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Les Voleurs – Furto al Vinitaly

Nella calma di una notte senza luna, due ombre  scavalcano i cancelli di Verona Fiere e si intrufolano nei padiglioni silenziosi e pronti per l’apertura del Vinitaly il giorno dopo. Solo una luce conica illumina stand dopo stand alla ricerca di una bottiglia speciale che possa servire degnamente per festeggiare un anniversario importante. Le due figure vestite di nero procedono caute lungo i padiglioni e non si lasciano distrarre da nessun rumore tranne quello raro dei passi di alcune guardie giurate di turno. In quel caso si nascondono dietro i banconi di alcuni stand che non sono nemmeno sfiorati dal fascio di luce della torcia indagatrice. Passato il pericolo, sbirciano fuori prima di rialzarsi e proseguire il giro alla ricerca del loro vino preferito, The Black Mamba, un vino nero come la notte, dai sapori accentuati di frutti di bosco e con un retrogusto salmastro.

Passano in rassegna per primi i vini italiani poichè questo oltre a essere un furto è anche un loro percorso personale alla scoperta delle novità in fatto di vino. Avrebbero preso qui e là qualche bottiglia per poterla gustare con calma ma purtroppo avevano spazio solo per due bottiglie.

“Da domani qui sarà una bolgia…” sospirò Daria

“Talmente tanta gente da sentirsi intronati alla fine della giornata, non mi piace! ma posso capire che gli affari si facciano anche così…!”

“Sì, ma ti ricordi quando lavoravi per quell’azienda francese e ci siamo incontrati qui per la prima volta?”

“Come potrei dimenticarmelo, da allora la nostra vita è cambiata in modo radicale e si è fatta di giorno in giorno sempre più eccitante. Il furto è diventato il nostro mestiere anche se purtroppo la figura del ladro gentiluomo oggi non esiste più…”

“I ladri nella mentalità comune sono sempre la…”

“Shhhhh….un’altra guardia, qui dietro veloce!”

I passi della guardia si avvicinarono: “Si, qui non c’è nessuno, è una tale palla fare la guardia notturna, ma d’altronde è l’unico lavoro che ho trovato, se solo potessimo essere in due ma Nedo fa il giro contrario così teniamo sott’occhio sempre tutta la zona. Si, si ho capito…    – la guardia stava parlando al telefono – ora ci penso io, quante ve ne servono? – dopo un attimo di silenzio – una cassa di rosso va bene?- Domani sera al vino ci penso io – buono e gratis – Hahahaaa!” L’uomo sparì dietro uno degli stand più grandi e imponenti.

“Non siamo gli  unici ladri qui dentro stasera.” sussurrò Daria

“Così sembrerebbe,” rispose brusco Marcel.

“Sbrighiamoci, dobbiamo arrivare al padiglione dove c’è l’Australia, prima che le due guardie si accorgano di noi…” disse Daria scattando in avanti e uscendo all’esterno del padiglione dedicato all’Italia del Nord dove si erano persi nei ricordi pochi minuti prima.

La notte umida e fredda  non prometteva bene per il giorno dopo, ma nè Daria nè Marcel avevano tempo di preoccuparsi del clima, in ballo c’era la loro personale reputazione di ladri e la scommessa fatta con Javier. Dovevano a tutti i costi vincerla. E poi dovevano festeggiare il primo lustro di colpi d’autore e per fare ciò serviva un vino dal gusto particolare e dal nome indimenticabile, Black Mamba. Come il mamba che silenzioso si avvicina alla sua preda così loro si avvicinavano alla loro meta.

Il padiglione dedicato agli Stati Uniti e all’Oceania era un qualcosa di strabiliante, mai visti tanti produttori insieme e una coreografia così unitaria. Gli stand erano stati pensati in modo da condurre il visitatore lungo un percorso fisso e attraverso vie labirintiche per poter vedere azienda dopo azienda tutte quelle presenti. Pareti  di plexiglass racchiudevano veri e propri giardini di glicine, vite americana, edera, ma anche girasoli, rose rampicanti e tantissimi alberi con foglie di seta che catturavano lo sguardo e rilassavano la mente. La natura finta all’ennesima potenza. Stati Uniti, Sud America e Oceania si fondevano in un unico grande palcoscenico in cui il protagonista assoluto era il vino.

“Ci siamo quasi, la Red Rock winery è l’ultima a destra.”

“Shhhh, presto… dietro quelle casse!”

Un’altra guardia stava passando in quel momento, anche lei al telefono: “Ho capito tesoro, ma non ci posso fare niente se Fausto ha preso il turno diurno e io devo stare qui di notte….”  la sagoma scura scomparve pochi secondi dopo assieme al cono di luce della torcia dietro ad un muro di gerani.

Erano di nuovo soli.

“Eccoci, ci siamo.”

“Qual’è il Black Mamba tra questi?”

“Non lo vedo, eppure le nostre fonti ci avevano detto che doveva essercene una cassa in degustazione…”

Daria e Marcel si guardarono, e poi decisero di aprire tutte le casse davanti a loro. L’azienda produce quattro tipi di vini diversi e tutti sperimentali seguendo un metodo biologico, biodinamico. Il vino di punta è il Black Mamba che sembrava proprio non esserci là in mezzo, poi White Cloud un bianco di base che si abbina bene con piatti leggeri, The Orange Sand un vino dal colore tendente all’arancio a causa del ferro contenuto nella terra dove si trova la vigna e il Red Rock un borgogna australiano con un pizzico di pinot nero e syrah. Aromi di deserto, venti oceanici e erba fresca in sottofondo.

Il Black Mamba sembrava essere strisciato via e perso chissà dove.

“Non è possibile, John non ci può aver detto una bugia!”

“E’ molto strano, io credo che abbiano deciso di non portarlo con sè all’ultimo momento.”

“Ma se è il loro vino di punta!”

“Bo’, non so cosa dirti, fatto sta che qui di Black Mamba non c’è nemmeno l’ombra” disse Daria in tono depresso.

“Dobbiamo andarcene prima che sorgano le prime luci dell’alba e sparire.”

“Così perderemo la scommessa!”

“Accidenti!”

Tornarono indietro senza seguire un percorso preciso e senza nemmeno fare molta attenzione.

Un rumore strano veniva da dietro uno stand, sembrava un animale ringhiante ma non era possibile che ci fosse un cane là dentro. Doveva essere qualcos’altro. Marcel si avvicinò lentamente pesando ogni passo ancora prima di farlo e guardò dietro l’angolo. Alla prima non credette ai suoi occhi ma poi mise a fuoco e riconobbe una delle due guardie notturne addormentata con una bottiglia di Chianti in mano che russava beatamente persa nel mondo ubriaco dei sogni. Purtroppo però niente Black Mamba.

La notte si trasformò in giorno, e il silenzio dei padiglioni lasciò lo spazio al rumore della fiera. Ormai Daria e Marcel erano lontani, o meglio abbastanza lontani da non essere sospettati, e poi di cosa visto che non avevano trovato il loro vino. Si trovavano in un piccolo hotel che guardava le rive del Garda. Un piccolo angolo di pace per leccarsi le ferite della sconfitta. Daria scese nella hall a prendere il fax proveniente da Javier, quando vide un giornale locale che in prima pagina diceva “Furto al Vinitaly” e sottotitolava “Nella Notte un ladro ha rubato una cassa di vino australiano”.

Daria prese il giornale e lo portò con sè in camera. Un lungo articolo che per metà si chiedeva come mai il ladro avesse scelto del vino australiano e proprio con il nome di un serpente, Black Mamba, e per il resto si facevano ipotesi su chi potesse essere stato. Uno degli indiziati era una delle guardie che sembra essere stata vista nascondere nella panda una cassa che sembrava proprio contenere bottiglie di vino. L’articolo terminava dicendo che gli organizzatori avrebbero aumentato le guardie notturne per garantire tranquillità a tutti i partecipanti alla fiera.

“Abbiamo il nostro ladro…”

“Eh?” fece Marcel

“Sì, la guardia notturna che parlava al telefono ci ha fregato il nostro vino… guarda!” Daria porse il giornale a Marcel.

Lui lo lesse e disse: “Beffati da un novellino…”

“Ma con un ottimo palato” ribattè Daria.

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