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7/1-28/2 sul Garda: Il Bardolino sposa la cucina di carne di maiale

Nove ristoranti e trattorie dell’entroterra gardesano propongono interi menù degustazione a base di salumi e carni di maiale in abbinamento con il Bardolino, in onore della più schietta tradizione contadina della zona.

L’antica tradizione della maialatura, la lavorazione della carne di maiale, torna protagonista sulle tavole della ristorazione dell’entroterra veronese del lago di Garda, fra Affi, Cavaion Veronese e Pastrengo, in abbinamento al più classico dei vini della zona, il Bardolino: fino al 28 febbraio otto ristoranti e trattorie delle colline gardesane proporranno interi menù a base di carne di maiale e di salumi, preabbinati al giovanile rosso bardolinese, a prezzi popolarissimi. L’iniziativa è dell’associazione dei ristoranti della Collina gardesana e del Consorzio di tutela del vino Bardolino, con la collaborazione e il supporto del Consorzio di tutela del formaggio Monte Veronese, il tipico formaggio del monte Baldo e della Lessinia, che fa capolino nei menù.

I ristoranti che costituiscono l’attiva associazione dell’entroterra delle colline moreniche del Garda orientale sono Cà Orsa ad Affi, 21° Secolo, Al Cacciatore, Villa e Andreis a Cavaion Veronese, Al Forte, Eva, La Carica e Stella d’Italia a Pastrengo. Sarà presso questi locali che per tutto gennaio e sino alla fine di febbraio si potranno gustare proposte quali i vassoi di salumi accompagnati dalle mostarde “nostrane”, la polentina con lardo e salame, il tipicissimo risotto col tastasàl (ossia la carne macinata pronta per essere insaccata, che viene utilizzata per il condimento del riso allo scopo di “tastarne”, ossia assaggiarne, il grado di salatura), la grigliata di braciole, costine, salamelle, luganeghe e carne salà, le puntine di maiale servite con la salsa al Bardolino, il cosciotto di maiale al forno con le patate, l’arrosto di capocollo di maiale al Bardolino e via discorrendo. I prezzi, vino incluso, vanno dai 23 ai 35 euro.

“Con quest’iniziativa – spiega il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – vogliamo rafforzare ulteriormente il legame fra il mondo produttivo del Bardolino e la ristorazione della zona d’origine, che ha ritrovato il piacere di farsi portavoce della nostra produzione vinicola. L’antica tradizione della maialatura appartiene al territorio, così come vi appartengono il Bardolino e la consuetudine all’accoglienza da parte dei nostri osti e dei nostri ristoratori: è significativo che questi caratteri della nostra area possano essere rappresentati insieme da una manifestazione che ha nella popolarità il proprio carattere distintivo. Una maniera per invitare a venire sulle colline del Bardolino anche al di fuori della stagione turistica”.

Il Bardolino, il rosso delle colline moreniche del Garda Veronese, figlio delle uve autoctone della corvina e della rondinella, continua intanto la propria marcia. “I dati di vendita del 2011 – dice il presidente del Consorzio di tutela – confermano i brillanti risultati che il Bardolino e il Chiaretto, sua versione rosata, avevano ottenuto nell’ultimo biennio. Tutta la produzione viene regolarmente venduta e la domanda sta aumentando, con il prezzo delle uve che è tornato ad essere remunerativo per i nostri vignaioli. Di fatto, il Bardolino è una specie di vino anticrisi ed il segreto della rinascita sta proprio nella riscoperta della tradizione”. Per info www.collinagardesana.it

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