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Puntata ad Assisi: A casa di Bacco, con la Cantina Schippa

LogoCome molti sapranno, il 3 e 4 ottobre ad Assisi ci sarà la visita di papa Francesco, bellissima occasione per visitare questo splendido paese e le bellezze che lo circondano. Personalmente vado ad Assisi ogni anno e più volte nello stesso, è un luogo speciale in cui respira in modo naturale, istintivo e recondito, un’atmosfera che tocca quell’intimo mistico che spesso neanche sappiamo di avere.

Scorcio_2Questo accade certamente nei luoghi di culto, che trasudano storia ed emozioni, come le basiliche più conosciute di S. Francesco, Santa Chiara o San Damiano, o come all’Eremo delle Carceri, tra i pertugi che hanno ospitato otto secoli fa i frati più accesi nella fede e nel credo francescano. Ma incredibilmente, e ancor più, quest’aria coinvolgente si respira tra le vie del borgo, stranamente inebriati fra locali tipici, negozi colmi di souvenir, vetrine ricche di immagini sacre e norcinerie strabordandi di profumi invitanti.

SantiIo mi divido. In queste piccole pause che mi prendo dal turbinio della quotidianità, torno sempre ad Assisi e mi divido fra tre-quattro luoghi sacri ed un paio di tappe eno-gastronomiche inderogabili.

Per ciò che riguarda i luoghi sacri e storici, non credo sia questa la sede per approfondimenti, ma consiglio a tutti, specialmente nel periodo natalizio, una visita alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, in cui si trova la Porziuncola, cappella dove San Francesco d’Assisi si ritirava in preghiera e dove comprese la sua vocazione, accogliendo Santa Chiara e i primi frati, e dove si trova anche la cappella del “transito”, dove Francesco morì il 3 ottobre 1226. Nel chiostro della basilica c’è inoltre il celebre roseto “senza spine” e, proprio sotto Natale, una splendida e ricchissima esposizione di presepi giunti da tutto il mondo. Oltre a questa e alle mete sopra citate, suggerisco anche un passaggio al Santuario del Sacro Tugurio di Rivotorto, altro luogo simbolo della spiritualità francescana, che racchiude  le piccole dimore dove il Santo umbro scrisse la “Regola” e dove poi trovarono rifugio i suoi primi seguaci.

BirraMa Assisi, come dicevo, è anche luogo di grande attrattiva enogastronomica, prerogativa piuttosto diffusa in molte realtà della “regione verde”, una delle cinque prive di sbocchi sul mare, ma particolarmente  ricca di prodotti agroalimentari di grandissima qualità. Parlo di olio extravergine d’oliva, vino, salumi, formaggi, pane, pasta e molto altro, che trova in Umbria i favori della natura e l’impegno di abilissimi produttori. Ancor più ci sono luoghi che hanno il merito di privilegiare, promuovere e diffondere quanto di meglio questo patrimonio enogastronomico sa offrire. In passato avevo parlato dell’agriturismo Valle del Subasio come di una struttura ricettiva particolarmente attenta a questo  tema, soprattutto per merito dei proprietari e gestori, ma anche per la bravura di un giovane e talentuoso chef: Christian Cuppoloni.

NoiOggi vorrei parlare di un locale che il bravo Christian ha deciso di aprire esattamente un anno fa proprio nel centro di Assisi: A Casa di Bacco.
Come poteva non attrarmi un nome così, tanto più se il suo deus ex machina è un incallito sostenitore delle prelibatezze locali ed un amico? Il locale è centralissimo ed accogliente, ben rifinito e curato nei dettagli, un wine bar che rappresenta per Christian un sogno che si realizza, un’occasione per crescere e un’attività in cui trasmettere tutta la sua passione e la sua esperienza, praticamente se stesso. Ne approfitto per segnalare che proprio il 29 settembre si terrà una cena-evento che celebrerà il primo compleanno del locale, un menù di livello e un’atmosfera di festa.

SalaQuando sono arrivato ho trovato subito un contagioso e sincero sorriso, quello che viene dal cuore delle persone e che trasmette la sensazione di essere in un posto dove sono felici di averti ospite. Parliamo a lungo e mi accorgo, durante la conversazione, di come questo ragazzo venticinquenne ragioni da navigato e oculato imprenditore, un professionista che da otto anni non festeggia un S. Valentino per lavorare e che, se alla fine del mese tira fuori uno “stipendio” per se stesso, lo reinveste nel locale e nella qualità dei prodotti offerti. Così ci dilunghiamo proprio sulle materie prime e sulla valorizzazione dei piccoli produttori, sulla sua smania di tornare a cucinare e sulle difficoltà burocratiche ad ottenere i permessi per allestire nel locale una cucina vera e propria dove esprimere il suo estro e la sua più grande passione: cucinare e trasmettere nei suoi piatti l’Umbria che gli scorre nelle vene. Alla fine, però, vuoi che si parlasse di vino?

DispenserEccoci al dunque, la proposta di Christian, scrupoloso selezionatore di tutti i prodotti che offre, si è concentrata su una piccolo e giovane azienda di Gualdo Cattaneo, che seleziona materia prima pregiata dai vigneti di proprietà, posti tra i 250 e i 450 metri di altitudine, in pieno areale dei vini di Montefalco. Si tratta dell’azienda agricola dei fratelli Marco e Paolo Schippa, che proprio tra quei vigneti, hanno voluto costruire la loro nuova e omonima cantina; una struttura vicina alle uve, dove la passione e la tradizione sono alla base di procedure di vinificazione che si avvalgono di tecnologie impiantistiche moderne e della preziosa consulenza dell’enologa Gioia Cresti.

Qui nulla è lasciato al caso” – mi dice Christian – “conosco queste persone e l’amore che muove il loro lavoro, l’amore per questa terra, per l’Umbria e la sua capacità di trasmettere nel vino il suo carattere” – Non mi serviva altro per approcciare la piccola degustazione, in cui ci siamo concentrati su due etichette che fossero proprio lo specchio di questo sentimento e di questa semplicità, quella che avvicina le persone alla terra, attraverso vini semplici, autentici e alla portata di tutti.

Dei PiaceriIl Dei Piaceri, grechetto in purezza che vinifica in acciaio e riposa quattro mesi in bottiglia, è un bianco snello e fresco, che con aromi delicati e puliti che avvolgono in una nuance floreale le note fruttate di mela e gelso bianco, con un allungo minerale. In bocca è fedelissimo, l’agilità di beva è invidiabile, le fragranze fruttate si ritrovano intatte e il sorso restituisce un soffio di pietra focaia e una piacevole sapidità che invita a bere ancora. Gli stuzzichini di Christian accompagnano alla grande l’assaggio, in questo caso pane di Terni bruschettato con olio extravergine di oliva locale e formaggi non stagionati … un aperitivo perfetto.

EtichettaIl Montefalco Rosso è realizzato, secondo disciplinare, con l’assemblaggio di sangiovese (65%), merlot (25%) e sagrantino (10%); i fratelli Schippa effettuano manualmente sia la raccolta, sia la selezione dei grappoli che poi vengono diraspati e collocati, per gravità, nei fermentini. Il mosto macera sulle bucce per due settimane, sotto rigido controllo termico, con continue follature giornaliere; dopo la svinatura, il vino viene ripartito, per l’affinamento di un anno, per metà nei tonneaux di rovere posti nella barricaia, e per l’altra metà in acciaio. Dopo l’imbottigliamento, il prodotto finale assemblato sosta altri quattro mesi in bottiglia. Al naso offre profumi intensi e corposi, ampi e profondi, in cui le bacche rosse sono protagoniste insieme sentori di pepe rosa e humus. Al palato è docile e avvolgente, con tannini soffici e ben dosati che avvolgono le fragranze di amarena e ribes; il sangiovese fa sentire il suo nerbo, la spalla acida sostiene una gustativa rotonda che restituisce, nel post beva, tracce iodate e residui balsamici. Un ottimo complesso sensoriale che, per un vino non di punta, garantisce un rapporto qualità/prezzo ancora sopra le righe. L’abbinamento con i salumi e i prodotti caseari del territorio fa brillare gli occhi a Christian che, con velata soddisfazione, capisce di aver fatto ancora centro.

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