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Il “velocimetro”: una rivoluzione epocale

Finalmente! Ancora una volta una fondamentale novità tecnologica dai risvolti sociali enormi viene dalla Cina. L’Istituto per la Sicurezza Stradale di Nanchino (o qualcosa del genere) ha messo a punto un semplice ma efficace strumento che permetterà alle automobili di essere controllate in tempo reale e che imporrà automaticamente la velocità di sicurezza.

Malgrado l’alcol venga considerato il male del secolo e la guida sotto il suo effetto sia giudicata fonte di tutti gli incidenti, sappiamo benissimo (ma non bisogna dirlo) che la vera responsabile della stragrande maggioranza delle tragedie stradali è la velocità. Tuttavia esiste una grande differenza tra loro. Nel primo caso, l’inaffidabilità dei risultati dell’etilometro ci lascia del tutto in balia dei “capricci” della diabolica macchinetta, nel secondo caso, i cartelli indicatori della velocità massima consentita e il tachimetro sufficientemente esatto ci permettono di decidere se stare nella legge o se infrangerla volontariamente.

Sembrerebbe quindi molto più facile ed etico intervenire pesantemente sulla seconda e ben più grave causa di drammatici incidenti. Ovviamente, la soluzione più semplice sarebbe quella di bloccare automaticamente gli acceleratori delle vetture oppure, ancor meglio, non permettere di costruire automobili che possano superare i fatidici 130 km/h. Le cose più semplici sono però sempre le più difficili da ottenere, soprattutto se gli interessi delle case automobilistiche vanno in senso contrario. Ve la immaginate una pubblicità che dice: “Comprate la nuova auto XYZ, è talmente sicura che non riuscirete mai a superare i 120 km/h. Una vera lumaca!” No, sarebbe una tragedia, dopo che per anni è stata valorizzata solo la forza virile delle macchine, capaci di toccare 250 km/h anche se è, ovviamente, vietato.

Provate ad andare sulle autostrade a 130 Km/h o sulle strade normali a 90 (a meno che non sia ulteriormente ridotta). Vi sentirete praticamente fermi e vedrete sfrecciarvi vicini decine e decine di sguardi tra il meravigliato e l’ironico a bordo di bolidi che si “mangiano” i 130 con facilità irrisoria (ma non eravamo tutti poveri in Italia?). Vi sentirete dei poveri mentecatti e prima o poi il vostro piede si vedrà costretto a schiacciare un po’ di più l’acceleratore per non essere escluso da una società di furbi.

Per la verità, dobbiamo anche dire che il numero dei cartelli e i limiti imposti sulle strade sono veramente esagerati e ridicoli. Ormai ogni autostrada, e non solo, DEVE avere almeno un 30% del suo percorso rallentato pesantemente da lavori in corso (appalti, subappalti, subsubappalti, lavori in nero, come farebbero altrimenti a proliferare?). In quei tratti campeggiano allegramente e subdolamente cartelli indicatori che costringono a viaggiare a 60 km/h per decine di chilometri. Assurdo, ovviamente, se non altro perché le autostrade si pagano a prezzo intero e non al 50%, come invece viene imposto per la velocità. Nessuno segue quei consigli ridicoli e rimane in balia delle solite multe che portano soldi ai comuni, provincie, regioni, Stato (che è la vera ragione delle varie sanzioni).

Malgrado ciò, però, la velocità rimane la causa principale di morte, sia tra i giovani che tra gli adulti e ben poco si fa per ridurla (correttamente) a livelli sicuri. Meglio scatenarsi contro il vino. Esso rappresenta, in fondo, un reddito solo per quel debole gruppo fatto da vignaioli, ristoratori, enotecari (e non certo per i giganti finanziari) colpendo, al massimo, quei poveri cittadini che vorrebbero ancora uscire alla sera, bersi in pace una mezza bottiglia in trattoria, ma che non possono permettersi un auto blu, un autista pagato dallo Stato o di prendere un taxi a decine di chilometri da casa. Ci viene detto da chi sul vino ci beve e ci mangia (sì, parlo proprio di alcuni “giornalisti” del settore): “Dovete cambiare approccio con il vino, dovete berlo solo a casa e non nei luoghi pubblici”. E al diavolo la cultura antichissima, la capacità di farci ancora avere rapporti con gli altri, di gioire insieme delle emozioni legate al nettare di Bacco. Nel mondo apatico di oggi forse sarebbe anche meglio, ma è una soluzione proprio da “struzzo” e da chi è abituato a pulire nascondendo la polvere sotto al tappeto. Per non parlare dei ristoranti e dei bar…

Comunque, non voglio dilungarmi su un argomento ormai dibattuto e che spero abbia finalmente visto un po’ di luce grazie alla decisa e precisa azione della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti). No, voglio rendervi partecipi di una grande conquista tecnologica che viene dall’Oriente e che risolverà quantomeno i problemi causati dalla velocità. Anche coloro che si ergono a paladini delle campagne proibizionistiche contro l’alcol dovranno gioire, in quanto scongiurerà la gran parte delle morti su strada. E mi dispiace molto se proprio loro sono magari i primi che parlano tranquillamente al telefonino mentre le loro vetture superano bellamente i limiti di velocità. Forse credono che le morti per alcol (pochissime o nulle tra chi beve solo vino) siano di serie A, mentre quelle per la velocità di serie B o C o D. Purtroppo, la morte non si cura delle ragioni che l’hanno causata.

L’apparecchiatura messa a punto in Cina ha un nome per me intraducibile, ma può essere semplicemente descritta come “moderatore di velocità, o, meglio ancora, “velocimetro”. Essa si basa essenzialmente su due sensori in grado di raccogliere impulsi radio ad alta frequenza a spettro controllato (HFCS) posti ai due lati dell’automobile (grandi come piselli) e collegati elettronicamente a un mini-computer di bordo che ha come input il segnale radio, quello collegato al tachimetro e il comando dell’acceleratore azionato da chi guida. Gli impulsi che arrivano ai sensori, elaborati dal computer,  fanno reagire istantaneamente i pedali o meglio i loro attivatori, in modo del tutto indipendente dalla volontà del guidatore. In altre parole, l’impulso modula la velocità effettiva con quella imposta dal segnale radio e comanda i pedali secondo una legge di decadimento  “dolce” (SDB, Soft Decay Balance). In parole più semplici, voi potrete schiacciare quanto volete l’acceleratore, ma esso risponderà solo e soltanto agli impulsi trasmessigli dai sensori esterni. Ovviamente, l’elettronica è altamente sofisticata e non causa frenate improvvise o scarti pericolosi. Il tutto avviene in maniera graduale e sicura. Naturalmente il comando del freno azionato da chi è al volante ha prevalenza sul segnale elaborato dal computer. Ossia, se si vuole rallentare di più, lo si può fare.

Ma che cosa fa attivare i sensori? Facile da indovinare: gli stessi cartelli stradali! Essi non solo indicheranno la velocità massima consentita, ma la imporranno tramite la trasmissioni di segnali su lunghezze d’onda e intensità adeguatamente diversificate a seconda del limite raggiungibile e che saranno decodificate opportunamente e in tempo reale dal computer di bordo. Una rivoluzione epocale e sicuramente geniale e utilissima. Non potranno nemmeno arrabbiarsi le case automobilistiche che potranno continuare a fabbricare bolidi da corsa per tutti e a reclamizzarli. Ci penseranno i cartelli indicatori “intelligenti” a rimettere le cose a posto. Ovviamente, sarà necessario eliminare i cartelli assurdi e ridicoli come certi 30Km/h in curve larghissime o 60 Km/h nelle autostrade e lasciare solo quelli veramente necessari. Mi spiace per gli appalti, i subappalti, i subsubappalti di chi vende allo Stato la mostruosamente numerosa cartellonistica attuale e di chi continua a smontare e rimontare i “guard rail” pur di accaparrarsi i soldi dei cittadini.

Insomma, dovremmo essere tutti contenti. Oppure no? Magari qualcuno storcerà il naso, perché non potrà riversare tutti i guai solo e sempre sul vino. Pazienza. Io ne sono veramente felice e spero molti con me!

Un’ultima cosa: non penso sia utile (almeno per il momento) darvi i siti web dove viene descritta la nuova strumentazione, ancora in fase di prova. Sono tutti in … cinese e io sono riuscito a capirne qualcosa tramite la traduzione un amico aiuto cuoco di origine orientale. L’uscita ufficiale, però, non potrà tardare e allora le cose cambieranno (sempre che l’apparecchiatura non venga boicottata da interessi privati molto “potenti”) e il vino si mostrerà veramente nella sua vera essenza: non il criminale delle strade, ma solo una fonte vera di allegria, di cultura e di convivialità dei sensi e della mente. Dall’altro lato, la velocità uscirà allo scoperto e dimostrerà finalmente la sua enorme colpa, sempre nascosta sotto al letto, come la polvere.

2 Comments

  • Giovanni ha detto:

    Ben detto Zappalà, l’ipocrisia legata al mercato automobilistico è ormai traboccante. Almeno qualche anno fa erano state regolamentate le pubblicità che esortavano a stili di guida “sportivi”, ma con la crisi dell’auto ora siamo tornati a essere bombardati da messaggi diseducativi che propagandano potenze e velocità da formula uno e impongono, specialmente ai più giovani, modelli di guida pericolosi per loro stessi e per gli altri (mi piacerebbe vedere delle vere statistiche con le cause degli incidenti gravi… altro che alcol!)

  • Nico ha detto:

    FREEDOM

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