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Il futuro della Doc Trasimeno sta nella tipicità

I relatori della tavola rotonda a Castiglione del LagoSenza ricerca non c’è futuro, così come non c’è futuro senza una tipicità che renda riconoscibile un vino in un territorio. La Strada del Vino Colli del Trasimeno ha già iniziato questo percorso, mettendo a confronto i massimi esperti con i produttori, come è avvenuto anche domenica  mattina nel corso del convegno tenutosi a Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago dal titolo “Clima e ricerca sul campo, la DOC Trasimeno si presenta” a cui sono intervenuti – dopo un breve saluto introduttivo del Sindaco di Castiglione del Lago Sergio Batino – il Presidente della Strada del Vino Colli del Trasimeno Roberto Berioli, il Prof. Alberto Palliotti dell’Università degli Studi di Perugia, il Dirigente dell’Associazione dei Comuni del Trasimeno – Medio Tevere Louis Montagnoli e il Presidente del Consorzio di Tutela DOC Colli del Trasimeno Emanuele Bizzi.

“Considerando che il turismo enogastronomico sta assumendo un ruolo sempre più importante nell’economia turistica italiana – ha esordito il Presidente della Strada del Vino Roberto Berioli – anche nella zona del Trasimeno stiamo lavorando per sottolineare la centralità della produzione vinicola in questo territorio e per valorizzarla e renderla fruibile in termini di offerta turistica. Per questo motivo la Strada del Vino Colli del Trasimeno mette in rete una App per smartphone e tablet per ricevere in tempo reale informazioni utili sul territorio: dall’elenco delle cantine con relative schede tecniche, agli itinerari turistici. Obiettivo di questa iniziativa è di portare gente nelle cantine del territorio, per raccontare la storia di ognuna e far entrare il consumatore in contatto diretto con il produttore”.

La degustazione dei vini del Trasimeno al termine del convegnoL’importanza della ricerca è stato l’argomento centrale del convegno, in particolare la sperimentazione scientifica portata avanti dall’Università degli Studi di Perugia su “Tecniche colturali per il controllo in vigna dell’alcolicità potenziale dei vini”, spiegata dal Prof. Alberto Palliotti: “Fino a pochi anni fa, la preferenza dei consumatori era indirizzata verso vini decisamente strutturati, di forte carattere territoriale e caratterizzati da elevati tenori alcolici. Oggi, due nuovi fattori – noti come global warming e bere consapevole – portano a riconsiderare gli attuali modelli produttivi oltre a essere responsabili di un processo che per alcune aree vocate potrebbe voler dire perdere la propria vocazionalità, mentre altre che non lo erano potrebbero diventarlo. Alla base di queste necessità, l’anticipo di tutte le fasi fenologiche, l’accelerazione del processo di maturazione delle uve, l’accelerato depauperamento del quadro acidico dei mosti e aumenti rapidi del Ph con possibile instabilità microbiologica delle masse in fase di prefermentazione, disallineamento tra la maturazione tecnologica e fenolica dell’uva e l’aumento dei fenomeni di disidratazione veloce ed irreversibile degli acini. In questo contesto, è necessario puntare l’attenzione sugli scenari futuri e definire interventi programmatici e di messa a punto di tecniche colturali idonee a superare – almeno nel breve e medio periodo – gli effetti negativi di queste problematiche”.

Una tendenza che in qualche modo potrebbe andare a incidere anche sulle prossime vendemmie, considerando che negli ultimi 56 anni il tempo della raccolta si è anticipato di circa un mese in funzione anche dei suddetti fattori. Intanto, la vendemmia 2013 ha fatto registrare una buona raccolta, quantitativamente superiore a quella del 2012, come spiega Emanuele Bizzi, Presidente del Consorzio Tutela Vini Colli del Trasimeno: “Le aziende consorziate, che messe insieme ricoprono una superficie di circa 270 ettari, nel 2013 hanno certificato nel complesso 2700 ettolitri e immesso sul mercato circa 360mila bottiglie. Molte delle aziende iscritte fanno parte anche della Strada del Vino e questo testimonia il forte sentimento di aggregazione e volontà di promuovere le eccellenze enologiche del Trasimeno. Negli ultimi 15 anni il Consorzio ha lavorato molto per affinare la qualità rivedendo nel disciplinare la base ampelografica introducendo vitigni internazionali e rivedendo parametri produttivi e di vinificazione tra cui la diminuzione della produzione di uva per ettaro e gradazioni alcoliche più elevate. Negli ultimi 5 anni si raccolgono i risultati di questo rinnovamento in vigna e in cantina”.

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