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Cantine d’Italia 2012: la nuova guida per l’enoturista

E’ stata presentata a Roma la nuova edizione di Cantine d’Italia 2012, la guida edita da Go Wine (www.gowinet.it) pensata appositamente per il consumatore o l’enoappassionato che ama viaggiare per conoscere da vicino il luoghi dove nascono i propri vini del cuore. L’opera è stata curata dal presidente dell’Associazione Go Wine Massimo Corrado e dal giornalista Massimo Zanichelli, in collaborazione con Giampaolo Gravina e altri giornalisti di settore. Sono ben 660 le cantine recensite, oltre 2.500 i vini segnalati, 1.500 gli indirizzi utili per mangiare e dormire: una guida “parallela” che affianca le tradizionali guide dei vini, puntando i riflettori sul valore che la cantina può avere come luogo di promozione e comunicazione di un territorio.

La veste grafica si presenta rinnovata e ricorda da vicino quella di altre guide di settore (vedi Michelin o guida Espresso). Accanto a un ricco corredo informativo (anagrafica dell’azienda, riferimenti e contatti, giorni e orari di apertura, indicazioni stradali), un breve testo racconta la storia e l’attualità di ogni cantina e delle persone che la animano. Un terzo delle cantine sono state classificate con “l’impronta d’eccellenza”, un simbolo che condensa i punteggi migliori ottenuti nella valutazione complessiva della visita: un ambiente affascinante per storia e architettura, integrato nella natura, reso ancora più caloroso dall’accoglienza delle persone e dalla qualità dei vini prodotti, sono stati i criteri per selezionare questi 220 viaggi da non perdere, per i quali l’esperienza e l’emozione di fondono per creare un ricordo che vuole restare indelebile nella mente dell’appassionato. Se l’impronta sintetizza in una scala “emozionale” la qualità complessiva di una cantina, ogni scheda riporta comunque (con una scala di stelle da 1 a 5) anche il dettaglio delle valutazioni fatte sul sito, l’accoglienza e i vini, in modo da fornire al lettore uno strumento per decidere se il viaggio vale la pena per la bellezza del luogo, per il savoir-faire dei titolari, per la qualità della produzione enologica o per una combinazione di tutti questi elementi.

Sono stati assegnati 8 premi speciali, rivolti a Resort e Tavole aziendali d’eccellenza, vini “storici” e “autoctoni”, EnoArchitetture e luoghi di cultura e promozione del vino. Questo il dettaglio:

  • Premio “Savoir-faire” per il Relais aziendale dell’anno a Bellenda – Alice (Vittorio Veneto, Veneto)
  • Premio “Alto Confort” per il Relais aziendale dell’anno a Malvirà – Villa Tiboldi (Canale d’Alba, Piemonte)
  • Premio “Cantine Golose” per la Tavola aziendale dell’anno a La Costa (Perego, Lombardia)
  • Premio “Cantine Meravigliose” per l’EnoArchitettura dell’anno a Castello di Modanella (Rapolano Terme, Toscana)
  • Premio “Enocultura” per il Luogo Permanente del Vino dell’anno all’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna (Dozza, Emilia Romagna)
  • Premio “Autoctono si nasce” al Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Vigna delle Oche 2008 – Fattoria San Lorenzo (Montecarotto, Ancona)
  • Premio “Buono…non lo conoscevo!” al Ruchè di Castagnole Monferrato “LAccento” – Montalbera (Castagnole Monferrato, Asti)
  • Premio “Vini Storici d’Italia” al Taurasi Radici Mastroberardino (Atripalda, Campania)

 Queste invece le 17 Cantine che, nella specifica graduatoria, raggiungono il vertice delle “Tre Impronte Go Wine”:

Badia a Coltibuono (Toscana); Bellavista (Lombardia); Ca’ del Bosco (Lombardia); Capezzana (Toscana); Castello di Modanella (Toscana); Castello di Verduno (Piemonte); Bisol (Veneto); Emo Capodilista – La Montecchia (Veneto); Ferrari (Trentino); Florio (Sicilia); Fontanafredda (Piemonte); Lungarotti (Umbria); Malvirà (Piemonte); Mastroberardino (Campania); Planeta (Sicilia); Tenuta Vicchiomaggio (Toscana); Villa Sparina (Piemonte).

 

5 Comments

  • mamma mia!!!! ancora una…. ne sentivamo la mancanza. Però, però, le impronte sono bellissime… a quando anche qualche altro residuo animalesco? Poi, faccio un po’ il maligno… I nomi dei curatori mi fanno capire altre cose: non si possono fare troppe cose…a rischio di non farne bene nessuna. “Qualcuno” di Acquabuona forse mi capirà… vero Fernando?
    Boccaccia mia stammi zitta!!!!

  • Paolo ha detto:

    Puntuale come sempre! Via, fammi dire 2 cose anche a me, che l’avevo recensita l’anno scorso. E che continuo a pensare che siamo tutti grandi e vaccinati, e che un libro in mano più o meno lo sappiamo tenere.
    Sono strumenti, le guide, né più né meno. E che nella mia esperienza, qualche anno fa, quando ero meno grande e col fegato meno “allenato”, mi sono state utili per iniziare. Magari sbagliando, magari andando prima di tutto alla ricerca dei superpremiati… ma poi, dai e dai, un gusto me lo sono formato. L’importante è la curiosità, ma quella dipende dall’individuo, non dalla guida.
    Poi, vorrei dire due cose riguardo alla frase “a rischio di non farne bene nessuna”. Il fatto che ci sia una possibilità non implica che ci sia una effettiva necessità logica della cosa. Volendo andare sul concreto, ho conosciuto Massimo Zanichelli, e lo ritengo una persona molto preparata, dalla grande cultura del vino, aperta al dialogo e curiosa. Non il tipo che fa le cose tanto per fare. Via, la mia l’ho detta, saluti a tutti.

  • enzo ha detto:

    una guida può anche servire… ma il troppo stroppia. La tua poi mi sembra un’iilazione, rispetto a quanto ho scritto io. Come mai? Se poi non si può criticare…. stiamo zitti e seguiamo le regole imposte. Eviterò qualsiasi commento che non sia in linea con quanto sia politicamente corretto. Comunque, non è questo il “vino” che preferisco….

  • Paolo ha detto:

    Enzo, se ritieni che io faccia illazioni, allora parliamo due lingue diverse. E con questo da parte mia ho chiuso l’argomento.

  • Franco Santini ha detto:

    Mamma mia!!! caro Vincenzo, non conosco personalmente i curatori (se non Giampaolo Gravina, che ha solo collaborato, e che reputo, non solo io, uno dei più seri e bravi degustatori d’Italia) e giudico dal materiale che ho avuto in mano- La guida è carina, anche esteticamente, molto fruibile e almeno a giudicare dallo spaccato abruzzese (mia regione del cuore) molto precisa nelle indicazioni e molto affidabile nelle selezioni, anche dei vini. La reputo, nel complesso, un prodotto editoriale utile e valido. Dei presunti “retroscena”, invece, mi interessa poco. Un abbraccio.

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