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Latina Sky Wine 2013: fra cielo e terra, tra il vino e le stelle

ENTRATALATINA – Sale ancora più in alto il livello di completezza e visione con cui il Latina Sky Wine si impone all’attenzione del pubblico e degli operatori nel promuovere, valorizzare e sostenere i prodotti, i valori e la storia del territorio pontino.

Si è aperta con il taglio del nastro venerdì 3 e si conclusa con gli sbandieratori di Carpineto Romano domenica 5 maggio la manifestazione che, per il secondo anno consecutivo, si posiziona tra i grandi eventi enologici del Lazio, curata e organizzata ancora magistralmente dalla Best Event, di Carol Thandy Ndlazy e Giuseppe Di Benedetto, e patrocinata dall’Assessorato alle Politiche del Turismo di Latina. E’ proprio l’assessore Gianluca di Cocco a sintetizzare la soddisfazione per la riuscita dell’evento: “Coniugare cultura e prodotti è la strada per una sistematica azione di sostegno per la promozione turistica”.

gente_2Tocca infatti le settemila presenze la kermesse della Torre Pontina, ancora intrecciata fra la terra e il cielo, tra i banchi espositivi e d’assaggio al piano terra e le suggestive visite al roof top del grattacielo, che ospitava i telescopi dell’Associazione Pontina di Astronomia. Un percorso sinestetico che volutamente è stato organizzato, con intelligenza e competenza, proprio al fine di trascinare in un’esperienza sensoriale memorabile tutti i visitatori, coinvolgendoli tra sapori e profumi, ma anche tra visioni mozzafiato e i rumori intriganti sprigionati dalle pentole e padelle degli show cooking, tenuti dagli chef della Federazione Italiana Cuochi (sezione provinciale di Latina).

distribuziooneQuesto risultato non poteva essere che il frutto di un’espressione territoriale forte dei suoi prodotti di qualità, dal vino ormai protagonista da anni, alle materie prime oggetto di pietanze eccellenti, ma anche di una cultura profonda e radicata che è stata protagonista dell’area espositiva nell’intento di avvicinare i visitatori alla storia del territorio.

Sono stati molti, dunque, i temi che hanno arricchito il programma del Latina Sky Wine, una ricchezza che si è tradotta in un tutto esaurito anche degli stand espositivi e di cui non è possibile tralasciare nulla in questo racconto.

olio_2La novità più evidente nell’ambito delle degustazioni si può sintetizzare nella Strada del Vini, dell’olio e dei sapori della Provincia di Latina che, oltre ai produttori ai produttori vinicoli aderenti, ha proposto una panoramica sulla produzione di olio extravergine d’oliva dell’areale pontino, caratterizzato da tipologie olivicole ben note. Altro contributo interessante è stato quello di confronto con le produzioni enologiche di alcuni produttori campani, come Femia, Donna Clara o Masseria Murata, romagnoli, come Casa Mora, e friulani come Cantarutti Alfieri. E’ stato interessante poter paragonare i caratteri dei vini del territorio pontini con quelli provenienti da areali completamente diversi.

Altra novità e divertente competizione a sostegno dei giovani delle scuole del settore turistico, la gara culinaria fra tre giovani cuochi provenienti dalle scuole alberghiere di Anzio, Formia e Latina, confrontatisi su tre piatti con prodotti del territorio, che ha visto l’attribuzione del premio Sky Cook 2013 a Piercarlo Di Meo dell’Istituto Alberghiero di Formia. Nell’area panoramica del roof top, quasi a toccare il cielo, si sono svolte le esibizioni gastronomiche e le degustazioni guidate, gli assaggi di cioccolata Antica Norba, distillati e bollicine, nonché le lezioni dell’Unione Astrofili.

rooftopC’è stato poi il contributo alla diffusione della cultura e del patrimonio storico locale, fornito dal Museo della Terra Pontina che, in una postazione incastonata tra i banchi di assaggio, ha ricreato un itinerario fotografico e virtuale nell’epoca della bonifica, momento storico decisivo e di svolta dell’agro pontino. Altre collaborazioni di interesse sono state quella Associazione di Volontariato R2 executive team (Cuochi della Protezione Civile), sempre presenti sui banchi; poi i Libri da Scoprire, Latina in Cucina e il supporto della Fisar.

Cosa resta alla fine di questa tre giorni piena e stimolante? Una tracollina e un calice serigrafato, la consapevolezza di una ricchezza territoriale variegata, immagini indimenticabili del sole e della volta celeste, aromi e sapori sedimentati fra papille e sinapsi, la speranza di poter vivere ancora, il prossimo anno, un’esperienza così coinvolgente … e tante, tante fotografie.

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