pietro allo zenzero. Perfetto, si può sopravvivere.

I nostri occhi e, soprattutto, le nostre papille gustative subiscono un vero choc quando arrivano i risotti: che meraviglia e che freschezza! Il tripudio viene però raggiunto con il San Pietro, un piatto di altissima cucina, dove le spezie integrano sapientemente i sapori del mare. Lo diciamo ad Anais e ci complimentiamo per l’exploit del cuoco. Lei sorride e aggiunge che Antonio è veramente bravo, non per niente lo sposerà a febbraio. Ma in casa cucinerà lei! Il ghiaccio si è rotto, ci diamo del tu e capiamo di avere vinto alla lotteria. Poco dopo arriva Antonio, lo chef. Un omone grande e grosso che sprizza simpatia e preparazione da tutti i pori! Parliamo di tutto e di più, del turismo, della cucina, delle sue esperienze all’estero, del prossimo matrimonio, delle spiaggette che vorremo visitare l’indomani.

La sera dopo ci sembra ormai di essere a casa. Non c’è Anais (in turno di riposo), ma Giuseppe, un cameriere non più giovanissimo, dotato di una ironia, di una signorilità e di una professionalità da antologia. Ci accoglie anche Antonio: “Allora cosa vi faccio stasera? Ma no, meglio di no… Decido io!”. Ed arrivano quattro antipasti da favola: un carpaccio di polpo sottilissimo “preparato in casa”, delle sardine marinate da urlo, filetti di tonno con cipolle di Tropea e piccole scaglie di rosso d’uovo, un agliata di pesce bianco magistrale. Ed ancora una zuppetta di cozze e vongole e un secondo di cui ho perso memoria. Stiamo mangiando a livello di “stella Michelin”, forse meglio e sicuramente di più. Siamo esterrefatti e deliziati. Gli avventori sono pochi e Antonio viene spesso a trovarci e a chiacchierare. Come dolce “impone” la Crema catalana, con lo zucchero di canna tostato al momento con il suo personale bruciatore. Sembra di sognare…

L’indomani, ultimo giorno, gran finale: un assaggio di antipasti e poi raviolini ripieni di cernia in salsa alle spezie dolci e una sua creazione di effetto visivo e di gusto eccezionale, il “pipistrello”, raviolone di pasta al nero di seppia farcito con gamberi e pesce bianco in una salsa delicata e inebriante. Mousse e mirto per terminare una cena luculliana, compreso il simpatico invito a usare il “suo” bruciatore sulla Catalana dei vicini di tavolo, ovviamente rifiutato prontamente. Scambio di indirizzi e promessa di passare a casa nostra dopo la parte francese del matrimonio. Baci e abbracci: abbiamo trovato degli amici e uno chef fantastico, un vero mago dei fornelli. Un’esperienza da non perdere, ve lo assicuro!

Si riparte alla mattina con l’ultima sorpresa inaspettata. Le varie preparazioni erano solo “leggere” variazioni del menù del giorno…. La spesa pro-capite per ogni cena resta quindi di 18 euro. Sembra di vivere in un altro mondo.

Bosa, Antonio, Anais, Giuseppe, a presto!!!

Hotel Royal, Viale Alghero 27 – 08013 Bosa (OR)
Tel. 0785 377037
email: info@royalhotelbosa.it
www.royalhotelbosa.it/contact.php

4 Comments

  • Mirko ha detto:

    Fantastico !
    Queste sono vere persone, la vera vita; il resto é ostentazione !
    (Nei dintorni di Bosa ci sono anche baie con spiagge di sabbia o la zona é interamente di scogli?

  • enzo ha detto:

    hai perfettamente ragione Mirko! nella zona di Bosa puoi trovare di tutto e di più: scogliore rocciose, piscine naturali e splendide spiaggette di sabbia bianca… Se vuoi saperne di più posso darti qualche indicazione molto facilmente e magari mandarti foto scattate quest’anno.
    E’ un paradiso in Terra….

  • anna laura ha detto:

    Che piacevole sorpresa! Bosa è molto carina con persone simpatiche. Devo dire però che si potrebbe fare di più per una perla come bosa: il centro storico, fosse più curato, non avrebbe niente da invidiare a quello di Castelsardo o Posada! il corso del temo poi è un’oasi!

  • beatrice ha detto:

    ciao vincenzo, non so se dal 2010 ancora funziona il blog pero ci provo che ho visto adesso questa pagina. La foto 33 non è un posto di Bosa. Certo che se avette fatto un viaggio di un mese le foto sono tante ed è poi facile dopo confondersi un po. A me piace molto e ho molto voglia di scoprire quel luogo. Mi faresti al cortesia di riguardare le foto del vostro largo viaggio e dirmi dov’è ? Un caro saluo da bosa

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