DiVINando, le stelle nel bicchiere

Di • 4 ago 2011 • Rubrica: Attualità e idee, Da leggere 4 commenti
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Ci sono due categorie di persone che credono nei dettami dell’astrologia. La prima è composta da coloro che pensano che nella propria giornata o settimana avverranno veramente le cose che erano scritte nel proprio oroscopo. La seconda è più semplicemente e “laicamente” convinta che i nati sotto un certo segno zodiacale abbiano aspetti in comune in fatto di carattere e propensioni. E dunque, perché non pensare che siano accomunati anche dal gusto, dalle preferenze nel cibo e nel vino, o più in generale nell’approccio con l’alimentazione ed il piacere della tavola? Con questa semplice ma azzeccata idea Andrea Gori e Giulia Graglia hanno costruito insieme questo “Divinando – Le stelle nel bicchiere”, un esempio felice di divulgazione “pop” della materia enogastronomica che prendendo spunto dai segni zodiacali riesce a parlare in modo leggero e scorrevole di vini e vitigni, italiani ma non solo, intervallando schede didattiche (per esempio sulle tecniche di degustazione) e approfondimenti con riusciti brevi racconti.

Dunque, per esempio, ai nati sotto un segno poliedrico come i Gemelli, che per il loro attivismo non staranno mai seduti a tavola a lungo, possono essere associati il marchigiano Verdicchio dei Castelli di Jesi, vino che può essere semplice o assai complesso e strutturato, e l’emiliano Lambrusco, spumeggiante e solo apparentemente superficiale. Quelli del Cancro per il loro carattere amano essere coccolati a tavola, magari in famiglia, e prediligeranno un vino non prorompente ma solido come la Vernaccia di San Gimignano o un piemontese Dolcetto, intimamente legato alle tradizioni e poco modaiolo. I Sagittario, da parte loro, sono ideali animatori della tavola, ottimisti e senza fronzoli, e possono preferire la calda generosità di un sardo Cannonau o un Icewine, un vino prodotto in condizioni difficilissime in alta quota per deliziare i palati dei valligiani. E così via.

Due parole ancora sugli autori. Di Giulia Graglia conosciamo le doti di brava documentarista, ma con chi abbiamo più familiarità è Andrea Gori, ingegnere genetico con il pallino dell’informatica ma anche e soprattutto sommelier (è stato anche vicecampione d’Europa) e ristoratore nella trattoria di famiglia Da Burde in via Pistoiese a Firenze. Instancabile degustatore e divulgatore, riporta le sue infinite esperienze sensoriali in un seguitissimo ed aggiornatissimo blog ed un canale youtube che in questo momento conta qualcosa come 1773 filmati.

Andrea Gori e Giulia Graglia
DiVINando, le stelle nel bicchiere
Romano Editore
224 pagine – 16 euro

Nella seconda immagine, Andrea Gori sistema la macchina fotografica per una “autoripresa” prima di descrivere un vino

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4 commenti »

  1. ehi ma grazie mille della recensione, Riccardo!
    soprattutto bello che hai apprezzato il tentativo di parlare di vino in maniera POP senza sbracare nei contenuti, la cosa più difficile al mondo, specie in Italia…

  2. Ora devi scrivermi la seconda parte della dedica…. !

  3. tanto non leggi la calligrafia…meglio se te la scrive Giulia!!!

  4. spero solo che l’astrologia sia stata la molla per far partire il libro. Non vorrei che aiutasse la gente a crederci… Se no mi fate saltare fino al soffitto!!! Siamo nel XXI secolo. Anche se è quello del grande fratello e dell’isola dei famosi..per favore l’astrologia no!!!

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