La cicalina verde della vite

Di • 3 Nov 2010 • Rubrica: Attualità e idee, La parola all'agronomo 4 commenti
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Questo lavoro, frutto di un attenta ricerca bibliografica e di numerose esperienze professionali, viene offerto ai lettori dell’AcquaBuona per una loro maggiore conoscenza dell’entomofauna del vigneto. La tesi è stata discussa dal sottoscritto il 5/10/2010

Riassunto

L’Emittero Omottero Auchenorrinco Empoasca vitis Goethe, noto anche come cicalina verde della vite, è il Cicadellide che ricorre con maggiore frequenza nelle regioni viticole europee. Questo è assunto all’interesse degli entomologi applicati per il succedersi delle sue pullulazioni e per i danni registrati nei vigneti, talvolta consistenti. La marcata polifagia consente alla cicalina la colonizzazione di diverse specie vegetali che, non di rado, giocano un ruolo primario nel completamento del ciclo biologico della specie. Conifere e rosacee costituiscono luoghi di elezione per lo svernamento e si configurano come ospiti intermedi nella colonizzazione dei vigneti.

In funzione della zone geografiche di diffusione, il ciclo biologico di E. vitis prevede da 3 a 5 voli ed altrettante generazioni. Dal punto di vista morfologico e tassonomico, l’esatta identificazione della specie si ottiene solo con l’indagine microscopica degli apparati genitali maschili e degli uriti addominali terminali. Pur tuttavia, anche l’osservazione delle tegmine – che nella specie presentano colore verde, con cellula mediana trasparente – e delle ali posteriori che lasciano intravedere, in posizione di riposo, una macchia a forma di “X” di colore bruno, è utile in tal senso. L’uovo, delle dimensioni di 0,68–0,73 mm, viene deposto all’interno delle nervature primarie delle foglie di vite. Le neanidi, di colore biancastro, compaiono dopo 8-10 giorni dall’ovideposizione, hanno occhi prominenti rossastri e dimensioni di 0,7-0,9 mm. Le ninfe, di maggiori dimensioni (2-3 mm), sono provviste di abbozzi alari e assumono via via un colore verdognolo, raggiungendo la fase adulta a 3-4 settimane dall’ovideposizione.

La conoscenza del ciclo biologico e delle relazioni con la pianta ospite non esaurisce le conoscenze su E. vitis dato che i tentativi di modellizzazione del comportamento delle popolazioni del fitomizo si infrangono su fenomeni migratori improvvisi che possono coinvolgere interi areali produttivi. Questi fenomeni, seppur documentati e segnalati da autori diversi, non trovano tuttora una spiegazione adeguata e soddisfacente.

Le infestazioni di E. vitis sono favorite da forme di allevamento che portano ad un’eccessiva vigoria della chioma. Altro fattore che può decisamente influire sui livelli di popolazione del fitomizo è la presenza nell’agro-sistema vigneto di Imenotteri oofagi, particolarmente numerosi ed efficaci nel suo contenimento, come i Mimaridi Anagrus atomus e Stethynium triclavium. Il primo è il più diffuso in quasi tutti gli areali europei, ad eccezione della Germania – dove prevale il secondo – ed è attivo anche su uova di E. vitis presenti su ospiti intermedi, diversi dalla vite.

Nel genere Empoasca la comunicazione non è regolata dalla emissione di feromoni, mai descritti fino ad ora, ma da vibrazioni emesse via-substrato dai due sessi, su basse frequenze. La dannosità di E. vitis è legata alle punture di ovideposizione e all’attività di suzione delle ninfe a carico delle foglie di vite. La tipica sintomatologia si manifesta con decolorazioni (ingiallimenti o arrossamenti del margine fogliare rispettivamente in cv a bacca bianca o rossa), con successivo disseccamento delle stesse seguito da filloptosi.

Le strategie di lotta integrata prevedono il monitoraggio degli adulti per mezzo di trappole cromotropiche ed il campionamento delle forme giovanili presenti sulla vegetazione. Le soglie di intervento suggerite corrispondono a 1-2 forme giovanili per foglia. La generazione bersaglio per l’esecuzione di un eventuale intervento insetticida è la seconda. In relazione all’indirizzo aziendale si possono utilizzare prodotti ad attività neurotossica, chitinoinibitori o piretrine naturali.

In coda alla tesi è riportata un’esperienza professionale svolta in autonomia dal candidato che ha studiato, in un periodo di tempo limitato, il progredire delle infestazioni di Empoasca vitis sulle coltivazioni di merlot e tannat in un’azienda della DOC Colline Lucchesi.

La tesi in formato PDF

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4 commenti »

  1. complimenti al dottor Lamberto plurilaureato,tesi molto esaustiva sei grande ,direi che degli ex “iripini “sei uno dei pochi che si e’ realizzato IN UNA MANIERA STREPITOSA !!!!

  2. Ciao Luana, troppo buona! Alla prossima terre di toscana vieni a trovarci!

  3. complimenti, hai fatto un bel lavoro,anche se conoscendoti non è una sorpresa.

  4. Grazie Laura, anche per il “supporto ” alle traduzioni!!

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