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Campania Stories & Taurasi Vendemmia: come si comunica un territorio

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TELESE TERME (BN)/SERINO (AV) – In un periodo deprimente, in cui molti “lasciano”, gli amici della Miriade&Partners (quelli di Bianchirpinia e di Anteprima Taurasi, dei quali abbiamo più volte scritto) hanno invece “raddoppiato”! Anzi, più che raddoppiato, visto il programma che sono riusciti a mettere in piedi.

Per cinque giorni l’intera Campania del vino, declinata in rosso, è stata al centro delle attenzioni della stampa nazionale ed internazionale: quest’anno, infatti, la consueta analisi delle ultime uscite di Taurasi è stata preceduta da Campania Stories, la prima rassegna unitaria sulle principali denominazioni dei vini rossi delle province campane di Napoli, Salerno, Caserta e Benevento. Nelle due sedi scelte per l’occasione – lo splendido resort Aquapetra, nel beneventano e l’hotel Serino, nell’avellinese – si sono dati appuntamento decine di giornalisti, delle più autorevoli guide e riviste di settore, che hanno avuto la possibilità di fare una vera e propria full immersion nel vino e nel territorio della regione.

La cosa che mi fa più piacere è vedere come, anno dopo anno, questa giovane agenzia di comunicazione riesca ad aggiungere un colore nuovo al quadro che ormai da una decina d’anni racconta la storia e la produzione enologica di questa splendida terra. E chi ne esce rafforzato è un territorio intero, con i suoi vini e le sue persone, sempre più consapevoli ed orgogliose di raccontarsi e di mettersi in gioco, accettando il confronto fra colleghi e con la critica.

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Un modello di comunicazione e di organizzazione che andrebbe studiato e preso ad esempio. Nulla è lasciato al caso o all’improvvisazione: il parterre di giornalisti ed esperti è di prim’ordine; il programma è denso ma allo stesso tempo snello e personalizzabile; il linguaggio è attuale e professionale; il coinvolgimento delle aziende (di tutte le aziende, dalle più piccole ai “colossi”) è diretto, poiché non si limitano ad inviare i campioni per la degustazione (alla quale, tra l’altro, molti produttori partecipano in prima persona) ma assumono un ruolo attivo nell’organizzazione degli eventi “collaterali” (cene, visite, assaggi di approfondimento). Il tutto, ricordiamolo, senza un euro di finanziamento pubblico, ma contando solo su pochi sponsor privati che hanno dato fiducia a questi ragazzi (e allora mi pare d’obbligo una citazione: Grano Armando, Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana, Grafica Metelliana, Soleazzurro Service, HS Soluzioni Informatiche).

Per capire meglio gli effetti di questa rara e virtuosa collaborazione tra una proattiva agenzia di comunicazione e un gruppo di aziende del vino che cerca sempre più di fare squadra visitate il sito www.campaniastories.com: troverete tutto il materiale prodotto durante gli eventi, tradotto anche in lingua inglese. Di fronte a un progetto tanto articolato e ambizioso – che vuole diventare un portale permanente di divulgazione, confronto e cultura enologica di una delle più importanti regioni del vino italiane – l’assaggio dei vini rischia di passare quasi in secondo piano. Ma ovviamente non è così, e quindi vi lascio con qualche considerazione generale sui Taurasi, segnalando gli assaggi più convincenti interessanti.

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L’annata 2009 non è stata delle più favorevoli: tra piogge abbondanti e sbalzi termici la maturazione e raccolta dell’aglianico è stata molto complicata. Molti Taurasi erano freschi e snelli, ma spesso con acidità sbilanciate e tannini non perfettamente maturi. Tra i campioni assaggiati due in particolare hanno incontrato il mio gradimento: quello di Sabino Loffredo di Pietracupa, che ormai non sbaglia più un colpo sia sui bianchi che sui rossi, e l’Alta Valle di Colli di Castelfranci. Del primo mi è piaciuta la bocca snella e spontanea, un po’ rustica forse, con tannino di grana non finissima ma di invidiabile maturità, con una polpa e una profondità gustativa fuori dal comune. Il secondo, con un legno che forse si deve ancora un po’ amalgamare, mi è sembrato comunque molto piacevole, scattante, reattivo, facile da bere, succoso e con i tannini giusti.

Le cose sono andate meglio, in generale, con la Riserva 2008. Anche qui (nonostante le buone prove dei vari Mastroberardino, Urciuolo, Terredora, Caggiano, Montesole, Il Cancelliere) due vini mi hanno colpito più degli altri: quello di Perillo e il cru Coste di Contrade di Taurasi. Il primo, dal profilo cupo, scuro, ancora chiuso, ha grande materia, attacco fresco e dolce allo stesso tempo, spinta acida, tannino ancora scalpitante ma di perfetta maturità: vino di grande potenza ma elegante e complesso. Il secondo è stato il mio assaggio preferito (e non solo il mio, stando ai commenti dei vari colleghi): al naso si presentava con un profilo tradizionale ma molto elegante, balsamico, con frutti scuri, cuoio e spezie; in bocca era tanto di tutto… frutto croccante e dolce, tannino presente ma ben armonizzato, progressione spontanea ed articolata, piacevole e lungo. Un capolavoro!

 

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