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L’olio extravergine umbro a Beirut col Papa Benedetto XVI

E’ ancora una volta il vulcanico Luciano Cesarini a promuovere il suo territorio e il nostro Paese attraverso i prodotti di qualità della sua pregiata azienda agricola. Forte di un marchio “rampante” e dinamico nel mondo del vino, come la Cantina Signae di Bastardo (PG), Luciano ha scelto invece, come spesso fa, un messaggio giustamente sottile e discreto, umile, che quasi in silenzio ha coinvolto l’Umbria nel viaggio Apostolico del pontefice Benedetto XVI a Beirut, uno dei viaggi più pericolosi mai intrapresi da un Papa.

Non è questo il contesto per approfondire la trama di una situazione politica e sociale che si intreccia a religione e integralismo, ma la cronaca è il palcoscenico della nostra vita. Con grande coraggio e abnegazione pastorale, il Santo Padre è volato comunque nella martoriata Beirut per lanciare un appello di pace in favore di una convivenza civile tra i popoli e le religioni. In questo contesto, si è presentato con il ramoscello d’olivo che da sempre rappresenta il perdono, fin da quando sul Monte degli Olivi, nel giardino dei Getzemani, Gesù perdonò chi lo aveva tradito dopo l’ultima cena. In 500.000 hanno risposto al gesto e sono accorsi per assistere alla  Messa celebrata dal Pontefice. A Beirut Benedetto XVI ha voluto proseguire quel dialogo iniziato proprio tanti anni fa ad Assisi, in Umbria, che è la patria riconosciuta del dialogo e della Pace.

In questo quadro simbolico, proprio attraverso quel ramoscello d’olivo, si inserisce il richiamo agli Uliveti di Assisi e dell’Umbria come grande cornice di questo messaggio e, per questo, diventa significativa la presenza dell’Olio Umbro, frutto di questi ulivi, nel Viaggio Apostolico, come  elemento simbolico nel cammino della pace e del dialogo che l’Umbria, per qualche ragione, rappresenta. Così l’ingegno di Luciano Cesarini, che ha saputo cogliere il momento giusto per proporre il suo Extravergine San Felice, piuttosto che uno dei suoi blasonati vini di Bastardo, si è tradotto in impegno, nel trasmettere un significativo messaggio dell’Umbria e dei suoi prodotti agroalimentari.

L’Umbria ha così accompagnato il Papa in questo periglioso viaggio, portando in modo raccolto, circostanziato e partecipe, un messaggio di pace e un pezzo di Italia nel mondo; attraverso la sua cultura, al sua storia e il suo patrimonio naturale. Sotto questa luce si interpretano le parole di Luciano che, orgoglioso di un’identità profonda, afferma: “Tutti dobbiamo essere consapevoli che gli Umbri sono il Popolo Italico più antico ancora presente in Italia; hanno sempre evitato ogni guerra anche quando gli Etruschi li relegarono sulla riva sinistra del Tevere. Dobbiamo essere orgogliosi di questo carattere dolce, morbido e pacifico che ha contrassegnato tremila anni di storia e riappropriarci soprattutto nella enogastronomia di quest’ identità troppo “frettolosamente” abbandonata negli anni 70/80

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