“La rivoluzione bolle in pentola”: vegani alla riscossa

Di • 26 mag 2011 • Rubrica: Attualità e idee Un commento
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Navigando alla ricerca di alcune gustose ricette ho scoperto  il sito www.veganriot.it e me ne sono innamorata. I curatori del sito, Alessandra e Paolo, propongono le loro ricette vegane in modo semplice e chiaro. Quello che più mi ha stupito è che la maggior parte degli ingredienti utilizzati la posso trovare al supermercato e non solo nei negozi specializzati. Così ho deciso di intervistarli.

Perchè proprio vegani e non semplicemente vegetariani?

Paolo: Personalmente sono stato vegetariano per qualche anno e poi vegano. Il passaggio è stato un po’ obbligato, nel senso che se dovevo comunque abbracciare seriamente la questione etica, l’eliminazione del latticino e dell’uovo era obbligata. Le mie motivazioni sono state esclusivamente etiche, ossia evitare sofferenza, sfruttamento e morte ad altri esseri viventi.

Alessandra: Io sono stata vegetariana per molti anni prima di diventare vegan. Credo anche io che il passaggio sia obbligato per chi non mangia gli animali per ragioni di carattere etico.

Com’è cambiata la vostra vita da allora?

Paolo: Mah, niente di particolarmente gravoso per quanto mi riguarda. Sebbene abbia iniziato queste diete “bizzarre” in tenera età, venivo comunque da un background giovanile dedito allo scontro; perciò non è che abbia cambiato troppo la mia vita, in famiglia e fuori. Probabilmente questo cambiamento mi ha arricchito, anche perché ero molto prevenuto verso un sacco di piatti ed alimenti del mondo vegetale prima di diventare vegano.

Alessandra: Il maggiore cambiamento che ho vissuto è stato l’allargamento del mio orizzonte culinario e, paradossalmente, una maggiore disponibilità a sperimentare nuovi piatti e cucine. Per quanto riguarda il fronte degli affetti non ci sono stati grossi cambiamenti. I miei genitori sono molto aperti dal punto di vista culinario e non si fanno grossi problemi a sperimentare piatti nuovi. Anzi, devo dire che onorano particolarmente la nostra tavola e mia madre mi chiede spesso di prepararle biscotti e dolcetti. Lo stesso vale per i nostri amici, che sono, in larga parte, carnivori. Mia sorella, invece, è vegetariana. Ho un background di contestazione dello status quo molto simile a quello di Paolo che, ancora prima di diventare vegan, mi aveva già insegnato a non fermarmi alla superficie delle cose. Capacità, questa, che credo sia alla base delle scelta di diventare vegetariani o vegan…

Vi manca mai una fetta di mortadella o un pezzo di pecorino?

Paolo: Cos’è la mortadella ? Non mangio carne dal 1989… non ne ho più il ricordo! Scherzi a parte no, non mi manca. Ho avuto un paio di anni di cedimento verso i latticini un paio di lustri fa, perché sono particolarmente goloso. È iniziato con gli avanzi della pizza margherita e finita con il profiterol. Poi son tornato sui miei passi. L’unica cosa che mi da fastidio è che fuori casa ho scelte particolarmente limitate. Nel senso che sì, ormai ovunque riesco più o meno a non saltare pasti, tuttavia pochi sono i posti che riescono a sorprendermi e soddisfarmi con qualche cosa di buono e di nuovo. Un po’ anche per questo abbiamo delle rubriche tra gli articoli del sito, in cui si parla delle nostre peripezie nei ristoranti, soprattutto all’estero.

Alessandra: Bah, direi di no. Anche se la mortadella è stato l’unico affettato che mangiavo, la carne non mi è mai piaciuta un gran che. Credo che sia anche per questo che i miei genitori non hanno subito nessun particolare shock quando ho deciso di non mangiarla più. Devo dire che nutro anche un odio piuttosto forte per i formaggi, comprese molte delle loro repliche vegetali. Comunque, non ho particolari nostalgie, ma c’è da dire che le cose che mi è sempre piaciuto mangiare di più sono la pizza, facilmente “veganizzabile”, e la frutta.

Quando e perché vi è venuta in mente l’idea del sito?

Paolo e Alessandra: In quanto “animalisti” e particolarmente entusiasti della cucina ci sembrava il mezzo ideale di comunicazione per uno stile di vita meno dannoso per la vita animale. Soprattutto perché non si andava a parare sulle immagini shock spesso usate dall’ambiente degli amici degli animali o delle campagne colpevoliste. Ad ognuno il suo, per carità, però quando abbiamo iniziato il sito avevamo almeno 15 anni di background vegetariano/vegano alle spalle e francamente cin eravamo rotti un po’ le scatole di quanto sopra. Siamo stati un po’ i primi a fare una cosa del genere in Italia, in  ambito vegan ovviamente, soprattutto con un certo spirito scanzonato. Nessuno ci ha dato alcuna coppa però…

E quella del catering?

Paolo e Alessandra: Il catering è stato per lo più un idea non troppo sviluppata. Abbiamo fatto e continuiamo a fare delle cene vegan piuttosto corpose ed a buon mercato e ci siamo creati un minimo di fan delle nostre “grandi abbuffate”. Senza risvolti economici peraltro, tutto il guadagno è stato investito in materiale da cucina e ha fondamentalmente sovvenzionato il nostro libro. Il catering non è mai partito come sarebbe dovuto essere perché alla fine, come conseguenza di queste cene/eventi, Paolo è finito a lavorare nelle cucine altrui, sempre di ristoranti vegetariani.

Pensate alle ricette più in funzione del sito o più in funzione del vostro piacere personale alla sperimentazione?

Paolo: Il sito sicuramente ci da l’input per fare sempre piatti nuovi. Però andiamo incontro anche al nostro palato. Alessandra per esempio non gradisce troppo determinate preparazioni che possono essere per esempio zuppe, vellutate e simili. Io non mi faccio grandi problemi, ma preferisco comunque piatti sostanziosi, seppur vegan… unto, fritto, carboidrato. Ho superato il mio momento salutista da un bel po’.

Alessandra: come diceva Paolo, il sito è l’input per sperimentare cose nuove, ma alla fine quello che prevale è il nostro gusto personale. Veganriot per noi è un piacere, non un dovere.

Nel nostro iniziale scambio di e-mail mi avete detto di essere astemi. Non bere alcolici è parte della filosofia vegana o una vostra scelta?

Paolo: No, no, è una scelta nostra personale; per quanto riguarda noi due, una casualità. Io facevo parte di correnti giovanili musicali che abbracciavano prima di tutto la sobrietà e l’astinenza da droghe, una branca impazzita del punk-hardcore denominata “straight edge”. Ho continuato su questa via anche perché non sono un grande fan dell’alcol. Paradossalmente preferisco a vini e birre i liquori dolci, passiti, vini di riso dell’est asiatico, con cui mi piace molto trafficare ai fornelli.

Alessandra: Io sono astemia e mi fregio di non aver mai nemmeno assaggiato una birra… Paradossalmente non sono stati né il vegetarianismo né il veganismo ad attirare su di me critiche, stupore generale e commenti poco simpatici, ma il non bere alcolici e caffè. A quanto pare sono i piaceri irrinunciabili della vita di molte persone, che si sentono smarrite all’idea che qualcuno viva bene anche senza.

Che differenza c’è tra veganismo e vegetarianismo?

Paolo: Il secondo si limita a non mangiare carne e pesce, mentre il primo ha allargato anche a latte, uova, miele e tutti i loro derivati. Parliamo di scelte etiche quindi molto probabilmente entrambi le categorie eviteranno anche di indossare pelle ed accompagnare il proprio fratello a battute di caccia al cinghiale in Val di Chiana …

Che consigli dareste ad una persona che vuole diventare vegana?

Alessandra: Innanzitutto di informarsi sull’aspetto nutrizionale della faccenda e di comprare un buon libro di cucina vegan dal quale prendere spunto. Consiglierei, poi, di non cercare di evangelizzare amici e parenti al grido di mangia cadaveri, ma di mostrargli nei fatti che si può tranquillamente essere vegan ed avere una vita felice. Se vi fanno domande sulla vostra scelta, illustratela senza polemiche e senza attaccarli. Se, invece, vi prendono in giro rispondete con una battuta: non prendetevela a male perché fareste solo il loro gioco. Detto questo, se continuano a rompervi sistematicamente le palle mandateli a quel paese e basta. Personalmente appena conosco qualcuno con il quale so che avrò una frequentazione prolungata dico subito di essere vegan, in modo da mettere le cose in chiaro. Non critico gli altri per quello che mangiano e pretendo che anche gli altri non critichino me. Comunque, la cosa più importante di tutte è essere convinti e felici delle proprie scelte, senza aver paura di quello che gli altri pensano di noi.

Paolo: Più prosaicamente direi di andare dritti per la propria strada, infischiandosene dei commenti a cui si sarà soggetti. Di contro, poi, non sentenziare sulle decisioni alimentari altrui. Sicuramente allargare i propri orizzonti alimentari aiuterà a rimanere saldi e tenere vivo l’interesse per il cibo, che non deve essere per forza insalata e pomodori. Sconditi peraltro…

Anche comprare il libro di vegan Riot “La rivoluzione bolle in pentola” potrebbe fare al caso vostro…

Gli hamburger vegani e i baci di dama sono le ricette che preferisco, qual’è la ricetta a cui siete più affezionati tra tutte quelle pubblicate sul sito?

Alessandra: Io impazzisco per le ciambelle fritte e i cinnamon rolls. Sono gli unici dolci che devo cercare di preparare poche volte in un anno, pena scorpacciata e relativo mal di stomaco!

Paolo: Io sono sentimentale probabilmente, e penso che la pasta con le sarde che faceva mia nonna, nella sua forma veganizzata da noi nel libro è forse una delle cose che risveglia bei tempi e ricordi. Belli probabilmente solo perché avevo meno problemi, tra cui lavoro, bollette e mutuo. Decisamente sono esaltato dalle ultime ricette di pasta ripiena. Invece ai maggiori complimenti ricevuti, suppongo siano andati alla vegan carbonara ed il tofu in carrozza.

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Un commento »

  1. ciao! ho scoperto il vostro sito e mi piace sapere che siamo in parecchi a ‘ professare’ buone pratiche di cucina ed idee. Ilmio progetto di cucina si chiama La rivoluzione vien mangiando eheh… siamo analoghi.. un saluto resistente dalla libera repubblica della Maddalena di chiomonte pat

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