Casale Le Crete. Un punto di partenza per camminare l’Abruzzo

Di • 29 Set 2010 • Rubrica: diLuoghi, In cantina Un commento
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Eccoci di nuovo in terra d’Abruzzo, terra di montagna, di aria tersa e acque limpide. Un posto da pastori, scrittori, filosofi, tanto è vero che oggi torniamo per incontrare un altro. Dopo Luigi Cataldi Madonna, filosofo e vignaiuolo, eccoci a pochi passi da Tagliacozzo, in provincia dell’Aquila, per farci raccontare da Luca Gianotti come dagli studi di filosofia si passi a organizzare e guidare viaggi a piedi attraverso i posti più belli e incontaminati del Mediterraneo. Lo incontriamo al Casale le Crete, piccolo agriturismo diventato sua dimora e base di partenza di molti dei suoi viaggi da quindici anni, da quando “l’ambiente prese il sopravvento, e lasciai Modena e l’attività di curatore di iniziative culturali per venire in Abruzzo e dedicarmi a questa nuova attività, fondando l’associazione Boscaglia.”

Il viaggio a piedi quindi, per sentieri, vecchie vie o anche senza un cammnino predefinito, attraversando boschi e prati; non inteso come escursionismo fine a se stesso, ma come esperienza meditativa e di riavvicinamento alla naturalità. Ecco così che alla camminata si associa un comportamento assolutamente rispettoso dell’ambiente, un regime alimentare vegetariano, la pratica della lentezza, del silenzio e veri e proprio esercizi di meditazione zen. Un pecorso che segue l’inclinazione naturale di Luca e che lo ha portato a creare una selezione particolare di escursioni, contenute all’interno dell’offerta di Boscaglia, chiamata Deep Walking – Cammino profondo: camminate in cui il cammino non è che lo strumento per una attività che tende allo spirituale. Dalla traversata della Majella, alla circumdeambulazione del Velino, dalla Corsica all’isola di Creta, il calendario di Deep Walking prevede un’offerta varia di camminate consapevoli.

Da qualche tempo poi nuovi ospiti sono arrivati a Casale le Crete, un innamoramento personale, dalla lettura di un libro di Stevenson, ha fatto arrivare una piccola famiglia di asini. “Un animale molto comunicativo, da non pensare come mezzo di trasporto, ma piuttosto come un essere specialissimo con cui costruire una relazione, con una sua decisa personalità, che insegna a rallentare.” Sofia, Tufi …. facciamo conoscenza con gli asinelli, per la gioia dei bambini presenti, e andiamo con loro a fare una gita mentre Luca ci spiega come queste simpatiche bestie offrano una possibilità in più per il camminatore che voglia visitare questo angolo montagnoso d’Abruzzo: “Diamo questi asini in affido (attenzione, non in affitto!) per compiere escursioni nei dintorni.

Dopo un giorno di formazione in cui insegniamo come si deve trattare l’asino, come nutrirlo, caricarlo, ma specialmente, come entrarci in relazione, i gruppi partono su percorsi che possono durare 3, 5 anche 10 giorni.” Inutile dire che, oltre alle attrattive storiche e naturalistiche, è proprio la relazione con l’asino a dare un senso particolare alla cosa. E a rendere più “profonde” le escursioni arriva a che un supporto letterario, ripercorrendo i cammini di personaggi famosi, da San Francesco a Hescher, pittore olandese, ai vari scrittori inglesi che raccontarono la penisola nei secoli scorsi.

Casale le Crete è poi anche un piccolo centro di naturalità, un punto di incontro delle produzioni gatronomiche locali più attente all’ambiente, ed ecco così che dopo il giro in compagnia degli asini, facciamo la conoscenza con un “fornitore” dell’agriturismo, Vittoriano Ciaccia, che dal 1979 alleva api. Un mestiere iniziato quasi per caso, dando una mano a un anziano apicoltore e poi sviluppato fino alle duecento arnie attuali. Produzione di miele biologico così come degli altri doni di questo imenottero: pappa reale, propoli, cera. Una produzione comunque tutta effettuata in loco, con nomadismo delle arnie a corto raggio, per esaltare la territorialità e per diminuire l’impatto ambientale.

Per noi è l’occasione per un piccolo corso di degustazione di miele, che Vittoriano ha organizzato portando con se le più importanti varietà di miele italiano, dal praticamente inodore e insapore rododendro, al forte corbezzolo dalle note decisamente amare di caffè. Un interessante viaggio tra i mieli e zone d’Italia che ci colpisce con la particolarità del miele di timo dai profumi di legni aromatici, le note animali del miele di cardo, la resina e il caramello che denotano il miele di eucalipto, il finissimo floreale del miele di tiglio. Ma lo scopo del tutto è poi quello di assaggiare i due mieli tipici della Marsica, la zona interna d’Abruzzo che ha nella cittadina di Avezzano il suo centro di riferimento: quello di santoreggia e l’ancor più unico miele di Syderitis Syriaca, una pianta balcanica, chiamata colà “tè di montagna”.

Due piante che fioriscono intensivamente, in successione temporale, sulle colline intorno all’ex lago Fucino. Il miele di Syderitis l’assaggiamo appena smielato, giugno è infatti il mese di fioritura, mentre la Santoreggia sta fiorendo proprio nel momento della nostra visita e gustiamo così il miele dell’anno precedente. I colore del primo è un bel giallo oro e i profumi sono complessi, profondi, fruttati, un miele di grande finezza. Il miele di santoreggia ha subito il naturale processo di cristallizzazione e i suoi profumi sono più marcati del precedente, fini, speziati, molto persistenti. Due mieli molto particolari comunque, che non manchiamo di acquistare per una buona scorta invernale.

Lasciamo Luca, Vittoriano e gli altri con un ultima occhiata ai cinque asinelli, e con un dolcissimo e variato ricordo gustativo, l’ennesima dimostrazione di come basterebbe veramente poco per uscire dalla monotonia dei sapori preconfezionati, quelli del supermercato, dove il miele è semplicemente miele, per conoscere una stupenda varietà di colori, odori, consistenze, sapori, nel miele come in tutto il resto (materiale o immateriale che sia).

Casale Le Crete
67069 Tagliacozzo (AQ)
Tel. 0863 678311
cell. 348 2265735 e 340 3496811
info@casalelecrete.it

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Un commento »

  1. Bella l’idea di andare a giro coi ciuchini. Credo ci voglia tanta pazienza ma che sia anche una bella soddisfazione, e poi girare intorno al monte Velino deve essere una esperienza veramente emozionante!

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