“Le Vie del Vino” di Jonathan Nossiter

Di • 19 gen 2011 • Rubrica: Attualità e idee, Da leggere
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Le vie del vino” è il titolo del debutto editoriale di Jonathan Nossiter, pubblicato da Einaudi qualche mese fa. Di questo cosmopolita regista e sommelier non avevo più sentito parlare dai tempi di Mondovino, il film-documentario girato in tre continenti (Palma D’Oro a Cannes nel 2004) con cui aveva ironizzato (una comèdie noir la definisce l’autore) sui “signori” del vino omologato e i “markettari” senza scrupoli nemici della biodiversità e delle identità locali. Quando ho saputo dell’uscita della traduzione italiana del suo primo libro (edito in Francia con il titolo di “Il Gusto e il Potere”) mi sono subito affrettato ad acquistarlo: ero curioso di sapere se anche sulle pagine scritte il brillante autore fosse stato capace di trasferire quel mix di profondo senso critico, verve polemica e ironica leggerezza che mi erano piaciuti nel film. Dopo la lettura non posso che ritenermi appagato.

Nel libro Nossiter ripropone lo schema della divagazione nel mondo del vino come specchio del mondo in cui viviamo,  riprendendo e approfondendo quei temi che aveva accennato nel documentario. E’ un libro scritto in difesa del terroir e di tutto ciò che questo termine francese, adottato ormai in tutto il mondo del vino e delle produzioni agricole, rappresenta. Il senso lo chiarisce direttamente l’autore nel primo capitolo: “La forza di un vino (come di ogni altra esperienza culturale, tra l’altro, o anche semplicemente affettiva) dipende dal contesto in cui ne viene fatta l’esperienza … così ovunque io viva, è il terroir a guidare da sempre il mio senso del gusto. Terroir che è un atto di generosità; è condividere un bene privato per il beneficio pubblico; è un modo unico per offrire al resto del mondo la possibilità di condividere la bellezza di un’identità, di una determinata cultura”.

La forma narrativa utilizzata è quella del racconto di un viaggio personale che Nossiter compie a partire dalle cantine, i ristoranti e i bistrot di Parigi, passando per la Spagna per arrivare ai più rigogliosi vigneti brasiliani e alle cosmopolite atmosfere di New York. Un’antiguida, un’insurrezione contro i vini omologati e “parkerizzati” (Robert Parker è il famoso guru americano che, con la connivenza di famosi enologi e giornalisti di settore, è uno dei principali responsabili dell’affermazione dello stereotipo del vino piacione e muscoloso che ancor oggi, nonostante gli incoraggianti segnali di cambiamento, resta nel mondo il modello qualitativo di riferimento). Perché  “[…] la lotta per la difesa dell’individualità del vino, per la sopravvivenza del gusto individuale contro le forze livellanti del potere impersonale (soprattutto quando è esercitato da una manciata di individui) è una lotta che ci riguarda tutti … La difesa del terroir, non è segno di una ostinata e cieca difesa della tradizione. Al contrario, è un modo di andare avanti in modo etico, proteggendo la nostra identità e lottando contro le forze globali che vogliono uniformare il gusto”.

In queste frasi si capisce gran parte del tema principale del libro, che in definitiva è la difesa dell’espressione della libertà personale (di gusto ma anche di pensiero) come “unica garanzia contro l’incalzante totalitarismo morbido”.

“Le vie del vino” di Jonathan Nossiter
Einaudi, pp. 242, euro 16

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