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Amarone della Valpolicella 2008 in anteprima a Verona

Un’altra brava collaboratrice si unisce alla nostra squadra. Ne siamo felici.

di Nicoletta Dicova

VERONA – Sabato 28 e Domenica 29 gennaio si è svolta nella suggestiva cornice di Palazzo della Gran Guardia di Verona la presentazione alla stampa della vendemmia 2008 dell’Amarone della Valpolicella. Al convegno, che precedeva il momento degli assaggi, sono intervenuti, con meticolosità e precisione tipicamente venete, il presidente del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella Emilio Pedron ed il suo vice l’enologo Daniele Accordini, a cui ha fatto seguito una relazione di Eugenio Pomarici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. I dati esposti durante il convegno fotografano un Amarone in fase ascendente, avviato alla conquista di spazi sempre più ampi e prestigiosi sui mercati internazionali. Un Amarone di maggior vigore e maturità commerciale, frutto del matrimonio felice tra il costante investimento in ricerca e sviluppo a livello tecnico e di marketing e quello spirito laborioso e metodico che distingue il Veneto e che ne ha fatto uno dei motori trainanti dell’economia del Paese.

Un Amarone “ superstar”

La corsa al successo del nostro Amarone arriva addirittura fino alla Casa Bianca, come ci informa Il Corriere della Sera. In uno dei suoi recenti articoli, il quotidiano ha riportato che l’Amarone è uno dei vini prediletti da Obama e che è spesso protagonista sul tavolo delle cene presidenziali. Un successo globale riscontrato dal vino-simbolo dell’enologia veneta. Il presidente di Vinarius, l’unione delle enoteche italiane, Francesco Bonfio, definisce così il consumatore-tipo di Amarone: “ straniero, uomo, nella fascia di età tra i 35/50 anni”. Molto richiesto anche dalle signore, nonostante la sua alta gradazione alcolica. Secondo Bonfio il segreto del successo dell’Amarone sta nella sua bevibilità; l’Amarone secondo lui “ ha un gusto accessibile anche al palato del neofita. A questo va aggiunta “la sua rinomanza di vino prestigioso, molto gettonato per un regalo importante”. Anche secondo Antonello Maietta, presidente AIS, la seduzione sta nella sua morbidezza ed eleganza unite alla tradizione e alla forza di un territorio. Maietta lo definisce come “un vino di moda, ma al di sopra delle mode”.

L’annata 2008 dal punto di vista tecnico

La vendemmia

La vendemmia 2008 in Valpolicella rappresenta finalmente il ritorno alla normalità del calendario vegetativo, col sollievo dei viticoltori locali. Dopo una serie di annate caratterizzate da ondate di calore e maturazioni anticipate, nel 2008 le uve sono state raccolte in perfetta media; la vendemmia è iniziata il 22 di settembre. L’annata 2008 in Valpolicella si è contraddistinta con una difficile primavera, molto umida e piovosa, in particolare nei mesi di aprile e giugno, seguita da un’estate senza eccessive calure e da un meraviglioso autunno. Un settembre caldo e asciutto ha dato all’ uva la possibilità di uno straordinario recupero facendo sì che le uve maturassero in maniera ottimale con buona sintesi aromatica e senza scottature dei grappoli. Miglior performance ha avuto l’uva corvina.

L’appassimento

Il periodo dell’appassimento si è svolto in condizioni ottimali nel primo mese, il più critico per la sanità finale, novembre e dicembre hanno richiesto invece l’intervento del condizionamento assistito nei fruttai. L’appassimento si è svolto in condizioni di ottima sanità delle uve, le elevate concentrazioni di glicerina rilevate nei vini sono l’indicatore di un significativo attacco di botrytis nobile sulle uve, che ha conferito ai vini maggior morbidezza e complessità gustativa.

Pigiatura, fermentazione e affinamento

La pigiatura nel 2008 è iniziata attorno al 15 dicembre; le fermentazioni si sono svolte nella regola, la durata media è stata di circa 30 giorni. L’affinamento in legno seguito alla macerazione ha accentuato le caratteristiche positive degli Amarone di questa annata fresca, conservandone appunto la freschezza e finezza, sostenute da una dichiarata aromaticità.

I terroir dell’Amarone

L’annata 2008 presenta un Amarone stilisticamente più evoluto, in cui il terroir diventa protagonista di concerto con la tecnica dell’appassimento; un Amarone più equilibrato, in cui la tecnica dell’appassimento non sovrasta più il territorio, come succedeva a volte nel passato. I sei terroir distintivi della DOC Valpolicella hanno lasciato la loro impronta sul prodotto finito in maniera netta e tangibile; detto in termini grossolani e generici si notano queste tendenze:

– Vallate Occidentali dеlla Valpolicella Classica (Sant’Ambrogio,San Pietro in Cariano, Fumane): un vino più austero, sentori di spezie ed erbe aromatiche a fianco dei classici sentori di ciliegia e marasca; la vallata di Fumane in particolare ha dato vita ad un vino di struttura, potenzialmente molto longevo.

– Vallata di Negrar: vini opulenti, dal tannino molto morbido e dolce e dal frutto ben maturo

– Vallate di Cazzano,Mezzane e Val d’Illasi: vini molto ricchi, sentori caratteristici di ciliegia e spezie dolci

– Vallate di Marano e di Valpantena: vini di gran finezza e eleganza, spiccate note floreali e balsamiche, speziati.

Le degustazioni

Il livello generale degli assaggi è parso molto buono. I produttori presenti hanno proposto in degustazione vini qualitativamente validi e ben eseguiti dal punto di vista enologico. Ciò che emerge rispetto agli Amarone di una decina di anni fa, come già annotato, è un Amarone stilisticamente più maturo e armonioso rispetto alla sua esuberante fase giovanile. Un Amarone che ha “compreso” meglio la sua identità e il suo potenziale, un vino insomma più consapevole di ciò che può e vuole essere. Un Amarone più equilibrato e “saggio”, dove gli slanci della sua gioventù vengono ora bilanciati da una maggior ricerca della finezza, con il risultato di un vino più completo e godibile. Dove si ritira il legno, avanza il terroir. Si nota la tendenza da parte dei produttori di prediligere l’uso di legni di formato grande a scapito delle barriques, con la conseguenza positiva di un terroir più leggibile nel bicchiere. Ogni vallata ha il suo stile distintivo, che ho trovato nettamente più marcato rispetto a qualche decennio fa.

Il carattere dell’annata 2008? Un’annata più fresca del solito, che ha dato dei vini di maggior finezza, strutturati ma senza essere corpulenti. Un Amarone notevolmente più territoriale. A detta di uno dei produttori presenti “ Il 2008 è stata un ‘annata che ha premiato chi ha lavorato bene in vigna. Mentre il 2007 è venuto buono dappertutto, il 2008 è riuscito solo a chi ha saputo fare bene la sua parte nel vigneto”.

My favourites 

Due i vini che mi hanno colpito in maniera particolare: quello di Ca’ La Bionda e quello di Corte Sant’Alda, entrambe piccole cantine a gestione famigliare. L’assaggio più emozionante della giornata è stato l’Amarone Ravazzol di Ca’ La Bionda, proveniente da una vigna singola che il grande Giuseppe Quintarelli ha definito come “ il posto migliore per fare Amarone”. Il vigneto Ravazzol è un vero e proprio grand cru. Situato sull’omonima collina ad una altezza compresa tra i 200 e i 300 metri, poggia su un terreno argilloso-calcareo complesso, ricco di scheletro e di sedimenti minerali. L’età della vigna ultrasessantenne conferisce a questo vino profondità e complessità. Un vino-titano che spicca in mezzo agli assaggi. L’Amarone Ravazzol è un vino ricco e profondo, molto minerale, elegante e potente nello stesso tempo. Un vino glorioso, sinfonico, un vino-trionfo. Ancora troppo giovane, ha in sé l’energia e la potenza di un cavallo di razza impaziente di correre. Un assaggio emozionante.

Altrettanto piacevole l’incontro con il suo produttore Alessandro Castellani, erede di una famiglia di viticultori in Valpolicella che fa vino da oltre 100 anni. Uomo semplice e schietto, di poche parole ma dallo sguardo sincero e pieno di luce. Alessandro apre le sue bottiglie con  mani da vero vignaiolo, ruvide. Le dita viola. Mani sincere. Mani che sanno toccare la terra. A differenza di tanti produttori presenti in giacca e cravatta, Alessandro è vestito con un semplice maglione e un paio di jeans. Più da vigna che da fiera. Il suo vino è come lui: poco appariscente visto da fuori, dall’etichetta sobria e schietta. Ciò che conta è dentro. E questo vale per i vini come per le persone.

Medaglia d’argento per l’Amarone Mythas di Corte Sant’Alda, piccola cantina di ispirazione biodinamica guidata dalla vulcanica Marinella Camerani. Profondamente affascinata dal pensiero steineriano, Marinella fa nella sua azienda in Valpolicella vini personali ed emozionali atti ad esprimere un concetto “semplice e rivoluzionario”, quello della ” individualità agricola”, intesa come “una serie di elementi, di coscienze, di forze riproduttive che rendono un’azienda agricola unica e inimitabile”. Come ci racconta Marinella, lei vive la sua vigna e la sua cantina come parte integrante della proria individualità, che la completano a livello umano. La cantina per lei è una Casa. Quella dove abita con la sua famiglia. E il vino e la vigna sono “ una storia che si muove e si intreccia con la mia vita, ovvero il senso che voglio dare alla mia vita”.

Con il riflesso nella mente della luce emanata da queste parole di Marinella ed il gusto del suo vino in bocca, saluto la splendida Verona con una passeggiata serale in Piazza delle Erbe prima della partenza. Non l’avevo mai vista così bella prima. L’ho sempre considerata splendida, ma quella sera c’era qualcosa di magico nell’ariа. Non so se è stato per via di quei vini ispirati o del pensiero di Steiner, fattostà che quella sera il mondo mi è sembrato più bello e più giusto.

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