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Al Merano Wine Festival in cerca dell’insolito

MERANO (BZ) – Come ogni anno il Merano Wine Festival si caratterizza per l’eccellente selezione operata dagli organizzatori e per la festosa ressa nelle sale, dove gli espositori hanno l’occasione di incontrare veri e propri cultori del vino. Quest’ anno la nostra visita si è incentrata sulla ricerca di particolarità enologiche che ci hanno particolarmente stimolato e convinto.

Prima però di iniziare il discorso, e il percorso, ci corre l’obbligo di divagare per dire due parole sulla selezione dei Grand Cru de Bordeaux e su alcune aziende provenienti da Germania ed Austria. La compagine francese presente quest’anno a Merano era piuttosto omogenea e comprendeva diverse appelations bordolesi. La nostra attenzione si è concentrata su un Saint Emilion di pregevole fattura: il Saint Emilion Premier Grand Cru Classé di Château  Figeac.

Questo château condivide con Cheval Blanc la zona del Saint Emilion detta “des graves”. Le vigne qui sono a maggioranza cabernet, circa il 70 %,(di cui metà franc e metà sauvignon ), e per il resto merlot. In questo senso, Figeac è molto più simile ai vini del Medoc che a quelli di Saint Emilion, anche se lo stesso Cheval Blanc modifica il taglio ogni anno in base ai vini derivanti dai tre vitigni sopra menzionati. In degustazione erano presenti le annate 2000 e 2004.  L’annata 2004 risente a mio parere di una eccessiva giovinezza: la struttura è importante, i tannini fitti e morbidi ma sovrabbondanti, ed il naso appare ancora parzialmente inespresso. Grande struttura, quello sì, che richiede affinamento.  L’annata 2000, figlia di un ottimo millesimo a Saint Emillon, sprigiona ora dopo dieci anni il suo potenziale. Rotondità gustativa e aromi fruttati e balsamici ben si compenetrano all’interno di una struttura possente che consente di apprezzare un finale lunghissimo, lasciando presagire un altrettanto lodevole potenziale di  invecchiamento.

Tra i vini tedeschi ci siamo concentrati sul Riesling ed in particolare abbiamo assaggiato i vini di Dr. Loosen, cantina situata sulla Mosella nel paese di Bernkastel-Kues. Come molti vigneti mosellani cresciuti sull’ardesia, anche quelli di questo produttore sono stati risparmiati dalla fillossera, così che ancor oggi può contare su appezzamenti di oltre 100 anni di età. Da una selezione di queste vecchie vigne abbiamo assaggiato il Welhener Sonnenhur Riesling Auslese 2009. Al profumo apre su chiare desinenze di pesca bianca e mela seguite da fiori bianchi; in bocca esprime in maniera limpida la freschezza e la mineralità dei suoli e del clima, con una sapidità e una pulizia encomiabili. Grande la persistenza.

Tra i produttori austriaci presenti ci ha particolarmente colpito l’Eiswein Premium 2009 di Hans & Christine Nittnaus di Gols, nel Neusiedlersee. La zona del lago steppico su cui si affaccia Gols è quella orientale, verso il confine ungherese. La particolare conformazione del lago e la sua origine rendono la zona particolarmente vocata per la viticoltura e i prodotti di questa cantina ne sono un esempio. Il vino dei Nittnaus affascina per la potenza degli aromi ed il loro amalgama, per le note di confettura di fico e di miele d’arancio. L’opulenza  ben bilanciata dall’acidità, e la persistenza gustativa di eccezionale eleganza,  fanno di questo vino una autentica perla enologica.

Ma il cuore di questa visita è stato l’incontro con l’insolito e il particolare. Così ci siamo imbattuti in un picolit vinificato secco, in un moscato anch’esso vinificato secco e in alcuni vitigni minori sardi particolarmente interessanti. Ma andiamo con ordine. La visita ad Aquila del Torre, preziosa realtà enologica del Friuli, è quasi d’obbligo a Merano per l’assaggio del suo famoso e pregiato Picolit. Ma quest’anno la famiglia Ciani ci ha voluto presentare un vino speciale nato dalla raccolta separata di grappoli di picolit particolarmente abbondanti quest’anno e vinificati a parte portando il vino a secco di zuccheri. L’effetto è particolare e in una certa misura sorprendente. La nota aromatica più fresca e  floreale che nella versione passita ricorda il vitigno ti predispone all’assaggio di un vino morbido; in realtà al gusto si sprigiona la freschezza e la sapidità delle terre di Savorgnano e sul momento si è persino disorientati. Poi il quadro sensoriale d’incanto si ricompone in un finale persistente e meditativo, che configura il vino tra i grandi bianchi friulani. Apprendiamo che è questo il frutto di una prova che l’azienda ha proposto appositamente in occasione del Merano Wine Festival: speriamo possa concretizzarsi in un vino da proporre al pubblico. Merita.

L’altra insolita degustazione ha avuto luogo al tavolo de La Crotta di Vigneron, cantina valdostana in quel di Chambave. Abbiamo qui degustato il Moscato nella versione secca. Il risultato è un vino dal colore paglierino, vivace, limpido e cristallino. Dal ricco spettro aromatico emergono sentori di albicocca, salvia e timo. Sullo sfondo note eleganti di frutta bianca (pesca). Questa premessa marcatamente aromatica si infrange al palato, che si presenta insolitamente ma gradevolmente secco, delicatamente alcolico e minerale, senza apprezzabili residui zuccherini. Un vero nuovo approccio al vino aromatico, anche se, come ci dice il produttore, si tratta di un tipo di vinificazione tradizionale per la zona.

L’ultimo assaggio riguarda le cantine Argiolas. Qui incontriamo Antonio, una delle giovani leve aziendali, che ci presenta il nuovo vino della tenuta Iselis: Iselis Rosso. Ricavato da vitigni autoctoni sardi quali monica, bovale e -in aggiunta- carignano, ci sorprende per le sue eleganti note vegetali e fruttate, per il suo tannino dolce ed avvolgente e per l’ottima persistenza, ciò che lo colloca tra i migliori prodotti dell’azienda.

Nota a margine: nello stesso giorno si teneva a Bolzano il salone Interpoma, dedicato alla frutticoltura specializzata ed in particolare a melo e pero. Una visita veloce ci ha permesso di apprezzare la specializzazione raggiunta da questo settore e le nuove varietà di mela che vedremo sulle tavole nei prossimi anni, assieme al recupero di quelle antiche. Vi proponiamo di seguito qualche foto della manifestazione.

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