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Le Voleurs – Il Respiro del Drago

Caro Xavier,

ti sto scrivendo da Lubiana, sono seduta ad un tavolo di un piccolo bistrot (Pomf) dove Marcel ed io abbiamo preso l’abitudine di cenare. Si trova leggermente fuori dal centro verso la zona universitaria, è sempre pieno di gente e il cibo è ottimo, te ne farò più avanti un resoconto più accurato. Abbiamo deciso di venire a Lubiana per informarci meglio su  una soffiata che ci è giunta da un nostro amico e cioè il furto di uno dei Draghi simbolo di Lubiana. Volevamo essere sul posto per non perderci un evento del genere. Alla fine ieri notte è successo, e adesso a Lubiana ci sono solo più tre Draghi a guardia della città. Il quarto è finito chissà dove. Alcune voci dicono che verrà rimesso al suo posto, che è stato richiesto un riscatto o che è già in un caveau di una banca in Arabia Saudita. Secondo me è stato solo un rocambolesco furto per mettere alla prova la bravura dei ladri e il Drago tornerà al suo posto quando tutti meno se lo aspettano. Noi comunque attendiamo e stiamo a vedere cosa succede; nel frattempo ci godiamo questa splendida città che si fa amare ogni giorno di più.

Lubiana e il suo fiume, la Ljiublanica, sono una cosa sola e la città cullata dalle dolci acque del fiume sembra cambiare costantemente pur rimanendo ferma. Una città salotto dove sorseggiare un caffè seduti sul lungofiume o dove passeggiare senza meta tra le vie trafficate piene di negozi e negozietti. Tutte le mattine come in ogni città degna di questo nome c’è il mercato dove puoi trovare qualunque cosa tu voglia per un pranzo veloce. Non ho trovato particolari formaggi o insaccati… forse perchè non li ho cercati con molta attenzione. Il mio occhio è stato colpito da un banco di focacce artigianali che erano una goduria, e nemmeno troppo pesanti pur essendo condite con formaggio, cipolla e pancetta. Ne basta uno spicchio e sei sazio! I ristoranti del centro non sono troppo cari per essere in una capitale europea ma un po’ troppo turistici per il mio gusto. Il primo giorno siamo andati in un ristorantino nascosto in un piccolo cortile privato, sembrava di mangiare in casa della proprietaria. Un ristorante di solo pesce e tutto cucinato fresco al momento, compreso il nostro risotto con gli scampi. L’antipasto di acciughe marinate, salse a base di pesce e burro e polpo in umido era davvero gustoso e il vino bianco sloveno dalla natura secca ripuliva la bocca dal sapore del burro. Purtroppo il conto ci ha fatto uscire gli occhi dalle orbite! Da quel momento in poi abbiamo lasciato i ristoranti nella parte antica della città al loro destino…

Il nostro ostello (Veselova) è talmente carino che non sembra nemmeno tale. E’ nel quartiere delle ambasciate, perciò un posto molto tranquillo. Abbiamo una camera con bagno e la stanza comune è attrezzata con ogni comodità: dalle tazze per farsi un tè ai computer in libero utilizzo da cui teniamo sotto controllo la nostra pagina di Facebook.

Camminando nella via centrale della città dopo aver visto il famoso Ponte Triplo e attraversato un ponte di legno adornato con gerani rossi che sarei rimasta a guardare per tutto il giorno, abbiamo fatto un giro per negozi di articoli mangerecci, tantissimi cioccolatini alla moda belga: piccoli, di ogni forma e più o meno sempre ripieni di creme. Un negozio di tè dall’aspetto molto zen e un piccolo alimentari di quartiere dove siamo entrati alla ricerca di un pranzo da mangiare nella zona attrezzata di panchine sul lungofiume. E’ stata un’emozione ritrovare un piccolo negozio di quartiere quando da noi ormai sono merce rara. Abbiamo optato per farci fare due panini freschi con formaggio e cetriolini e poi abbiamo comprato frutta e un po’ di biscotti dal nome sconosciuto.  Appena fuori dal centro storico si apre una zona di lungofiume con erba e panchine che ricordano il triclinio romano ma con una vista splendida sul corso d’acqua, le barche e il battello turistico che passano di quando in quando.

La scarpinata più lunga l’abbiamo fatta per arrivare al castello, simile a quello di Salisburgo. La fortificazione domina dall’alto tutta la città e le zone circostanti e dalla torre si gode una splendida vista sui tetti cittadini e sulle solite brutture che ci sono in ogni città del mondo. Al nostro ritorno ci siamo fermati presi dai crampi della fame al nostro bistrot di fiducia dove ormai ci accolgono con un sorriso e troviamo sempre lo stesso tavolo libero, che bellezza sentirsi clienti fissi! Adesso devo proprio spendere qualche parola sul loro menu, perchè so che tu starai morendo dalla curiosità di avere qualche dettaglio culinario in più. La cucina offre sia piatti di  carne che vegetariani, come il grano saraceno ai funghi che era cotto allo stesso modo di un risotto solo che il sapore particolare del grano saraceno offriva qualcosa di più all piatto. Oltre a questi ci sono tutta una serie di piatti di verdure, formaggi e carne alla griglia che non lasciano niente al caso,come l’abbinamento del formaggio alla griglia con le verdure miste tra cui le ottime patate che era davvero calibrato bene. O come nel piatto dal nome “Emperor’s fingers” nel quale il maiale e la pancetta sono bilanciati da patate e verdura con mostarda e ajvar (salsa locale piccante). La birra bionda locale  si sposa bene a questo tipo di cucina un po’ grassa e  si lascia amabilmente bere come le birre tedesche. Ma ora veniamo al piatto che più ci è piaciuto, il Bograč: una zuppa di carne stufata, pomodoro e altre spezie piccanti servita in una pentola di rame appesa ad un apposito porta pentola. Abituati alla carne stufata non sotto forma di zuppa è stata un’ottima sorpresa soprattutto per la sua caratteristica piccante che donava una particolare leggerezza al piatto. Beh, anche se la serata era calda non abbiamo avuto problemi di digestione anzi lo stomaco si sentiva proprio nel suo stato di grazia migliore.

Lubiana è una città da vivere a ritmo rilassato, senza fretta e senza paura di passare due volte per la stessa via, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire.

Adesso ti saluto, anzi ti salutiamo.

A presto

Daria e Marcel

P.S. oggi il drago è magicamente riapparso e la città sembra più luminosa…ma forse è solo un’impressione!

2 Comments

  • Giovanni ha detto:

    Bello questo resoconto, è proprio vero che basterebbe viaggiare ben poco per scoprire meraviglie… e invece tutti stanno a fantasticare il viaggio alle Seychelles, a “Sharm” o chissà dove, per andare poi a finire in posti uguali identici uno all’altro e che nulla hanno da spartire con l’area dove si trovano, e tanto meno offrono la possibilità di “ascoltare” il respiro dei draghi autoctoni…

    E così anche Lubiana va messa tra le mete da visitare, prima o poi! Grazie Lola!

  • Lola ha detto:

    Lubiana è stata davvero una scoperta, non me la immaginavo così accogliente e ben tenuta! Tra le mete dell’Europa dell’Est mi è stata caldamente consigliata Budapest, ma non ho ancora avuto occasione di verificare di persona…

    Nel resoconto ho dimenticato di citare la produzione di MIELE che ha radici molto antiche, ma soprattutto è di ottima qualità.

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