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Quella domenica a pranzo… Tutte le annate dello Spirto della Fattoria Sant’Agnese

Nel 1994 Paolo Gigli era uno spensierato studente universitario in quel di Pisa. Nel frattempo, nella mente del padre, dirigente Iri spesso in viaggio, maturava l’idea che i tempi erano maturi per avere un buen retiro in campagna. E Paolo si ricorda ancora nitidamente il giorno in cui, una domenica a pranzo, il padre aprì il giornale e trovò l’offerta che poi in qualche modo gli avrebbe segnato la vita, quella professionale perlomeno. Un’asta, una raccomandata con una offerta fatta senza troppa convinzione, un esito inaspettatamente positivo. Così nacque la Fattoria Sant’Agnese.

E nacque praticamente da zero, da una terra in completo abbandono, con i vigneti poi rinnovati o impiantati negli anni poco alla volta grazie all’aiuto fondamentale di Fabrizio Moltard che per fortuna “è di casa” in quella Val di Cornia che inizia dove finisce il bolgherese per arrivare a Piombino ai limiti della maremma grossetana. Oggi Sant’Agnese è una realtà piccola ma solida, risultato di tanti sacrifici, di utili reinvestiti invece che “goduti”, frutto degli sforzi di una vita che forse poteva essere meno segnata da ansie e preoccupazioni. Ma in fondo va bene così.

Questo traspare dalle parole di Paolo, ormai in prima linea nella gestione dell’azienda. Persona interessante, comunicativo e bonario ma quando serve caparbio e ostinato. La sua convinzione è che nessuna occasione vada persa per far conoscere il proprio lavoro arrivando magari, quando è all’estero, ad entrare nel ristorante importante della città per offrire i suoi vini. Ha molto a cuore il suo territorio: per dire, ad ottobre dell’anno scorso, nell’ultima giornata di vendemmia, la rottura del legamento di una caviglia nella discesa dal trattore non gli ha impedito di organizzare, sulle stampelle, degustazioni e laboratori al Salone del Gusto di Torino. E non esita a farsi qualche nemico per mettere puntigliosamente i puntini sulle “i” quando ritiene che qualcuno non giochi anche per la squadra ma solo per sé.

Questa è la prima verticale di tutte le annate prodotte sinora dello Spirto, ormai maturo vino di punta, partito con un uvaggio bordolese a prevalenza merlot, poi diventato l’unico vitigno nell’annata 2006. La Fattoria Sant’Agnese produce anche un bianco, il Kalendamaia da uve vermentino di grande peculiarità aromatica, ed altri rossi interessanti come il Rubido (merlot, cabernet sauvignon e sangiovese) ed il Libatio (sangiovese).

Spirto 2001

Olfatto sfaccettato e di buona intensità: si avverte netta la terra umida, l’inchiostro ma anche il fruttato maturo della mora e della prugna, ed in un secondo momento i toni mentolati. Al palato parte scattante, mostra una beva di bella scorrevolezza e torna ampio in un finale in cui prevale la freschezza e anche qualche tono asprigno. Buona persistenza.

Spirto 2002

Naso “ombroso” nel quale si avvertono il cacao, la carruba, il caffè e il caramello. Di tessitura vellutata, appare di beva più statica che nell’annata precedente, e di consistenza pastosa. Ancora un finale in espansione.

Spirto 2003

Bel naso terroso, ma anche pieno di un frutto rosso solare, fragrante e “caramelloso”. In bocca è snello più che avvolgente, ha trama larga e sfoggia una buona progressione. Finale ancora una volta ampio, di bella fragranza anche se leggermente asciugante.

Spirto 2004

Qui la frutta rossa è accompagnata da note ematiche ed il palato è ineccepibile: compatto, serrato, assai fragrante, progressivo, accompagnato da bella speziatura, e concluso da un finale di grande ampiezza.

Spirto 2006

Merlot in purezza in questa annata, e il cambio di carattere si avverte. Naso più “metallico”, con cenni di laccatura e toni cosmetici, è comunque carattererizzato da una opulenta confettura di frutta nera e da spunti balsamici e mentolati. Beva vellutata, progressiva, con qualche sfumatura verde. Finale scintillante.

Fattoria Sant’Agnese
Loc. Campo alle fave, 1 – 57020 Piombino (Li)
Tel. 0565.277069
email: giglipa@hotmail.com
www.santagnesefarm.it

3 Comments

  • Josè Pellegrini ha detto:

    E’ vero.Sa mettere puntigliosamente i puntini sulle i, anche se qualche volta fuori posto, ma questo è il rischio di chi combatte per una giusta causa. E qui la giusta causa si chiama VAL DI cornia ,che meriterebbe di essere più conosciuta e pià amata . Chissà chI la ama di più tra me e lui, seppur per motivi in parte diversi ? Al Vinitaly, Paolo. Josè

  • Cristina Galliti ha detto:

    Grande personaggio Paolo, senza peli sulla lingua, simpatico e determinato! I suoi vini riflettono la sua personalità. Ci siamo trovati spesso nelle stesse fiere e manifestazioni enogastronomiche, l’ultima a dicembre a Livorno, avevamo il banco accanto, già….aveva lo stampelle, povero!!
    BRAVO!!!
    Cristina

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