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Romeo, il gattone del Colosseo a firma Bowerman-Roscioli

EntrataROMA – Un viaggio a trecentosessanta gradi sulla giostra alimentare. Colazione, célo. Spezza fame della mattina: célo. Pranzo: célo eccome! Merenda: célo. Spesa: pure quella, célo abbondantemente. Cena: con i fiocchi, célo. Gli fa un baffo a Romeo (scordatevi il gattone del Colosseo di disneyana memoria) l’album delle figurine Panini… Là dentro, fra tagli e colori moderni, accolti da un arredamento confortevole ma privo di fronzoli, trovate il meglio dell’offerta gastronomica del nostro Paese, compresa qualche parentesi all’estero. Da consumare in loco, facendo la “spesa” al bancone, oppure da portare a casa. In più il menù e i panini curati personalmente da una delle chef di rilievo della Capitale.

IMG_3003A metà novembre Glass Hostaria e Roscioli (due nomi, una garanzia, nella ristorazione romana), hanno inaugurato una nuova insegna lanciandosi in un’avventura chiamata Romeo, laddove in precedenza rombava un’officina dell’Alfa Romeo. Insomma: un nome, un destino. Roooonf… Quale appellativo potrebbe meglio identificarsi in una città? “Tipicamente romano, o almeno lo era anni addietro. Anticamente il termine designava qualsiasi persona cittadina dell’Impero Romano. Oggi il solo pronunciarlo porta alla mente l’Urbe – dice Cristina Bowerman, una laurea in Giurisprudenza a Bari e una in arti culinarie a Le Cordon Bleu College of Culinary Arts di Austin, in Texas – Dal punto di vista squisitamente linguistico, Romeo è un nome graficamente e foneticamente invariato un po’ ovunque. Dà sicurezza, è riconosciuto. Come se non bastasse, dato che le sue pareti ospitavano un’officina Alfa Romeo, l’omaggio ad un’italianità di classe è venuto automatico”.

IMG_2998Quell’open space ha ispirato i soci, per “creare alternative alla ristorazione romana, per la maggior parte ancora vincolata alla trattoria o al ristorante per turisti – prosegue la Bowerman – Romeo invece si rivolge ad un pubblico che ama sperimentare nuove forme e gusti, pur restando in qualche modo legato alla certezza della tradizione e a quelle della qualità dei reparti forno e gastronomia. Non a caso l’aggiunta al nome: Chef&Baker. Si spera di poter accogliere chiunque abbia voglia di un pranzo o di una cena in un’atmosfera calda e conviviale dove il vero protagonista é il cibo”.

IMG_2995Prima di tutto un pane da bonus: croccante, morbido, con tanta o poca mollica, ogni specialità figlia del forno è il top nella sua categoria. Che si tratti di pizza bianca (la focaccia toscana) o al pomodoro, di filoni o grissini. Idem per ciò che è figlio dei fornelli, diretti senza incertezza dalla chef Bowerman. “La cucina di Romeo è tecnicamente evoluta ma apparentemente semplice. Lo sforzo più grande sta nell’offrire una proposta diversa da Glass. Dividersi in due non é semplice ma l’idea di fare qualcosa di diverso é stimolante per tutti – spiega la chef che di giorni è qui e la sera corre al Glass – In che consiste la diversitá? Al Romeo troverete ravioli di coppa con salsa al gin e alici del Cantabrico, a Glass invece, il piú ardito risotto con piacentino uva e mosto. Da Romeo troverete uno sconsacrante panino alla liquirizia Amarelli con scaloppa di foie gras e a Glass borlotti cotti in fondo di triglia con chorizo e umeboshi con scaloppa e triglia.

Lavagna dei panini

I panini di Romeo poi sono uno sfogo creativo senza fondo. Dal salmone stracciatella e aneto all’hamburger trattato con ingredienti che esaltano il quinto sapore, l’umami, é sempre un divertimento. Ora sto lavorando sui marshmallows, speranzosa di poter divertire ancora qualcuno”. Provare per credere il panino di fegato grasso, chips di patate, ketchup di mango e maionese al passito. Ne uscirete gongolanti. Le proposte compaiono sulla grande lavagna appesa di fianco al bancone del pane. Una curiosità in più: potete acquistare la vostra baguette o la rosetta, passare alla gastronomia (con in bella vista Iberico di Bellota, bufala di Paestum, burrata di Pisignano, alici del Cantabrico, giusto per elencare qualche prelibatezza) e farcirlo con quanto il palato vi suggerisce.

Cristina Bowerman

Affiancano Cristina Bowerman altri tre soci: Fabio Spada ed i fratelli Alessandro e Pierluigi Roscioli. Cristina e Fabio vengono da una realtà ormai consolidata ed esclusiva come quella di Glass, così come i fratelli Roscioli costituiscono un marchio unico, riconosciuto da anni non solo a livello nazionale. Glass si interessa a tutta la parte ristorazione mentre i Roscioli della parte forno. E insieme hanno una certezza: “poter dare vita ad una cucina che é il risultato simbiotico delle nostre due realtá”.

Qual è la forza di questa nuova offerta romana? “Risiede proprio nel connubio tra le due anime: cucina e forno. La joint venture tra Spada-Bowerman ed i fratelli Roscioli ha definito ancora meglio la forza di Romeo, un punto di incontro tra creativitá e tradizione. Lo abbiamo pensato come un percorso fonte di prospettive sempre diverse, sia architettoniche che gastronomiche – concludono i quattro soci – È fuori da ogni possibile stereotipo, una riuscita visione architettonica di nuovi luoghi e modi di mangiare, uno spazio che emoziona e coinvolge tutti i sensi. Un luogo magico”.

ROMEO Chef & Baker, via Silla 26/a, Roma
Ttel 06.32110120
www.romeo.roma.it

3 Comments

  • Diego ha detto:

    Nulla da dire sulla qualità dell’offerta gastronomica e della cucina, anche se, per quanto riguarda la prima, appare alquanto esagerato giudicarla il “meglio del nostro paese”.
    C’è poi una pecca gravissima nell’ambiente dove ci si siede a mangiare: il chiasso.
    Scelte architettoniche a parte – de gustibus… – gli avveniristici architetti non hanno curato per niente l’acustica. Vi assicuro che è un’esperienza stressante stare a cena e non riuscire bene a sentire chi ti sta di fronte e alzare la voce per farti sentire…

  • Irene Arquint ha detto:

    Buondì Diego. Possiamo giocare con le parole, ma non credo sia errato definire il meglio dell’offerta gastronomica del nostro Paese i prodotti di Savini Tartufi, del pastificio dei Campi di Gragnano o Benedetto Cavalieri, le birre Baladin, il culatello di Zibello, le belle selezioni di prosciutti, affettati, formaggi e quant’altro è esposto sul bancone della gastronomia e sugli scaffali di Romeo. Non trova?
    Per l’acustica, non saprei cosa dire. Ho mangiato da Romeo a pranzo, in un’affollata giornata di pioggia e non ho avuto la sua sensazione.

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