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Metti che un giorno a Heathrow… Gordon Ramsay Plane Food

Ramsay Plane Food

Ramsay Plane FoodMetti che state facendo scalo a London Heathrow sulla via delle Americhe e che in coda per i controlli di sicurezza vi si affianchi una fascinosa “Marylin” un po’ decaduta, occhio blu e aderente eleganza. Metti che cominciate a fantasticare (una attrice?) tanto che state per proseguire lasciando il telefono nella vaschetta dopo i raggi X e lei vi chiama per rendervelo, “thanks a lot”, ampio sorriso e una luce negli occhi, o così vi immaginate. Metti che il tabellone annunci che il vostro volo ha due ore di ritardo e proprio mentre leggete lei vi passi a fianco diretta alle zone di ristoro. “Come passare queste due ore?” vi chiedete, mentre prendete la stessa direzione …  solo per vederla sparire nell’area riservata ai clienti di rango e off-limits per voi, fieri detentori di un biglietto economy!

Ma l’aeroporto è grande e ci sarà di certo un altro modo per ingannare il tempo.

Pub all’inglese, odore di carne alla griglia. Ristorantino esotico, stile balneare (con tanto di ombrelloni per pararvi dalla luce artificiale dello scalo) e musica caraibica. Gordon Ramsay Plane Food, ingresso elegante e un nome familiare ma che sul momento sfugge. Meno male che c’è Google, facile fare mente locale. Famoso cuoco proprietario di vari ristoranti e divo televisivo… Ma certo! Ricordiamo una puntata di Hell’s Kitchen, reality talmente irreale da chiedersi come si fa a crederci (ma forse questo è proprio il bello dei reality). Un programma in cui non si vede praticamente cucinare ma si sa tutto sui drammi infantili dei concorrenti o sulle rivalità tra i fornelli.

Ramsay Plane FoodProgramma televisivo a parte, questo Ramsay famoso lo è (da non perdere la carrellata di facce su Google), e dobbiamo comunque rifarci dopo l’esclusione dal mondo dei VIP!

Luminosa terrazza interna con vista sulle piste, stile moderno(riato), musica di sottofondo, servizio di buon livello, camerieri attenti, buona scelta di piatti e anche di vini.

In un attimo arriva pane caldo, a scelta tra bianco e nero, e burro salato. Da subito si nota la rapidità aeroportuale del servizio!

Scegliamo:

un calice di Riesling Mansion House Bay (Nuova Zelanda);

Calamari sale e pepe di Szechuan con peperoncino verde e cipollotto  (Salt and Szechuan pepper squid, green chilli, spring onion);

Ramsay Plane FoodSpigola al vapore, insalata di zucchino, avocado (Steamed sea bass, courgette salad, avocado);

Croccanti e saporiti i calamari sono fritti in una pastella arricchita da semi di sesamo, un antipasto reso ancora più appetitoso dalla freschezza della cipollina cruda e dall’indiavolta spazzolata di peperoncini verdi. Gustiamo con piacere ma dopo qualche boccone si nota un po’ di sale in eccesso. Cerchiamo rifugio nel pane e burro, ma è salato anche questo, sapidissimo il Riesling… dobbiamo arrenderci e chiedere anche un’acqua minerale (che avevamo evitato sapendo che a Londra costa quanto il vino!)

Bello e quasi senza difetti invece il main course, a parte la nota allevatizia del filetto di pesce (ma quanti siamo a riconoscerla ormai?). Delicati i contrasti, la cremosità dell’avocado che media tra l’essenzialità del pesce e l’agrumato e mentoso croccante della zucchina, che ha poco a che fare con le verdi nostrane e somiglia piuttosto a una cresciuta zucca tagliata in lunge lingue sottili (se non fosse per il menu faticherei a riconoscerla come tale, comunque).

Ramsay Plane FoodCi concediamo anche il dessert, un azzeccatissimo brownies alle noci americane (peacan) con gelato alla vaniglia (Chocolate and peacan brownie with vanilla ice cream), intrigante aromaticamente, soddisfa la voglia di cioccolata senza appesantire.

Il tutto servito in meno di mezz’ora, quasi troppo rapido per gustarselo appieno, ma gli aerei continuano a partire senza tregua e senza rispetto per la digestione (nostro a parte, con un ritardo che ora ci sembra provvidenziale).

Caffè (espresso, buono) e il conto che ci incuriosisce essendo in aeroporto, già un posto caro, in una delle città con la ristorazione più cara al mondo: 48,77 sterline, ovvero 60 euro. Non poco ma neppure eccessivo, cosiderando quanto detto sopra e la qualità comunque buona di cibo e servizio. Forse l’unica cosa che stona un po’ è il costo al minuto, per noi italiani che insieme alla qualità siamo abituati a dare un prezzo alla convivialità… Ma questa è London Heathrow, uno dei crocevia del mondo!

P.s. Mentre scrivo, in volo, mi cade l’occhio sulla TV del passeggero accanto e vedo Gordon Ramsay (proprio lui!) che fustiga i poveri concorrenti del reality di turno, per chi crede che le coincidenze abbiano significato…

 

 

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