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“Rosati in terra di Rosati”: una sfida per la qualità che compie diciotto anni

CEGLIE MESSAPICA (BR) – L’immaginario collettivo riserva al vino rosato un profilo piuttosto nebuloso: i dubbi iniziano già col metodo di produzione (in Unione Europea ci hanno provato a far passare il concetto che si possa fare mescolando vino rosso con vino bianco) e continuano di fronte a carte dei vini povere di etichette e a scarsi consigli ricevuti nelle enoteche o nelle sale dei ristoranti. Invece le possibilità di abbinamento a tavola a guardar bene sono assai ampie in una cucina variegata e colorata come quella italiana, per un vino che è il risultato di una meticolosa attenzione concentrata in poche ore, quel breve intervallo di tempo in cui le bucce cedono il colore e le sostanze desiderate, in cui si decidono caratteristiche e stile. E al momento ritenuto ottimale, la parte migliore del mosto viene estratta per fargle svolgere la fermentazione riservando la rimanente per un vino di seconda scelta.

La Puglia è una delle culle del rosato italiano, forse la più antica, soprattutto nel Salento con l’uva negroamaro ma anche più a nord con il bombino nero e senza disdegnare il primitivo, forse meno vocato; una tradizione che ebbe un passaggio fondamentale quando l’azienda Leone de Castris iniziò ad imbottigliare il suo Five Roses in recipienti di fortuna (bottiglie di birra). Non deve sorprendere dunque che diciotto anni fa un gruppo di ristoratori salentini decisero di stimolare i viticoltori del loro territorio alla produzione di vini rosati di qualità, che potessero inserire nelle loro carte senza delusioni o brutte sorprese. Si riunirono in un consorzio che battezzarono Buona Puglia, e decisero anche di organizzare un evento che celebrasse questa tipologia di vino, Rosati in terra di Rosati, che quest’anno diventa appunto maggiorenne.

A questo invito del mondo della ristorazione, snodo fondamentale della filiera enogastronomica ed importante attore del mercato, hanno aderito via via sempre più aziende che sottopongono i loro vini ad una commissione internazionale di giornalisti che in occasione di Vinitaly scelgono i venti che diventeranno poi i protagonisti di una serie di iniziative diffuse nel territorio nell’ultima settimana di luglio, culminanti nella bella serata conclusiva aperta al pubblico nel relais La Fontanina di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, che anche quest’anno ha avuto un successo travolgente.

Lo spazio sui mercati internazionali per un rosato come quello pugliese ci sarebbero, vista la carenza di alternative di particolare valore oltrefrontiera, e iniziative come “Rosati in terra di rosati” sono un ottimo veicolo di conoscenza e promozione per i cinsumatori italiani. A patto però che produttori facciano la loro parte con impegno e dedizione , senza quelle scorciatoie o furbizie che portano dritte a brutte sorprese quando il vino finisce nel bicchiere e nelle tavole.

Alcuni assaggi dei venti rosati selezionati quest’anno

Prima Ronda 2010Torrevento
Non particolarmente intenso ma delicato su note floreali, di fragola e di melograno; al palato parte lieve, riservando per il finale buona energia e discreta compattezza.

Girofle 2010Azienda Monaci
Eleganza, bella mineralità, caramella di ciliegia accennata al naso. Di buona scorrevolezza, va in discreta progressione, ed assieme ad una leggera sbavatura alcolica  si mostra insieme compatto e nervoso nel finale.

Rosalita 2010Cantina Due Palme
Di dolcezza agrumosa di mandarino mostra una beva sapida e corposa, molto piena, dolce, morbida.

Galatina Rosato 2010A. A. Valle dell’Asso
Naso un po’ da ricercare, inizia delicatamente floreale per passare ad una caramella di ribes rosso e di lampone affiancata da spunti vegetali e di erbe aromatiche. Rotondo ed untuoso al palato, esprime note di ribes e mirtillo, mantiene buona tensione di beva con qualche durezza alcolica, e chiude amarognolo.

Due Carri 2010Crifo
Di colore rubino scarico, molto intenso per la tipologia, si caratterizza per note di fragola e rosa appassita; un vino di impatto ma anche un tantino aggressivo in bocca, che va in discesa e chiude corto.

Kreos 2010Castello Monaci
Di spiccato carattere lamponoso al naso, è denso e grasso in una beva coerente con le sensazioni olfattive, saporita fino ad un finale lungo.

Calafiura 2010Tormaresca
Di colore rosa molto affascinante, è ampio, ed esprime un elegante melograno. La beva si mostra però piuttosto aggressiva, con un finale ancora in via di definizione.

Pungirosa 2010Rivera
Naso caratterizzato da un leggero lampone molto persistente; bella grassezza, qualche leggera sbavatura alcolica, molto saporito e diretto. Buono.

Il Melograno 2010La Marchesa
Note dolci di lampone, di buona piacevolezza caratterizzano un vino pieno, corposo, morbido, di buona persistenza.

Fuxia 2010Paolo Leo
Colore rosa deciso, e naso pieno di fragola e lampone, espressi con buona definizione. Preciso, di buona succosità, va però in discesa in bocca perdendo in precisione.

Marangi Rosato 2010Tenute Mater Domini
Di colore corallo scarico esprime note leggere di ciliegia e lampone. Beva equilibrata, di bella larghezza e freschezza, vellutata e con discreta spinta nel finale.

Spinello dei Falconi 2010Cupertinum
Colore molto intenso e profumi vinosi di frutta rossa. Beva caratterizzata da tanta energia giovanile, termina un tantino corto ed amarognolo.

Saturnino 2010Tenute Rubino
Naso segnato da imprecisoni olfattive. Migliore in bocca, dove il ribes e mirtillo sono accompagnati da una dolcezza forse poco integrata, ma è molto saporito e termina pieno di energia.

Polvanera Rosato 2010Polvanera
Spunti piacevoli di arancia rossa e melograno, si confermano in una beva di buona larghezza ampia nel finale.

Metiusco Rosato 2010Palama’
Frutto rosso piacevolmente dolce, intenso e persistente. Al palato è teso e minerale, ma mostra anche qualche spigolo nei suoi toni agrumati, ed un finale in discesa.

Rosato 2010Masseria Li Veli
Vegetale e pungente, con spiccate note di sedano; conferma di questo carattere lieve in bocca, di buona scorrevolezza, di bella freschezza.

Le Pitre 2010Mottura
Frutto rosso dolce semplice e gradevole; beva di medio impatto, scorrevole ed equilibrata.

Nella seconda, terza e quarta immagine: alberello, grappolo e foglia di negroamaro

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