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Addio a Giovanni Panizzi, il gentiluomo della Vernaccia

È scomparso nella notte fra giovedì e venerdì scorsi Giovanni Panizzi, vero gentiluomo del vino e artefice della rinascita della Vernaccia di San Gimignano; domenica si sono svolti i funerali nella Chiesa di San Miniato al Monte di Firenze.

Giovanni Panizzi l’avevamo conosciuto più o meno una quindicina di anni fa nei bei raduni di “Selezione Fattorie”,  che Silvano Formigli organizzava in posti da favola (forse la più emozionante fu a Villa Cafaggio, nel cuore del Chianti Classico panzanese). In queste riunioni, oltre alla presenza di ottimi vini provenienti da tutta Italia, c’erano spesso anche i produttori, con i quali si potevano scambiare parole, opinioni, informazioni. Insomma, per appassionati di vino come noi una vera manna. E così imparammo ad apprezzare fin da subito quest’uomo gentile, oltremodo garbato, capendo subito dall’accento che non era “del luogo”. Era infatti lombardo, giunto in Toscana acquistando nel 1979 il Podere Santa Margherita con l’intenzione di farne un luogo per le vacanze. Ma presto scoprì la passione per il vino e nel 1989 se ne uscì con la sua prima Vernaccia.

Da allora intraprese la sua battaglia per far uscire dall’anonimato questo bianco toscano che per troppo tempo aveva beneficiato pigramente del traino dell’enorme flusso turistico che affolla il borgo delle torri, e anticipò la voglia di riscoprire e valorizzare i nostri vitigni autoctoni. Fu inevitabile la sua elezione alla presidenza del Consorzio di tutela, lì dove svolse con passione un ruolo che fu la naturale continuazione di quello di vignaiolo: riuscire a far esprimere ad ogni costo dalla Vernaccia la stoffa del grande bianco d’autore, con la dote della longevità in primo piano. Che era come dire: consapevolezza nuova per i produttori del luogo. Nel frattempo, quante sue vecchie annate mise in gioco in degustazioni anche impegnative, che ressero benissimo “scontri” anche con i blasonati Chablis!

A Febbraio di quest’anno era apparso stanco e provato dalla malattia che lo aveva colpito, ma volle intervenire lo stesso nel dibattito nella Sala Dante del municipio di San Gimignano che seguiva la degustazione-confronto fra Vernaccia e Pouilly-Fuissé, per annunciare la vendita della sua azienda di cui aveva mantenuto il ruolo di amministratore delegato.

Noi de L’AcquaBuona lo ricordiamo con affetto, anche per la stima che ci ha sempre dimostrato e per la partecipazione convinta ai nostri eventi, ai quali non è mai mancato. Con noi, ne siamo certi, lo ricorderà e per lungo tempo la luminosa Vernaccia Riserva 2007, da poco in commercio, l’ultima sua creatura. Da questo grande vino l’elegia più sentita al suo ispirato artefice.

Ci auguriamo che il progetto e il percorso intrapresi in azienda trovino la dovuta continuità, così come ci auguriamo che i produttori di San Gimignano possano continuare  il lavoro svolto da Giovanni Panizzi con lo stesso stile e la stessa caparbietà, per raggiungere i risultati per cui lui si è tanto speso. In effetti, sul fronte della qualità e della Vernaccia, si registrano chiari segnali di crescita generalizzata. Ben più di un’avvisaglia. Giovanni Panizzi ne sarà felice.

L’immagine di Giovanni Panizzi è tratta da www.vinitoscani.ch

L’intervista a Giovanni Panizzi su acquabuona.tv

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